Giovani cicliste crescono: ecco Eleonora Camilla Gasparrini

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4 gennaio 2018 - La sua passione per il ciclismo è nata quand’era ancora in fasce e, nonostante qualche cambio di rotta, è rimasta in sella alla sua bicicletta facendola diventare un punto fermo nella sua vita da sportiva.
Il suo secondo nome è Camilla, ma tutti la chiamano semplicemente Eleonora Gasparrini. Classe 2002, il 2018 sarà per lei il suo secondo anno da Allieva nel Nonese Cycling Team Asd, che inizierà con in tasca il bottino di grandi soddisfazioni che le ha regalato il 2017, tra le quali la convocazione in azzurro al Festival Olimpico della Gioventù Europea a Gyor, dove ha sfiorato il podio nella gara in linea, e il bis Tricolore a Dalmine, dove si è laureata Campionessa Italiana Keirin e Velocità.



Nominata da Sofia Collinelli, oggi è Eleonora a raccontarci la sua storia sulle due ruote....

Ho iniziato ad andare in bici grazie ai miei genitori che, già prima che nascessi io, facevano le granfondo.

L’esordio
Ho iniziato a gareggiare dalla categoria G1 nel Piossasco, una società piemontese. Ho fatto la stagione completa fino a G3.

Tra il ciclismo e l’atletica
Poi, durante l’inverno tra G3 e G4 ho iniziato a fare atletica, principalmente per avere un po’ di base per la stagione successiva.
Però, inaspettatamente, mi è iniziata a piacere parecchio, anche perché avevo trovato un bel gruppo e, infatti, nella stagione da G4 ho dato precedenza all’atletica invece che al ciclismo.

La scelta: l’atletica
Da G5 ho deciso proprio di mollare il ciclismo (in realtà ho solo smesso di fare le gare, ma in bici ci andavo comunque).

Una scintilla riscattata in parallelo all’atletica
L’anno dopo il mio vicino di casa ha fondato la Nonese Cycling Team Asd (squadra in cui sono tuttora), chiedendomi di dargli una mano ad allenare i più piccoli... proposta che ho accettato volentieri, ricominciando così ad andare più assiduamente in bici. In quell’occasione è iniziata a riscattare la “scintilla”.
Ho anche fatto qualche gara, ma ho continuato in parallelo anche con l’atletica.
Così ho fatto sia per la categoria G6 che per quella da esordiente primo anno.

La scelta: il ciclismo
Nell’inverno tra esordiente primo e secondo anno ero in montagna - io scio anche e faccio sia fondo che discesa. Era il periodo delle vacanze di Natale e dovevo allenarmi. Mi alzavo presto al mattino, andavo a correre (perché a breve sarebbero iniziate le campestri) e poi andavo a sciare.
È proprio lì che ho preso la decisione di provare a mollare l’atletica per dedicarmi solo al ciclismo.
E così è stato.

La prima vittoria da Esordiente
La stagione da esordiente secondo anno è iniziata bene.
Piano piano sono riuscita a vincere la mia prima gara... una grandissima soddisfazione, sinceramente non me lo aspettavo nemmeno io.
La stagione è proseguita con parecchie gratificazioni. Sono riuscita a vincere il Campionato Italiano su strada e anche la Coppa di Sera.

Da Allieva
E poi ecco che è arrivato il 2017, anno in cui sono passata nella categoria delle allieve.
Sono arrivati i primi piazzamenti, seguiti poi piano piano anche dalle vittorie.
L’obiettivo principale della stagione, però, era la convocazione agli Eyof a Gyor. Obiettivo che sono riuscita a centrare... è stata un esperienza unica e indimenticabile.
Poi la vittoria più bella: la Coppa Rosa a Borgo Valsugana. Una gara a cui tenevo molto.
È stata una stagione ricca di soddisfazioni inaspettate.”


Sei stata nominata da Sofia Collinelli con la seguente motivazione:
“Nomino Eleonora Gasparrini.
Siamo avversarie e mi ha battuto molte volte, ma al di fuori della corsa è una mia grande amica, con cui ho condiviso la convocazione in azzurro a Gyor. Siamo molto legate ❤️.”

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Quando mi avete contattata ho pensato che fosse una bella opportunità per farvi conoscere qualcosa di più su di me e proprio per questo ho accettato la nomination.

Tutto ti si può dire, tranne che tu non sia una ragazza sportiva... cosa ti spinge a non stare mai ferma?
Fare sport in generale è un modo per sfogarmi e per liberarmi la testa da qualunque altra cosa.

Tra le varie specialità dell’atletica, quale preferivi e per quali motivi?
Diciamo che ero più portata per le gare intorno ai 1000/1200 metri perché ho una buona resistenza su sforzi di breve-media durata.

Invece come ciclista, a cosa ti dedichi e in cosa sei una specialista?
Faccio strada, pista e anche un po’ di ciclocross (ma poche gare).
Le prime due mi piacciono molto, anche se preferisco di più la strada.
La pista mi piace perché ha molte varianti e la strada per le dinamiche di corsa. Prediligo percorsi vallonati.
Per quanto riguarda il ciclismo sinceramente non so ancora per cosa sono più portata, con il tempo lo capirò.

