La Federazione Francese rilascia le licenze professionistiche alle cicliste, e l'Italia?

La Federazione Francese rilascia le licenze professionistiche alle cicliste, e l'Italia?

Soddisfatta la vice presidente dell'Association Française des Coureures Cyclistes (AFCC) Audrey Cordon-Ragot: "[.....] è un grande passo per il ciclismo femminile francese".
AFCC è il sindacato nazionale francese femminile fondato nel 2019 per il riconoscimento professionale delle cicliste. Dopo 2 anni di vita raggiungono un risultato storico che in Italia sembra pura utopia anche per colpa del sistema utilizzato che prevede l'assunzione delle cicliste più promettenti e forti nei Corpi di Stato.


La decisione della Federazione Ciclistica Francese di rilasciare licenze professionistiche arriva all'inizio della seconda stagione delle riforme del Women's WorldTour, in base alla quale le squadre di ciclismo femminile sono ora divise in due livelli: Women's WorldTeams e Continental Teams.

Attualmente ci sono nove Women's WorldTeam, uno in più rispetto al 2020 tra cui: SD Worx, Alè BTC Ljubljana Cipollini, Canyon-SRAM, FDJ Nouvelle-Aquitaine Futuroscope, Team BikeExchange, Liv Racing, Movistar Team Women, Team DSM e Trek-Segafredo.

I team iscritti al Women's World Tour devono soddisfare specifici requisiti etici, finanziari e amministrativi, che includono il pagamento di uno stipendio minimo alle ragazze e altri benefici sociali, come parte dei loro contratti di lavoro subordinato o autonomo.

In Italia la strada è ancora articolata. Al momento abbiamo solo 1 team iscritto al WWT che ha sede all'estero ed è formato in parte da cicliste straniere.
Alcune italiane fanno parte di team iscritti al WWT ma sono classificate come dilettanti, in quanto dipendenti dei Corpi di Stato. Sono costrette a gareggiare in Team con sede in paesi che permettono il doppio tesseramento, come in Italia. Peraltro in conflitto con le vigenti normative civili. (Un dipendente pubblico non può avere un altro lavoro). Altri team, come Valcar, BePink etc potranno prendere parte alle gare WWT e dare modo alle cicliste italiane di farsi esperienza e competere con le professioniste.

Serve quanto prima una regolamentazione nazionale per ottemperare alle normative emanate dall'UCI o rischiamo di rimanere fuori dallo sviluppo del ciclismo internazionale.
Non ci dimentichiamo che per la mancanza della diretta (obbligatoria almeno in streaming) il Giro Rosa è stato escluso dal calendario World Tour. Sono state fatte 3 differite e non aggiungo altro...

Una soluzione potrebbe venire dall'iscrizione dei Corpi di Stato al Women's World Tour come Team professionistici, magari facendo un sodalizio con i team Italiani.

Intanto l'ACCPI incassa in silenzio la vittoria francese ottenuta grazie ad un'associazione nata due anni fa.

Cercheremo di capire come i candidati alla presidenza federale vorrebbero risolvere questa situazione, lasciatemelo dire, all'italiana.

Walter Pettinati

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Walter Pettinati
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Giornalista, editore, Ex ciclista professionista, appassionato di sport, presidente del team etico virtuale cicliste.eu.


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