Elisa Ronchetti e il suo habitat, la salita!

Il ciclismo è solo uno sport?! Macché! Il ciclismo è passione, è amore, è... uno stile di vita che scolpisce nel carattere grinta e costanza! Questo (e tanto altro) è il ciclismo di Elisa Ronchetti!
27 dicembre 2017 - Con lo zampino di papà Giancarlo, è passata dalle scarpette da ballo a quelle da ciclista e si è dedicata al mondo delle due ruote che considera non solo una scelta, ma anche uno scopo... quell’obiettivo che l’ha aiutata e le ha insegnato a vivere!


Elisa Ronchetti è una grintosa ragazza termolese. Ciclista su strada, ha fatto della salita il suo habitat.
Il 2017 è stato per lei il secondo anno Juniores e si è concluso con tante soddisfazioni, tra le quali la conquista dei titoli di Campionessa Provinciale e Regionale Marchigiana.
È maggiorenne da meno di un mese - è nata il 3 dicembre del 1999 - e, descrivendosi, dice di essere “piccola sia fisicamente che anagraficamente!”....
Piccola?? Elisa è davvero grandissima (e non solo quando pedala)!!


La mia passione per la bicicletta è nata 7 anni fa, più o meno in questo periodo.
Io praticavo danza classica da 3 anni e ormai era tutto pronto per il saggio di fine anno.

Una ballerina e il suo amore... a prima pedalata
20 giorni prima del saggio mio padre ha portato a casa, così, per puro caso, una bici da corsa datagli per qualche giorno da un amico... era una Berma tutta nera con le ruote a profilo alto e lo sgancio rapido....
Mi ha proposto di provarla e io ho accettato.
Quel pomeriggio sono salita in sella e ho provato un senso di libertà mai provato prima.
Ero sempre andata in bici per San Giacomo degli Schiavoni - il mio paese - con la mia MTB (che usavo solo come bici da passeggio, giusto per farmi qualche giretto con le amiche e con mio fratello), ma quella sensazione provata sulla bici da corsa non l'avevo mai sentita prima.
È stato difficile quel giorno scendere dalla bici e subito ho pensato che avrei voluto tornarci e riprovarla.
Così, il giorno dopo ho preso parte ad un allenamento con la squadra di mio fratello, che praticava ciclismo da un anno.
È stato amore, in questo caso, a prima pedalata.

Da gioco a stile di vita
Da lì è nata una passione, un amore, una storia, è nato il mio stile di vita che mi accompagna ancora oggi.
Tutto è iniziato come un gioco, amavo l'adrenalina provata alle gare, la spensieratezza e il divertimento che le due ruote sono capaci di lasciarti.

Soddisfazioni, cadute e sconfitte: il pacchetto completo
Sono arrivate le prime soddisfazioni, insieme, però, anche le prime cadute e le prime sconfitte.
Ma questo sport mi ha insegnato a non mollare, a non arrendermi, a stringere i denti, a guardare negli occhi le difficoltà e ad affrontarle. A reagire.

Il ciclismo insegna e aiuta... a vivere
Tutti questi insegnamenti per me sono stati essenziali anche nella vita.
Qualche anno fa, infatti, ho avuto dei problemi di salute che mi hanno tenuta lontana dal ciclismo circa 6 mesi.
Proprio nel periodo più buio e più duro, è stato proprio pormi l’obiettivo di tornare in sella a darmi il motivo giusto per uscirne e a darmi la forza di reagire e di rinascere.
Forza che ho trovato in questa passione e che ho tirato fuori grazie anche all’appoggio della famiglia che mi ha sempre sostenuta, sopportata e supportata e di tutte le persone speciali che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere grazie al ciclismo.
Mi sto ancora portando dietro qualche strascico che, insieme agli impegni scolastici, mi ha ostacolata e mi ostacola, costringendomi PURTROPPO a uno stop anche all’inizio della prossima stagione su strada.

Le prime esperienze agonistiche
Le prime esperienze agonistiche le ho avute da giovanissima (G5 e G6) con la Garofalo Mobili.
Da Esordiente e Allieva ho poi proseguito in una squadra maschile, nel mio Molise, la Molise Ricambi - la migliore squadra che ho visto fino ad ora, più di una grande famiglia a cui sono rimasta legata da un affetto indescrivibile.
Ero in squadra con mio fratello, che è più grande di me di soli 15 mesi, e il mio allenatore - come ama definirsi lui - "senza portafoglio" (perché non ha la tessera da direttore sportivo), era mio padre. Con mio padre, che pratica ancora ciclismo a livello amatoriale, e mio fratello ho fatto gran parte degli allenamenti.
Sostenuta anche da altri magnifici allenatori, tra cui Piero, il mio "nonno acquisito" - un uomo speciale dal cuore d'oro, che tutt'ora per me c'è sempre, insieme alla mia famiglia - ho continuato a inseguire il mio sogno, crescendo tra allenamenti, gare e pedalate.