L’atletica leggera è uno sport individuale, nel quale sono previste delle competizioni collettive durante le quali la performance del singolo influisce nel raggiungimento del risultato finale di un Team. Questo è ciò che avviene anche nel ciclismo, che è invece uno sport di squadra.
In che modo il singolo atleta è indotto a dare il meglio di sé e cosa serve affinché questo avvenga?
Ciascun atleta cerca di dare il meglio di sé perché la vittoria del singolo è anche una vittoria di squadra da condividere con il resto del team.

Cos’è per te la squadra?
Per me la squadra è una cosa fondamentale. Senza non si va molto lontani.
È un punto di riferimento, qualcosa su cui puoi sempre contare con cui condividere gioie e delusioni e dove poter confrontarsi come atleta e come persona.

Quale caratteristica non deve assolutamente mancare ad una compagna di squadra?
Penso che tra compagne di squadra non debba assolutamente mancare la fiducia reciproca.

Aiuti ancora la tua squadra con i bambini?
No, perché con la scuola e gli allenamenti sarebbe troppo complicato.

Cosa ti piaceva e lo rifaresti?
Mi piaceva poter trasmettere ai più piccoli la mia passione e il divertimento per questo sport.
E sì, mi piacerebbe rifarlo! Magari in un futuro....

In montagna la decisione di chiudere con l’atletica per dedicarti completamente al ciclismo. Da cosa è stata effettivamente scaturita?
Sinceramente non lo so bene nemmeno io. Più che altro mi sono resa conto che sarebbe stato troppo impegnativo competere in entrambe le discipline e la voglia di pedalare era superiore rispetto a quella di correre.

Ponendo i due sport sui due piatti della bilancia, quali aspetti del ciclismo o dell’atletica farebbero la differenza?
Beh, nel ciclismo ci sono componenti differenti che possono influire sul risultato, mentre nell’atletica molto spesso guardando i partenti si riesce già a intuire l’ordine d’arrivo (specialmente ai nostri livelli).

Quest’anno hai centrato l’obiettivo di essere convocata agli Eyof a Gyor. Te l’aspettavi? Qual è stata la tua prima reazione quando l’hai saputo?
No, sinceramente all’inizio non me lo aspettavo anche perché essendo una primo anno ero consapevole che sarebbe stata dura.
Quando l’ho scoperto ho provato un’emozione indescrivibile, mi sembrava di vivere un sogno.

Ci racconti com’è andata e cosa ti ha emozionata di più?
È stata una bellissima esperienza, mi sono trovata benissimo con tutti.
Penso che però l’emozione più grande sia stata la vittoria di Andrea Piccolo, oro nella prova in linea. Mi ha emozionata sia la sua strategia di gara, sia vedere i colori azzurri sul gradino più alto del podio di una manifestazione del genere....

La tua vittoria alla Coppa Rosa a Borgo Valsugana perché è stata la più bella?
È stata la più bella per l’importanza della gara, una sorta di rivincita del Campionato Italiano, che avevo chiuso con un quarto posto. Puntavo al podio e la rottura del forcellino durante la corsa non mi ha aiutata... Poi, magari sarebbe andata uguale a prescindere, ma non si può sapere.
Quindi Borgo è stata proprio una rivincita e, avendo già vinto da esordiente secondo anno, è stato bellissimo riuscire a riconfermarmi da allieva.

I tuoi genitori praticano il ciclismo e ne sono appassionati. Di questa passione, cosa ti hanno trasmesso e in che modo ti appoggiano?
Si può dire che sono nata in bici. Quando avevo 3 mesi abbiamo fatto un viaggio in bici in Austria e io ho viaggiato nel carrellino.
Per me è stato praticamente impossibile non amare il ciclismo.
I miei genitori, essendo appassionati anche loro di questo sport, mi seguono ovunque e sono sempre pronti a darmi buoni consigli.

Che scuola frequenti e qual è la tua materia preferita?
Frequento il Liceo Scientifico e la mia materia preferita è scienze.

Se avessi la possibilità di cambiare una sola cosa del ciclismo, per migliorarlo, cosa sceglieresti?
Aumentare la visibilità del ciclismo femminile.
Sicuramente bisognerebbe aumentare lo spazio in TV, trasmettendo più gare femminili (già nell’ultimo mondiale che c’è stato ha avuto maggiore spazio) per aprire gli occhi agli sponsor che oggi sono ancora concentrati maggiormente sul mondo maschile.
Bisognerebbe anche aiutare i comitati regionali ad organizzare gare sui propri territori.

Quali sono le tue aspettative per il prossimo anno?
Dare il meglio di me e riuscire a collaborare al meglio con la squadra che sarà più numerosa.

Come ti vedi tra qualche anno? Cosa vedi nel tuo futuro?
Dire come mi vedo tra qualche anno è difficile, di sicuro il ciclismo continuerà a far parte della mia vita.

La tua nomination e la motivazione…
Nomino Arianna Corino perché è stata una delle avversarie più temibili che purtroppo ha dovuto interrompere la stagione a causa di un brutto incidente in gara che non le ha permesso di essere presente con la Nazionale agli Eyof di Gyor.

Potete seguire Eleonora sul suo profilo Instagram: _laagaspa_
La pagina Facebook del suo team: Nonese Cycling Team ASD

Ilenia Milanese
cicliste.eu

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