Molestie e abusi nel ciclismo femminile: Italia isola felice!? .. ecco i risultati della nostra indagine

Molestie e abusi nel ciclismo femminile: Italia isola felice!? .. ecco i risultati della nostra indagine

Il caso "MeToo" del ciclismo femminile internazionale non trova riscontro in Italia. Le accuse delle 14 atlete a un team manager belga hanno aperto l'ennesima scandalosa vicenda oppure si tratta di un caso isolato?
Intanto i tedeschi della Sunweb hanno preparato il primo decalogo anti-abusi. I team italiani, per fortuna, sembrano esenti dal problema.
La polemica era già uscita nei mesi precedenti tanto che mi preoccupai di fare un sondaggio, su un certo numero di cicliste scelte a caso di categoria e luoghi diversi, per capire se anche in Italia si fossero verificati casi analoghi.

Nel sondaggio, strettamente riservato, non sono emerse lamentele di tentativi di abusi sessuali. Le ragazze intervistate, che fanno parte di team nazionali, hanno dichiarato di non essere mai state molestate sessualmente o di aver subito ricatti espliciti a tal fine.

E' pur vero che in alcuni team italiani vi siano allenatori-genitori che sono dei veri e propri ds-padri per tutte le ragazze. Oppure stimati ex ciclisti professionisti, direttori sportivi e dirigenti di comprovata serietà.

Precedenti allarmanti anche in Italia
Ricordo anni fa, quando uno scandalo colpì una società di ciclismo delle mie parti che, successivamente, decise di chiudere i battenti. Un loro dirigente fu condannato dalla giustizia ordinaria per abusi sessuali su alcuni maschietti. Fatti analoghi si sono verificati anche in altre discipline sportive sia femminili sia maschili.

Il ciclismo femminile è salvaguardato dalla presenza delle famiglie
Nelle categorie giovanili, sono i genitori ad accompagnare i figli agli allenamenti e alle gare. Nel femminile, i genitori, oltre a sobbarcarsi i costi delle trasferta, studiano per diventare direttori sportivi delle loro figlie e/o le seguono con molta attenzione.
Ci sono anche casi in cui, gli stessi genitori, hanno preferito fondare una loro società, per permettere alle ragazze di praticare la loro passione e prepararle al salto di categoria. Il problema potrebbe verificarsi nel momento in cui la ragazza scelga una destinazione lontana da casa. In questo caso, la famiglia dovrà essere sicura che la figlia venga ospitata in una struttura sicura e, soprattutto, in compagnia di altre ragazze.

Nel ciclismo maschile molti ragazzi si sono trasferiti a casa dei loro direttori sportivi, il caso più popolare è quello di Vincenzo Nibali ospitato dal suo storico DS Franceschi. Una famiglia e un uomo serio e apprezzato da tutti che avrebbe accolto con lo stesso rispetto anche un’eventuale “Vincenzina”.
L’ho conosciuto personalmente per averlo avuto come allenatore quando correvo nella categoria Allievi nella MobiVober Mastromarco. E' quindi importante fidarsi di persone che si siano rese affidabili nel tempo.

Sembra quindi che le nostre ragazze siano meno soggette a ricatti sessuali o a subire particolari pressioni volontarie per la serietà delle persone che girano intorno al movimento femminile e per la costante presenza dei genitori.
In ogni caso, il mio consiglio rimane quello di non cedere mai a proposte ambigue e di mettere subito in chiaro, con la massima educazione, eventuali incomprensioni o comportamenti a doppio senso che potrebbero portare alla troppa confidenza.
Nelle mie interviste ho conosciuto tantissime giovani ragazze. Ho apprezzato la loro maturità, scaltrezza e intelligenza che, sommata ai loro profondi valori morali, allontana i malintenzionati.

Chi ama lo sport e il ciclismo, ammira la passione e la determinazione della ragazza che lo pratica e non si approfitterebbe mai della loro stima, affetto e fiducia che si instaura nel tempo.

Il mio consiglio
Nel caso di particolari richieste o/e particolari atteggiamenti oppure, peggio ancora, di molestie parlatene subito con i vostri genitori e denunciate alle forze dell'ordine che vi diranno come dovete comportarsi.

Ci tengo a precisare come, anche in questo caso, il ciclismo femminile si confermi un'ambiente ricco di valori e di insegnamenti di vita. Evitiamo però di dare l'occasione.
Eviterei, pertanto, di buttare fango sul movimento ciclistico femminile italiano perchè al momento, sembra, che fatti analoghi a quelli denunciati non ci appartengano. Teniamo alta la guardia.

A tal proposito, la nostra redazione offre la disponibilità di medici psicologi e nutrizionisti professionisti e avvocato di diritto sportivo per un'eventuale consulenza gratuita. 

Per leggere l'articolo di di Marco Bonarrigo pubblicato su Corriere.it cliccate qui

Walter Pettinati

Autore
Walter Pettinati
Author: Walter PettinatiWebsite: www.pettinati.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Giornalista, editore, Ex ciclista professionista, appassionato di sport, presidente del team etico virtuale cicliste.eu.


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