Dal Molise alle Marche
Salendo di categoria sono stata costretta a cambiare squadra in una realtà che mi ha portata più a nord, nelle Marche....
Durante il primo anno nella categoria Juniores con il Club Corridonia ho potuto assaggiare le prime grandi soddisfazioni, come al Ghisallo, dove ho ottenuto un ottimo 4° posto, e il 3° posto a Ceccano, oltre ad altri piazzamenti.

Da Junior secondo
La scorsa stagione ho corso con un’altra squadra, sempre marchigiana, l’U.C. Porto Sant'Elpidio - Monte Urano / V.P.M..
Mi sono riuscita a distinguere e piazzare bene in diverse gare: quelle con più salita - il mio habitat!
Ho ottenuto traguardi che hanno ripagato i tanti sacrifici di un'intera stagione passata tra allenamenti, gare e trasferte..., come le maglie di Campionessa Provinciale, Regionale e della Challenge Rosa e anche il decimo posto nella classifica nazionale.

Dedicare una vita al ciclismo...
Il ciclismo richiede tanti sacrifici, non regala nulla, è capace di restituirti molto, ma solo se sei in grado di dargli altrettanto.
Non ho mai pensato di voler vivere una vita "normale" come le mie coetanee, perché la mia vita è questa, con le mie due ruote... è il mio mondo... quel mondo magico che si sogna da piccoli, che ti fa battere il cuore e sentire le farfalle nello stomaco.
Non potrei chiedere di meglio.

Il futuro
Nel 2018 passerò élite e ho preso contatti con la Conceria Zabri Fanini.
Il futuro lo immagino in sella alla mia compagna di vita, è il mio sogno nel cassetto!

Uno sport che scalfisce, indelebile
Non è facile descrivere cosa provo quando sono in sella.
Mi assale una sensazione di libertà, spensieratezza e tranquillità assoluta.
Ciò che mi permette di continuare a lottare e difendere il mio sogno sono il Divertimento e la Determinazione, che - come quella bimba di 10 anni - provo ogni volta che aggancio le scarpette e parto, ogni giorno, con la grinta e la costanza che questo sport ti scolpisce nel carattere.
Amo il ciclismo, è la mia vita!”

Sei stata nominata da Elena Pirrone con la seguente motivazione:
“Nomino Elisa Ronchetti perché è una ragazza molto semplice, simpatica e con tanta grinta.”

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Sono onorata di essere stata nominata dalla grandissima Elena Pirrone, la stimo molto.
Io ho iniziato a competere tra le ragazze solo due anni fa e lei è stata la prima ragazza che ho visto salire sul gradino più alto del podio con la classe, modestia e grinta che la contraddistinguono ancora oggi che è salita sul tetto del mondo per ben due volte.
Mi fa molto piacere raccontare la mia storia e sono molto grata per questa grande possibilità che mi è stata concessa.

Hai fatto poi il fatidico saggio di danza? Ti piace ancora ballare?
Non feci mai quel fatidico saggio di danza.
Sicuramente non fu l'atteggiamento più corretto che potessi adottare nei confronti della maestra e delle mie compagne, ma testa e cuore ormai appartenevano alle mie due ruote e non ne volevano più sapere di abbandonarle neanche un pomeriggio di più.
Io adoro ancora ballare e a casa spesso mi ci diletto, ma non lo vedo più come sport.

Provare quella Berma ti ha fatto scattare qualcosa dentro, a tal punto da farti cambiare direzione.
Cosa mancava alla danza che il ciclismo aveva?
Non so bene cosa mancasse alla danza. Anzi non direi che le mancasse qualcosa, ma quella bici mi prese di più.
Mi lasciava un'emozione, un'adrenalina che sono difficili anche solo da descrivere.
La danza, al contrario, mi ha insegnato tanto, come la disciplina e la costanza. Valori che poi mi sono tornati molto utili nel ciclismo.

E, al contrario, credi che al ciclismo manchi qualcosa della danza?
Certo il ciclismo non è uno sport ricco di eleganza, molto femminile, ma è perfetto così.
Penso che le due cose si possano conciliare alla perfezione, appena scesa dalla sella si può continuare a ballare.

