Le cicliste

Giuliana Favro, un'affascinante temeraria che punta alla Parigi-Brest-Parigi

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Cicliste.eu mi sta facendo conoscere storie diverse di tante ragazze diverse accumunate dall’amore per la bicicletta. Oggi, vi presento la storia di Giuliana Favro, una 28enne piemontese della Val di Susa che decide di salire in sella ad una MTB per trovare la forma fisica perfetta e dalla quale non è più riuscita a scendere.
“La mia storia in bici – racconta Giuliana - comincia nel 2013: volevo dimagrire (le solite fisse di noi ragazze) così sono partita con la MTB, grazie ad un regalo di mio papà.”

 

Un esperienza che cambierà la vita di Giuliana
“Un anno dopo arriva la bici da corsa e con essa l'idea di allungare il chilometraggio. E’ così che scopro le Randonnée: gare in bici sulle lunghe distanze in autosufficienza.”

Dal cicloturismo alle competizioni
“Nel 2015 decido di iscrivermi al campionato italiano ma senza grandi aspettative. Invece riesco a macinare tanti km, 6.500 in totale che mi porteranno alla vittoria finale.
Nello stesso anno corro la storica Parigi-Brest-Parigi che però non andrà come sperato a causa di un cedimento dei muscoli del collo.”

L’appetito vien mangiando ma…
“Nel 2016 riprovo a vincere il campionato italiano e mi classifico al secondo posto. Due delusioni che mi portano a prendermi un periodo sabbatico. Ritorno a pedalare in autonomia sulle strade di casa. “

Quest'anno ho cominciato a fare giri di un giorno in solitaria in preparazione alla Parigi-Brest-Parigi del prossimo anno (devo prendermi la rivincita).

Dalla MTB alla strada, quali differenze hai trovato?
“Un altro mondo! Sia come posizione in sella che come leggerezza del mezzo.”

Cosa ti ha spinta verso le Randonnée?
“Volevo mettermi alla prova. Riuscirò a pedalare no stop per 200 km? E dopo la prima Randonnée è scoppiato l'amore per le lunghe distanze.”

E cosa ti hanno dato?
“A livello umano tantissimo, ho conosciuto delle persone splendide. Le tante ore in sella mi hanno anche cambiata caratterialmente: ho scoperto d'essere molto testarda e molto spartana.”

Ci racconti le tue esperienze in queste gare?
“Potrei scrivere un libro!! Grazie alle Randonnée ho avuto la fortuna di girare mezza Italia, vedere posti bellissimi, albe tramonti... E provare le diverse cucine regionali!!
Queste corse sono tutte un susseguirsi di emozioni: pedalare di notte, nel buio totale, vedere l'alba in sella... Condividere tanti km con delle persone (tipo 600) ti da l'impressione d'essere stato via una settimana, ed è difficile tornare alla realtà. Inoltre ci sono quelle situazioni che mi fanno sempre sorridere: io di notte soffro il sonno, faccio fatica a pedalare tutta la notte, così ricorro ai micro sonni, riposini di 10 max 15 minuti. Posso dire d'aver dormito ovunque: prato, bordo strada, panche, bar chiusi, benzinai e pure sotto un ponte.”

Momenti di crisi?
“I momenti di crisi non sono ovviamente mancati, pretendo molto da me stessa e ancora oggi fatico a gestire un fallimento. La delusione a Parigi è stata uno dei momenti peggiori. Ho avuto un cedimento dei muscoli del collo, la testa non stava più su, non vedevo la strada: ho fatto 100 km in questa condizione. Alla fine mio papà mi ha convinta a fermarmi, ci sono voluti mesi per farmi superare la delusione.”

Come ti alimenti durante una randonee?
“Come alimentazione durante le Randonnée... all'inizio predilivo le barrette con la Nutella poi sono passata ai panini con il formaggio e nei lunghi giri cerchiamo di mangiare piatti locali. Il bello di questi giri è che non c'è l'ansia del cronometro (ovviamente c'è un tempo massimo) ma basta organizzarsi.
Sarò una ciclista anomala ma non mangio barrette tecniche, non metto sali nella borraccia, non uso fascia cardio, rilevatori di cadenza...”

