Ci si può drogare di ciclismo... Noemi Pilat e la sua MTB

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Avevamo curiosato con lei nel mondo della MTB - Noemi Pilat ci racconta i suoi 14 anni di ciclismo, cos’è per lei e come sta affrontando il suo stop forzato...
“Ogni donna che pratica MTB ha coraggio da vendere!” Così ci aveva risposto parlando dell’abbinamento Donna e Mountain Bike. Ad una rider il carattere certo non deve mancare!
Ve la ricordate?
Ci aveva tolto qualche curiosità sul mondo delle ruote grasse ed oggi è qui a raccontarci la sua storia.... Lei: la coraggiosa Noemi Pilat!

Ciclista ventenne di Tarzo (TV), gareggia con il Team Cube Crazy Victoria Bike nella categoria Under23. 

“Ho iniziato ad andare in bicicletta all’età di sei anni. Ero molto piccola, ma mi sono innamorata subito di questa disciplina.
A settembre-ottobre del 2003, io e mia mamma abbiamo accompagnato mio papà a partecipare ad una gara di MTB a Caorle.
Ricordo che il giorno seguente ho stressato mio padre talmente tanto da costringerlo a portarmi fuori a fare un giretto in bici e, quando siamo tornati a casa, gli ho chiesto se potevo iniziare a praticare MTB.

 

Nonostante il suo iniziale disaccordo, dovuto al fatto che svolgevo già altri sport (danza, pallavolo e nuoto), due o tre giorni dopo mi ha iscritta nella società di cui lui faceva parte: una piccola squadra del paese - l’U.C. La Vallata - con la quale ho corso per ben sei anni (praticamente le categorie giovanissimi), vincendo delle garette e qualche piccolo campionato.
Poiché questo team aveva sia il settore strada che fuori strada, durante il mio ultimo anno da giovanissima ho praticato tutte e due le discipline.

Arrivato il momento di cambiare categoria, una sera di febbraio 2009, a poco meno di una settimana dalla mia prima gara da esordiente, il presidente dell’U.C. La Vallata ha chiamato mio padre per comunicargli che, non avendo un direttore sportivo di terzo livello (necessario per le categorie giovanili), non potevo partecipare alla competizione.

...Immaginate voi il mio grado di disperazione. Può sembrare assurdo, ma la bici era ed è una cosa fondamentale per me.

Nel giro di un giorno i miei genitori mi avevano già iscritta in un'altra società, non dicendomi nulla. Una sera dopo danza, mentre eravamo di ritorno a casa, mi hanno detto che non avevano trovato un'altra squadra e che, quindi, per un pò non potevo fare gare... dovevo mettermi il cuore in pace! Arrivati a casa, però, sono entrata in salotto e ho visto il divano sommerso dalle divise della nuova squadra.... Ho pianto dalla gioia.
Era il Team Cube Crazy Victoria Bike, in cui sono tutt’ora. Il presidente (un personaggio, dovreste conoscerlo) nel giro di due giorni mi aveva già tesserata ed iscritta alla competizione.

Faccio parte di questa società da otto anni e devo dire che non mi ha mai fatto mancare nulla. Sono tutti fantastici, dal direttivo, ai compagni e agli accompagnatori. È una seconda famiglia a tutti gli effetti. Mi hanno aiutata molto, soprattutto in un periodo buio della mia vita.

In questi anni mi sono sempre piazzata alle gare importanti, come la Coppa Italia e i Campionati Italiani (esordiente-allieva). Da juniores e Under alle gare internazionali e nazionali ho avuto sempre dei bei piazzamenti - anche se non sono nelle prime cinque a me va benissimo. Ho vinto anche qualche gara regionale, di Veneto Cup, provinciale e del Trofeo d’autunno.

Per me il ciclismo in generale è un insegnamento di vita, ti fa capire che, per quanto dura sia una salita, quando arrivi in cima il panorama è sempre fantastico. Non si limita solo all’ambito sportivo.
Il ciclismo ormai fa parte di me, è una droga. Se non esco in bici sto proprio male.
In 14 anni non ho mai smesso di pedalare, primo perché mi piace e secondo perché, ora che mio papà non c’è più, praticare questa disciplina è l’unica cosa che mi fa sentire vicino a lui.
Ora, scrivendo tutto questo, mi sta venendo un pò di nostalgia....
Per un po’ di mesi non potrò correre a causa dell’infortunio subito recentemente durante una gara. Un master mi ha tagliato la strada, facendomi cadere violentemente a terra, lasciandomi lì, senza nemmeno fermarsi. Ho riportato gravi lesioni alla spalla e mi dovrò sottoporre ad un’operazione alla fine di questo mese. Poi altri 40-50 giorni di stop.
Non vedo l’ora di tornare in sella alla mia bici!”


Ti avevamo contattata per una piccola intervista in cui abbiamo conosciuto un po’ te e la MTB... Cos’hai pensato appena hai ricevuto il nostro messaggio e perché hai accettato di rispondere alle nostre domande prima e a raccontarci la tua storia ora?
Ho pensato che era una bella occasione per far conoscere la mia storia e la MTB.
Mi piace raccontare e far sapere di me alle altre persone perché magari posso essere da esempio per qualcuno... sia in ambito MTB, che nella vita.

Qual è la “ricetta” perfetta per un ottimo ciclismo? Per dedicare una vita a questo sport, quali sono gli ingredienti necessari?
Gli ingredienti necessari per questo sport sono:
• tanta passione
• saper fare sacrifici
• divertirsi
• affrontare tutto con il sorriso, anche se una gara va male.

E a proposito di cucina... come te la cavi?
Con la cucina me la cavo si e no...
Se devo cucinare cose semplici di tutti i giorni le so fare, ma se mi chiedete qualcosa di più complicato sono un pericolo... soprattutto con i dolci, potrei far scoppiare il forno e bruciare la torta ?.

In questo periodo di stop obbligato, cosa ti manca di più dell’andare in bici? Come occupi il tempo che prima dedicavi agli allenamenti e alle gare?
In questo periodo mi manca tutto della bici....
Mi manca il fatto di arrivare a casa da scuola e fare le cose di corsa per allenarmi, mi manca pedalare sulle strade della mia zona....
Non sono più io, sento che manca quel qualcosa che era parte di me.
Come occupo il tempo? Beh, vado a fare tante camminate così mi tengo comunque in movimento. Esco in bici sì, ma stando molto attenta e facendo poco perché basterebbe una caduta o anche solo un salto per farmi uscire la spalla di nuovo....
Poi, visto che mi sto preparando casa, faccio qualche lavoretto da sola, sempre quelli che riesco, tenendo conto del problema che ho ora.
Dovrei dire che studio, ma non ho un ottimo rapporto con lo studio ?.

La tua nomination e la motivazione…
Catia Carretta! Nomino lei perché non molla mai e trova sempre il lato positivo in ogni momento. Ha le sue soddisfazioni e, se anche una gara le va male, non si butta mai giù. Trova sempre quel qualcosa che la fa divertire....

Ilenia Milanese
cicliste.eu

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