Si dice di non lasciare mai la strada vecchia per quella nuova... Tu l’hai fatto nello sport, ma in generale, nella vita, quale delle due preferisci e perché?
Io non ho mai avuto paura di provare nuove esperienze, di tuffarmi testa e cuore in mondi nuovi, come quando bisogna cambiare squadra.
I problemi e le difficoltà purtroppo si incontreranno sempre e ovunque, ma io sono convinta che ci siano per essere superati!
L'importante è circondarsi di persone giuste, che possano aiutarti e rimanerti accanto.

Voltandoti indietro, che aggettivi utilizzeresti per descrivere il percorso che ti ha portata fino a qui?
Il mio percorso è molto articolato, spesso in salita, ma a me la salita piace un mondo!

Quale lato del tuo carattere credi abbia influito maggiormente lungo la strada?
La grinta, la tenacia e la costanza, perché mi hanno permesso di andare avanti sempre e di superare ogni ostacolo e sacrificio, per raggiungere anche grandi traguardi e soddisfazioni.

Capita che nel suo corso la vita a volte ci scalfisca. A proposito di segni, ti piacciono i tatuaggi?
A me non piacciono i tatuaggi, eppure ne ho già molti su fianchi, braccia e gambe... parlo di tutte le cicatrici che fanno parte del gioco!

Quando sei in salita hai il potere di fare il vuoto dietro di te... a cosa pensi quando inizia la pendenza e cosa ti spinge ad affrontarla?
Quando la strada inizia a salire inizio a pensare a quanti tornanti incontrerò e, uno a uno, amo affrontarli e superarli.
Dal Giro d’Italia, mi sembra del 2010, ho costantemente in mente quella sigla che ad un certo punto dice:
"Pedala, non fermarti mai, pedala, più forte che puoi! La vita è una montagna, dietro a ogni curva c'è tanta salita, ma la vita è un impresa infinita! Pedala e poi girati ne vale la pena, guarda la strada che hai fatto, è la più bella che c'è!"
Spesso quando continuo le mie arrampicate me la canto e questa mi carica molto!

Vuoto che poi nella vita non esiste perché sei letteralmente circondata dall’affetto dei tuoi cari e dei tuoi amici.
Cos’è l’amicizia per te?
Per me l'amicizia è fondamentale!
È una forza in più di cui tutti hanno bisogno. Nei momenti che ti mettono più in crisi ti può risollevare ed alleviare le difficoltà.
Questo sport è magnifico, ti permette di conoscere tantissime persone, molte delle quali entrano nel tuo cuore per non uscirne più!

E “nonno Piero”?! Ci racconti chi è e perché sei così legata a lui?
Nonno Piero era il mio allenatore alla Molise Ricambi e abbiamo affrontato 4 stagioni insieme. Un uomo semplicemente splendido.
Quella squadra era sempre stata solo maschile, ma nel mio caso hanno chiuso un occhio perché, prima di me, tra loro c'era stato mio fratello. Mi hanno subito accolta calorosamente.
Lui mi ha portata in capo al mondo. Partivamo con un furgone 9 posti per andare alle gare, spesso, solo io e lui.
Per me non è stato solo un allenatore, ma un grande maestro di vita... è un punto di riferimento fondamentale per me e la mia famiglia.
In ogni momento difficile lui c'è sempre stato.
Un giorno il presidente della società ci è venuto vicino e ci ha detto che lui sembrava mio nonno e da quel momento ho iniziato a considerarlo definitivamente come uno di famiglia, il mio adorato Nonno Piero.

I pochi mesi di differenza d’età tra te e tuo fratello vi hanno consentito di crescere insieme e di coltivare questa grande passione che vi accomuna.
Vi assomigliate per caratteristiche e qualità atletiche?
Io e mio fratello Stefano siamo cresciuti insieme, abbiamo frequentato le stesse scuole, uscivamo insieme e abbiamo iniziato a condividere anche questa grande passione che ci ha trasmesso papà.
Entrambi abbiamo sempre preferito le salite e quello è stato il nostro terreno più fertile.
Spesso in allenamento era lui il punto di riferimento che prendevo per continuare a salire, perché lo vedevo più avanti e mi dava grinta perché idealmente immaginavo di raggiungerlo.
Lui è stato il mio allenatore principale, mi ha sempre seguita e controllata ed era lui a consigliarmi e anche a sgridarmi quando ce n'era bisogno!

