Le cicliste

Elena Pirrone: "Quando ero piccola avevo le idee ben chiare: diventare una ciclista professionista"

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Oggi ho l’onore di raccontarvi la storia della bi campionessa del Mondo (strada e cronometro individuale) Juniores Elena Pirrone. Ho contattato Elena sul suo profilo Instagram e da subito si è resa disponibile. Non mi prolungo oltre e vi lascio alla sua storia…
“Ciao ?? mi chiamo Elena, sono una ciclista. Quando ero piccola avevo già ben chiare le idee su cosa volessi fare da grande: la ciclista professionista. A scuola, quando me lo chiedevano, a questa frase ci aggiungevo sempre "sarà difficile, ma mi impegnerò tanto". “

Un sogno che si sta avverando
“Ero (e sono) orgogliosa del mio "sogno nel cassetto", soprattutto perché anche i miei genitori sono stati dei ciclisti (non di professione) e volevo essere come loro. “

Non è stato solo ciclismo però.
"Mamma e papà avevano a cuore che imparassi a praticare anche altre attività (anche perché da piccola ero un tornado e non stavo mai ferma), così ho iniziato con nuoto, sci alpino, pattinaggio e sci di fondo (quest'ultimo anche a livello agonistico)."

Dai tre anni fino ai dodici andava a sciare con i miei genitori.
"Amavo sciare e quando trovavo una pista con i paletti (slalom speciale) era subito gara, sempre. Dovevo percorrere quella pista (che facevo almeno tre volte di fila) nel minor tempo possibile, cercando di battere il tempo della volta precedente.
Mi piaceva la tecnica, i bollini che mi regalava il maestro di sci a fine corso, ma soprattutto la velocità. Mi piaceva la sensazione di "finitezza" a giornata conclusa, sapendo che da lì a poco avrei avuto una bella cioccolata calda come ricompensa e che puntualmente mi sarei addormentata in macchina sulla via del ritorno.
Mi piaceva davvero tanto, ma non ho mai pensato di farlo come sport."
Il nuoto invece non mi piaceva per niente. Un sacco di stili da imparare e a me ne riusciva solo uno: quello a cagnolino. Per fortuna il corso è durato poco ??

Storia diversa per lo sci da fondo che è stata una scoperta casuale
"In quinta elementare la scuola aveva organizzato un'educazione fisica diversa. Anziché restare in palestra, si andava tutto il giorno a sciare accompagnati dagli insegnanti e da un maestro di sci. Era bello stare in compagnia e giocare nella neve fresca e volevo continuare a farlo.
Mi sono iscritta al club del mio paese e con loro ho iniziato le prime gare. Mi ricordo di aver fatto un sacco di fatica e lo amavo proprio per questo motivo! Mi è sempre piaciuto fare fatica (.. ed ecco spiegato il motivo per cui faccio ciclismo ?? )."

Non è sempre stata fatica fisica, ma anche "mentale
": non mi piace il freddo esagerato e mi ricordo una gara in particolare in cui la temperatura era di -15 (un trauma, ecco perché me lo ricordo). Non volevo scendere dal pulmino, eppure quando faceva così freddo andavo molto bene.. le uniche volte in cui non interpretavo il ruolo da eterna seconda dietro ad una ragazza che mi sembrava imbattibile ??
Ho continuato con lo sci di fondo fino ai 14 anni, poi ho fatto una scelta... Ma senza mai abbandonare del tutto! Infatti ancora adesso, in inverno, ci vado. È comunque un'ottima preparazione invernale quando le strade di casa sono innevate ed uscire in bici mi è impossibile."

Con il ciclismo, invece, ho iniziato a 6 anni, da G1.
"Sono 14 anni che pratico questo sport. Non sono sempre state rose e fiori, ho avuto anche io i miei momenti "bui" ma da buona testarda quale sono non ho mai lasciato perdere, soprattutto da esordiente e nel 2017 quando mi sono rotta la clavicola ma volevo assolutamente partecipare ad europei e mondiali... E ho fatto bene!"