Salita più dura?
“Gli Appennini!! Ammetto di aver fatto diversi strappi spingendo la bici a mano”

Di quale team fai parte?
“Corro per la Squadra Corse Ciclofficina Artigiana di Torino.”

Hai un allenatore che ti segue?
“No!” ... però sono seguita da alcune persone che mi incoraggiono e mi stimolano a fare sempre meglio.

Che sacrifici deve sostenere una ragazza che lavora e fa ciclismo?
“È difficile far quadrare allenamenti e lavoro. Ci vuole una gran forza di volontà che fortunatamente non mi manca: levatacce, uscite col freddo o in estate nelle ore centrali.”

Come è organizzato il campionato Italiano randonee?
“Segue un calendario (marzo/ottobre), comprende diverse prove che possono essere di 200 km, 300, 400, 600, 1000 km che si svolgono su tutto il territorio nazionale. Per ogni distanze c'è un punteggio (es. 200 km=200 punti). Vince il campionato chi a fine stagione ha raggiunto il punteggio più alto.”

E la Parigi-Brest-Parigi?
“La Parigi-Brest-Parigi è l'Olimpiade delle Randonnée. 1200 km con circa 12.000 metri di dislivello e 90 ore come tempo massimo.”

Come ti prepari per disputare la Parigi-Brest-Parigi?
“Per prima cosa l'anno prima della Parigi Brest bisogna fare un brevetto valido per la preiscrizione. Successivamente, nell'anno dell'evento, bisogna portare a termine almeno una 200 km, una 300, una 400 e una 600. Con queste 4 distanze si entra di diritto nella Nazionale Italiana Randonnée.”

Preferisci allenarti da sola o in compagnia?
“Dipende... Sono molto esigente per quanto riguarda la compagnia in bici, per natura non amo i gruppi troppo numerosi (come dico io "in due va bene, in tre siamo troppi"). Almeno una/due volte a settimana devo farmi un giornata in bici in solitaria, mi rigenera completamente”

Quanti km riesci a fare in un giorno di allenamento?
“In estate se ho l'intera giornata cerco di puntare sul dislivello e non guardo troppo i km. In inverno l'esatto contrario! In media, con un'intera giornata libera, riesco a fare 130/140 km.”

Quali sono le caratteristiche psico-fisiche che deve avere una ciclista endurance?
“Tanta, tanta tanta testa. Determinazione, sapersi adattare a tutte le condizioni e non vedere gli altri come avversari: nelle Randonnée non ci sono rivali, deve essere una sfida con se stessi.”

Che tipo di donna sei?
“Cominciano le domande più difficili! Faccio fatica a descrivermi!!”

Carattere, lati positivi e lati negativi?
“Sono molto, troppo emotiva. Questa cosa può essere sia un difetto, sia un lato positivo in quanto mi porta ad essere molto empatica”

Di cosa non potresti fare a meno?
“Delle mie passioni, mi hanno tirata su nei momenti peggiori.”

Cosa ti da il ciclismo?
“Mi mette in pace col mondo! In bici so che starò sempre bene, è terapeutico!!”

In cosa ti limita?
“Nessun limite”

Ci sveli chi è Giuliana?
“Una ragazza come tante! Dovendo fare autocritica so di non avere un carattere semplice... Ma ci sto lavorando!!”

Come vedi la tua vita futura?
“Altra domanda difficile... Vorrei realizzarmi a livello lavorativo ma anche personale e famigliare.”

Intervistando Giuliana ho conosciuto una ragazza riservatissima, meticolosa e affidabile. Un po’ alla volta abbiamo iniziato ad affrontare tante tematiche a me sconosciute. Mi ha aperto un nuovo mondo, un nuovo modo di pensare e di sfidare se stessi. Una temerai dolce, educata e carina nell’insieme.
Questa è stata la sua prima intervista e abbiamo ancora tanti argomenti da approfondire e da raccontarvi. Cercheremo di accompagnarla durante le sue nuove avventure e di farvele vivere live a tutti voi. Ma non vi prometto nulla, devo prima convincere questa straordinaria ragazza.

Walter Pettinati

 

 

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