Trascurando le due ruote, cos’avete, invece, in comune e in cosa siete uguali o simili caratterialmente?
Esteticamente siamo uguali.
Col casco e la divisa eravamo identici, soprattutto da piccoli. Tant'è che un ragazzo una volta, quando ero G5, mi venne vicino dicendomi:"Ciao Stefano, come va?".
Caratterialmente siamo un po' opposti.
Lui è timido e introverso, io sono molto estroversa; lui è sempre calmo e sorridente, io invece sono molto permalosa; lui è molto razionale, io invece se ho qualcosa da dire non ci penso due volte prima di dirla.
Gli voglio un mondo di bene e anche ora che ci siamo divisi perché lui è un triatleta e si è trasferito a Ferrara per l'università, continuo a considerarlo il mio esempio.

Tu, tuo fratello e tuo papa... il ciclismo è uno sport di famiglia?
Mamma da ragazza abitava a Ferrara e andava spesso in bici da corsa, anche se non faceva ciclismo. Oggi è terrorizzata dalla bici, infatti quando viene alle gare si copre gli occhi quando le passiamo davanti...
Però in casa si parla spesso solo di bici, soprattutto quando ci sono il Giro e il Tour?quindi ormai fa parte della famiglia il ciclismo...
La mia sorellina di 8 anni ha imparato i nomi di alcune mie avversarie che stimo e nomino spesso e di alcuni prof, come Nibali, Aru, Sagan?. Li tifiamo insieme, però lei non ne ha voluto sapere della bici, ha preferito il nuoto... meno sacrifici e meno rischi.

Il movimento del ciclismo femminile in Italia sta continuando a crescere e a dimostrarlo sono soprattutto le prestazioni e i risultati ottenuti dalle “nostre” donne. Cos’è necessario secondo te, per mantenere sulla cresta dell’onda il mondo delle due ruote rosa?
Secondo me al ciclismo femminile non viene data un'adeguata considerazione, eppure noi sogniamo e soffriamo tanto quanto i maschi e devo dire che i risultati fanno letteralmente PAURA (nel senso buono del termine).
Le donne hanno raggiunto il tetto del mondo in tutte le discipline, ma questo non viene messo in luce.

Cosa studi e cosa ti piace della tua scuola?
Io frequento il quinto anno del Liceo Scientifico.
Mi piace molto studiare e devo dire che anche a scuola mi impegno al massimo e cerco di raggiungere sempre il mio culmine.
Sono dell'idea che se devo fare qualcosa la voglio fare al meglio, altrimenti non inizio proprio.

Quanto e come ti alleni? Quali sono i luoghi che preferisci per farlo?
Io mi alleno tutti i giorni, cercando di seguire passo passo il programma e godendomi soprattutto i paesaggi e le belle giornate.
Mi alleno sempre in compagnia, in genere con mio padre o con un gruppo di 3/4 cicloamatori molto forti, sia perché da sola non ho la stessa grinta, energia e divertimento, sia perché non ho un grande senso dell'orientamento (mi perderei solo dopo pochi chilometri). In più ho il terrore dei cani e nelle zone ce ne sono molti di randagi.
Io abito sul mare, quindi per trovare le mie salite devo fare tutti i percorsi interni e vado in tutti i paesini nelle vicinanze.

A proposito di luoghi: cosa bisogna assolutamente visitare nel tuo Molise?
Io credo che il mare di Termoli meriti di essere visitato, ma anche le zone di montagna di Isernia sono splendide.

E nelle Marche che ti hanno ciclisticamente adottata?
Purtroppo nelle Marche non ci sono stata molto perché mi ci fermavo solo per partire con la squadra, di passaggio. Però in gara ho visto percorsi molto belli da fare in bici.

Ci hai parlato del tuo grande sogno, che più che essere nel cassetto, è sui pedali della tua bicicletta. Oltre al ciclismo, a chi e a cosa vorresti dare spazio nel tuo futuro?
Dopo il liceo farò l'università. Non sono ancora decisa al 100%, ma credo che farò scienze della formazione per poi insegnare o alle scuole elementari o alle medie.
È sempre stato un mio sogno insegnare ai bambini, mi piaccio tantissimo ?. Infatti, quando è nata la mia sorellina, le ho fatto un po' da seconda mamma☺.
Per quanto riguarda il ciclismo, lo condivido anche col mio ragazzo che fa il ciclista. Voglio quindi continuare a sostenerlo sempre. Questo mi riempie di gioia perché so che anche se dovessi smettere di gareggiare, il mio mondo ciclistico continuerebbe a esistere!

La tua nomination e la motivazione…
La mia nomination va a Nicole D'Agostin, una ragazza speciale.
Una scalatrice con tutte le carte in regola per arrivare al successo, anche lei ha grinta e carattere da vendere. È molto simpatica e sportiva, umile e sempre col sorriso.

Ilenia Milanese
cicliste.eu

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