Oltre alla parte sportiva, c'è anche una "io normale"
"mi piace leggere, soprattutto romanzi rosa (eterna romantica)."
"La mia materia preferita a scuola è sempre stata matematica e Leopardi è il mio poeta preferito (non chiedetemi perché, non lo so nemmeno io). Mi è sempre piaciuto andare a scuola, in particolare per la compagnia. È proprio tra i banchi di scuola che ho conosciuto i miei amici Stefano e Fabio, con loro passo la maggior parte del tempo quando sono a casa dalle gare."

Il tuo animale preferito?
"Il mio animale preferito è l'orso e ne ho due di peluche formato gigante (90 e 180cm) che tengo in camera mia.. e guai a chi me li tocca!! Siamo tutti un po' bambini in fondo, no?"

Quali pensieri ti hanno portata a scegliere la bicicletta?
"Sinceramente non lo so, è stato tutto molto naturale. Mi piaceva andare in bicicletta e avevo l’esempio di mio papà. Mi ricordo che quando partiva da casa per andare ad allenamento, io volevo sempre seguirlo ed alle sue gare volevo posizionarmi anch’io con lui ed i suoi compagni in griglia di partenza. Mi piaceva vederli passare tutti insieme in gruppo ed anch’io, con il mio triciclo rosso, volevo far parte di quel drappello. Per farmi stare calma mi aveva promesso che un giorno sarei potuta andare con loro."

Vogliamo ricordare il nome dei team dove hai gareggiato?
"Ho gareggiato nel G.S. Mendelspeck e con questo team sono cresciuta, fino a poi passare professionista con il Team Astana."

Cosa ti hanno trasmesso di particolare i vari allenatori ?
"Quando ero piccola il divertimento in primis. Andare alle gare era sempre una festa e ci andavo più che altro per il post-gara in cui si giocava tutti insieme anche con ragazzine di altre squadre. Mi sono sempre trovata molto bene, l’ambiente era di tipo familiare in quanto erano per lo più i genitori di altre mie compagne che ci allenavano. Era bello stare tutti insieme ogni volta. "

I risultati più importanti ottenuti fino alla categoria allieva?
"Da esordiente non ho corso tanto, ancora pensavo a divertirmi. Ho ottenuto lo stesso alcune vittorie. Quelle che più mi sono rimaste impresso sono a Gorla Minore (la primissima), in solitaria, e Villafranca in volata. Anche il quarto posto con le allieve al Ghisallo è stato per me motivo di soddisfazione.
Da allieva primo anno, invece, ho ottenuto all’incirca una decina di vittorie tra cui il campionato italiano a cronometro e quello su strada. Mi ricordo ancora l’emozione per il primo tricolore, l’ansia che saliva aspettando che tutte le ragazze terminassero la loro prova e la gioia di quando ho passato la linea d’arrivo a Darfo Boario. L’anno successivo ho vinto altri tre titoli italiani (cronometro, cronometro a squadre e quartetto), la Coppa Rosa e la cronometro alle olimpiadi giovanili (EYOF). Quest’ultima è stata la mia prima convocazione in maglia azzurra. Ero agitatissima!"

Nel 2017 la tua esplosione sportiva, cosa è cambiato dalle stagioni precedenti?
"Per tutti esiste un anno di cambiamento. Io l’ho avuto tra il 2016 ed il 2017. Mi sono “trasformata”. Nel 2016 ho fatto fatica ad adattarmi al nuovo rapporto e non solo. Non sono mai riuscita ad esprimermi al mio meglio; è stato per me davvero un anno difficile, forse il più complicato da cui ho imparato molto. Nel 2017, invece, sono cresciuta e sono cambiata molto anche fisicamente rispetto l’anno precedente. Tutte le complicazioni avute nel 2016, si sono rivelate poi i miei punti di forza nel 2017."

