Perché ACCPI trattiene il 3% dai premi delle Cicliste e dei Ciclisti Elite?

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Lo storico sindacato dei ciclisti professionisti, fondato nel 1946, sembra che trattenga il 3% dei premi spettanti alle cicliste e ai ciclisti Elite oltre al tesseramento.
La curiosità di aprire un’indagine giornalistica sull’attività dell’ACCPI della vice presidente Cappellotto, è state suscitata dalla mancata posizione della stessa in occasione della 4° tappa del Giro Rosa, gara influenzata da una serie di irregolarità organizzative che hanno portato all’esclusione ingiusta di alcune cicliste senza alcun intervento del sindacato.

Mi sono attivato e in pochi giorni sono riuscito a scoprire importanti realtà che ritengo giusto portare a conoscenza degli sportivi e soprattutto delle protagoniste.
Tutto nasce dalla convocazione del Corso di aggiornamento per atleti Professionisti e Donne Elite per i giorni 16 e 17 novembre 2017 a Sommacampagna (Verona). Il corso è stato indetto dal Centro Studi federale in collaborazione con la Lega del Ciclismo Professionistico e l’A.C.C.P.I.

La FCI in data 30 ottobre 2017 invia la convocazione alle cicliste Elite che riporta una frase che mi ha colpito: “Si ricorda che la partecipazione è obbligatoria ai fini del rilascio della tessera/licenza valida per la stagione 2018 e per lo svolgimento dell’attività con le Nazionali. L'ultimo Consiglio Federale del 18-19 ottobre ha reso obbligatoria la partecipazione anche ai Professionisti italiani residenti all'estero.”

A suddetto corso una parte di cicliste, per motivi diversi, non è intervenuta. Non risultano ulteriori convocazioni per le atlete/i assenti che comunque vengono regolarmente tesserati e fatti partecipare alle convocazioni della Nazionale.
In quella sede, mi viene riportato dalle atlete, la responsabile ACCPI dichiara alle presenti dell’obbligo di tesseramento al Sindacato con un costo che verrà deliberato dal consiglio dell’associazione (2018 - €25 e 2019 - €50) Documento firmato con tacito rinnovo per gli anni successivi (senza mai rilasciare copia del documento).

La percentuale del 3% nelle casse dell’ACCPI
Solamente attraverso una mail di fine gennaio le atlete vengono a sapere della trattenuta, la quale viene detratta dalla somma dei premi di competizione . La mail arriva a pochi giorni dal termine utile per disdire la tessera. La disdetta deve essere fatta attraverso raccomandata A/R. E, a tal proposito, per negligenza delle atlete e per il tempo tecnico molto breve, le ragazze sono associate all’ACCPi senza saperlo.

Come risaputo, cicliste e ciclisti Elite hanno un premio economico in base al piazzamento conquistato ad ogni arrivo di gara.
Le Organizzazioni possono erogarlo direttamente alle atlete/i (la famosa busta o bonifico) oppure girarlo all’ACCPI, in base ad un accordo con la Federciclismo con delibera presidenziale n°13. In pratica l’ACCPI esegue le pratiche per gli organizzatori che altrimenti dovrebbero far fronte alle varie incombenze burocratiche e di costi (Bonifico e Certificazione Unica).

L’ACCPI trattiene il 3% dal sudore degli atelti/e Elite per un servizio svolto in favore degli organizzatori quando dovrebbero essere questi ultimi a dare un contributo al sindacato per sbrigare i loro impegni e non farli gravare sulle tasche delle ragazze che già pagano la quota di 50€ per il tesseramento.

Giro Rosa, le straniere e le olandesi volanti
Anche nel caso delle cicliste straniere, ci risulta che l’ACCPI trattenga il 3% per i premi e il 30% di tasse in quanto società straniera. Il netto totale lo invia alla squadra o all’ente della gestioni premi.

Per quanto riguarda le Olandesi è la Cycling Service.
A questo punto la Cycling Service trattiene il suo 3% e bonifica il rimanente alle cicliste. Ma le tasse pagate a chi vengono certificate? Alle atlete che realmente dividono i premi o al team ? Questa prassi è per tutte le squadre italiane e straniere e crea il rischio, alle atlete, di pagare ulteriori tasse (doppia imposizione) nel proprio paese di residenza o di non dichiarare all’erario i propri premi incorrendo in multe da parte dell’erario.
Importante e non da sottovalutare che questo problema non è solo per le atlete e team stranieri ma anche per i team italiani e le atlete italiane le quali devono autocertificare la propria situazione economica dichiarando realmente se superano la No Tax (€10.000)

Le cicliste e i ciclisti sono consapevoli?
Ho chiesto ad alcune cicliste Elite, che lascio nell’anonimato, per capire se fossero al corrente di questa pratica, mai sottoscritta da nessun atleta Elite, ne verbalizzata in delibere e/o regolamenti UCI/FCI/ACCPI. La maggioranza delle intervistate ha detto di non essere a conoscenza di questa tassa a loro carico. Un’atleta di vertice del movimento italiano non ha nemmeno aperto il mio messaggio, e un’altra ha risposto che non se la sente di rispondere, augurandomi buon proseguimento. Successivamente mi ha contattato tramite “Whatsapp” la Sig.ra Alessandra Cappellotto, la quale con il suo messaggio mi consigliava di chiedere “info ad ACCPI sulle notizie che mi servono invece di importunare le atlete.”
Fermo restando che io non importuno nessun’atleta, ma mi limito solamente a chiedere loro un'informazione senza alcuna insistenza ulteriore, non andrei di certo a chiedere informazioni alla Cappellotto sulle loro decisioni interne, per ovvi motivi…

Ovviamente la mia indagine non prova un'eventuale illecito, l'articolo ha il solo scopo di informare le ragazze.

Per maggiori chiarimenti, mettiamo a disposizione delle cicliste e dei ciclisti Elite la consulenza gratuita dell’ Avv. Matteo Sperduti, esperto in diritto sportivo da contattare al suo numero telefonico: 338-5459992.

L’Avvocato Sperduti è conosciuto nel ciclismo per la vittoria dell’arbitrato a favore dell’atleta Alison Jackson, sostenuta unicamente da “The Cyclist Alliance” cyclistsalliance.org 

Sta di fatto che con questo sistema, l’ACCPI ha tutta la convenienza a non mettersi in disputa con gli organizzatori, in quanto incassa un bel 3% del montepremi delle cicliste/i.
Inoltre, non essendo, le escluse dalla 4a tappa del Giro Rosa, al momento, delle cicliste importanti, evidentemente non destano l’interesse della Cappellotto che, come è risaputo, si schiera solo a sostegno delle migliori, degli organizzatori e dell’UCI.

Nel prossimo articolo affronteremo la creazione della CPA Women, l’elezione della Cappellotto al CPA come delegato e la riforma UCI che, se non sarà modificata, potrebbe mettere in estrema difficoltà i piccoli team italiani, indeboliti dalla crisi economica e dalla mancanza di progetti per sviluppare tutto il movimento del ciclismo femminile italiano.

Rimango a disposizione per un contraddittorio che possa fare maggiore chiarezza e saluto cordialmente.

Walter Pettinati

 

 

Author: Walter PettinatiEmail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Keyword

Category

Author

Tag