Sono le prime a credere in noi, a supportarci, ad aiutarci e a lottare… sono le nostre mamme. Le mamme del ciclismo! 

Sono le prime a credere in noi. Le prime a gioire quando portiamo a casa le nostre piccole e grandi soddisfazioni. Le prime a curare le nostre delusioni e le nostre ferite. Le prime a lottare per noi. Riescono a darci la carica giusta, nonostante le loro preoccupazioni per la gara. Capiscono al volo i nostri stati d’animo, ma spesso non interferiscono. Quante volte intuiscono subito le situazioni e ci ritroviamo poi a dire che avevano ragione…

Cucinano pastasciutta di prima mattina. Preparano panini, crostate e frutta fresca per tutta la ciurma. Sistemano borse e borsoni; lavano borracce e divise sudate, sporche di grasso, di terra e fango; rammendano, quando è possibile, gli strappi e i buchi delle nostre cadute.

Non esitano un attimo a lasciare la casa a soqquadro per salire in auto per seguirci a chilometri di distanza, sotto il sole cocente o il freddo pungente.
Sono le nostre tifose più sfegatate, ma tra il pubblico durante le gare, spesso, le intravediamo appena.

Sono tantissime le mamme del ciclismo…
C’è mamma Tonina Pantani che da anni chiede verità per il figlio Marco.
La combattiva Laura Bianchi - madre di Claudia Cretti - che, attraverso i social, non ha esitato a esporsi anche in prima persona per mantenerci informati sullo stato di salute della figlia dopo l’incidente.
C’è chi è riuscita a unire l’utile al dilettevole. Isabella Colucci, per esempio, ha coniugato la necessità di seguire il figlio nelle stagioni ciclistiche alla passione per la fotografia e ha creato la sua pagina Facebook “La mamma del ciclista”, dove pubblica i suoi scatti delle gare.

E ci sono tutte le mamme che si arrabbiano quando, tornati a casa, lasciamo borsa e scarpe nel posto sbagliato. Quelle che si emozionano guardandoci, che ci lasciano cadere e piangere pur di farci inseguire il nostro sogno, che ci fanno partire pur di vederci felici in sella a una bicicletta. Quelle che ridono anche se ci avrebbero preferito dei giocatori di scacchi o con una bella laurea in mano, quelle stupite da così tanta passione e forza di volontà.

Ci sono anche le mamme forti, che hanno dovuto lottare e che lo stanno ancora facendo. Le mamme dei sogni spazzati via del destino, che hanno dovuto trovare la forza di reagire e di sorridere. Le mamme da far salire sul gradino più alto del podio.

Lo notate anche voi?!
Possono esse la mia, la tua o quella della nostro/a compagno/a di squadra, ma sono un po’ mamme di tutti.
Mamme da medaglia d’oro che non ci rubano mai la parte da protagonista.

Che ciclismo sarebbe senza di loro?

Ilenia Milanese
cicliste.eu

 

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