Europeo e due Mondiali vinti di forza, come ti sei preparata a queste grandi gare?
"Senza pressioni. Facevo quello che ho sempre fatto. Avevo ben chiari i miei obiettivi e sono sempre rimasta concentrata su di essi. Da una parte anche la caduta ad inizio stagione con conseguente frattura alla clavicola mi hanno aiutato. Sono ripartita con più grinta e voglia di fare bene."

Come sei riuscita a rimanere concentrata per vincere le due prove Mondiali?
"Sono arrivata a Bergen consapevole del percorso fatto. Più di così non sarei riuscita a fare. Ero tranquilla. Questo è il segreto."

Cos’hai provato quando hai concretizzato di essere bi-campionessa del Mondo?
"Soddisfazione. Un’immensa soddisfazione. Tutti i sacrifici e le difficoltà si sono annullate. Ero davvero felice."

Come è stato il passaggio nelle Elite?
"Graduale. Non ho iniziato subito per via della maturità (scelta concordata anche con la squadra). Mi sono trovata bene all’interno del gruppo, l’unica difficoltà l’ho riscontrata nel fatto dell’età. Alle ragazze più grandi risulta più facile spingere il rapporto, in gergo ciclistico possiamo dire che hanno la gamba ? e questo si sente sia a cronometro che in salita. Con il tempo ci arriverò anch’io."

La tua esperienza nello scorso Mondiale?
"Mi sentivo una bambina ? ero la più piccola del gruppo ed ero emozionata. Inoltre parteciparvi da primo anno non è facile, ne andavo (e ne vado) fiera."

La nuova stagione è appena iniziata, quali sono le tue aspettative?
"Ho buone sensazioni. Sento di star migliorando. Vedremo cosa ci riserverà questa stagione."

Ci sono differenze caratteriali tra la ciclista e la ragazza di tutti i giorni?
"Diciamo che la parte da ciclista prevale su quella da ragazza normale, in quanto è un lavoro che ti impegna 24h su 24. Però no, sono testarda in entrambi i casi"

Romantica ma determinata … anche nei sentimenti?
"Sì, so cosa voglio."

Sei una ragazza innamorata?
"Si"

La tua giornata tipo tra ciclismo, studio e vita privata?
"Mi sveglio, allenamento, amici, riposo.. e poi ricomincio. Per il momento non sto studiando."

Ciclismo e sicurezza stradale, i tuoi suggerimenti?
"Indossare abiti ben visibili, avere sulla bici delle luci da accendere nei centri abitati. Sono piccolezze, ma ti possono salvare la vita."

Cosa prevedi per il futuro del ciclismo femminile?
"È un settore in crescita, spero un giorno arrivi allo stesso livello di quello maschile."

Le vittorie internazionali ti hanno permesso di entrare a far parte di qualche Corpo di Stato?
"Sì, mi hanno permesso di entrare nella Polizia di Stato."

Meglio dilettante con un lavoro sicuro o professionista con la speranza di carriera?
"Questa non è una domanda facile. Ci sono tanti pro e contro ed è una cosa da valutare bene."

Hai un bel sito web, quali riscontri stai ottenendo?
"Sto cercando di dare più visibilità e nel tempo stesso di raccontare la gara dal mio punto di vista."

Come vedi la tua vita da grande?
"Per il momento ancora in sella ad una bicicletta."

Come si conquista Elena e come la si potrebbe perdere per sempre?
"Mi piacciono i gesti semplici. Bisogna essere se stessi. Niente fiori, grazie.
Non mentirmi, preferisco una brutta verità alla bella bugia."

Credi nell’amicizia?
"Si, ma solo quelle che si contano sulle dita di una mano."

Ci sveli questo tuo grande amore per gli Orsi?
"Sono belli. Grandi, cicciotti e pelosi. Per quanto aggressivi possano essere, mi piacciono molto."

Walter Pettinati

Author: Walter PettinatiEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Keyword

Category

Author

Tag

no-doping
si-salvaciclisti
no-violenza
no-razzismo
Cicliste.eu © 2019 - PROMOITALIA [PETTINATI COMMUNICATION]