The Cyclists' Alliance: il 25% delle cicliste non percepisce un compenso. Va tutto bene cosi?

Da maggio a giugno 2020, le professioniste e le dilettanti (in Italia il professionismo alle donne è proibito da una legge di Stato) hanno partecipato al sondaggio annuale istituito da "The Cyclists' Alliance". Il sondaggio era aperto a tutte le discipline ciclistiche, nonché ai livelli Under 23, Continental e Women's World Tour per garantire che i risultati fossero maggiormente rappresentativi.
Hanno partecipato al sondaccio 100 cicliste.



The Cyclists' Alliance è un sindacato indipendente nato per lottare per una maggiore equità nel ciclismo femminile Internazionale. Il primo sondaggio è stato effettuato nel 2017 e da allora sono stati fatti dei buoni progressi ma lontani dalla parità di genere dovuta.

Vediamo la comparazione tra i dati del 2019 e quelli del 2020:

> Cresce la disparità salariale: il 25% non percepisce un compenso;
> Non essendoci uno stipendio minimo garantito per i team continental, il 32% delle cicliste riceve una cifra inferiore a 15.000€ (minimo professioniste);
> il 77% non ha ancora chiesto consulenza legale prima firmare un contratto;
> il Covid-19 ha portato alla riduzione degli stipendi del 29%;
> il 76% delle cicliste è preoccupata di non trovare un nuove contratto;
> le cicliste extra-europee lamentano la pressione per i visti;
> le cicliste credono che non ci siano protocolli adeguati sulla sicurezza e responsabilità delle parti interessate.

In Italia, a parte le cicliste dipendenti dei Corpi di Stato, la situazione è senza dubbio peggiore. Molte ragazze devono mantenersi agli studi lavorando per continuare a fare le cicliste.
I pochi team rimasti sono alla canna del gas (a parte qualche grande team). Molti si sono arresi. Non sono sostenuti dal nostro Stato che ignora lo sviluppo del ciclismo. La Federazione è inesistente. L'ACCPI fa gli auguri alle cicliste su facebook!

Basti pensare che l'unico velodromo coperto a disposizione della Nazionale è stato sottoposto a sequestro da parte della Procura della Repubblica. Sono anni che ci promettono che sarà messo in sicurezza ma ?
Sono nati altri velodromi ma sono fermi con le 4 frecce. 
Non ci sono piste ciclabili, velodromi, strutture adeguate per gli allenamenti in sicurezza. Molte ragazze da noi intervistate hanno dichiaratodi essere state investite durante gli allenamenti e le gare. Alcune in modo grave, permanente. 
A proposito di sicurezza: sapete cosa ha detto il presidente Di Rocco? che gli incidenti come quello mortale accorso al giovane Giovanni Iannelli ci possono stare.  The Cyclists' Alliance invece lotta per portare maggiore sicurezza anche laddove la si ignora.

Una ciclista della Nazionale che ha avuto il coraggio di esporre di essersi sentita abusata (non fisicamente) è stata ignorata e derisa anche da tesserate. L'esposto in federazione è stato chiuso con un nulla di fatto. Anche le denunce presentate di Martinello sono svanite nell'aria, dopo la dovuta indagine. Se ripenso alla sentenza che ha condannato a pochi mesi di squalifica e con una multa di 1.000€ i trasgressori che hanno portato alla morte di Giovanni mi rendo conto quanto sia inutile fare esposti alla Procura Federale.

Mi auguro che i presidenti di società aprano gli occhi e si uniscono per eleggere un nuovo presidente e una nuova presidenza, fatta di persone che il ciclismo lo ha pedalato, sofferto e portato avanti con grandi sacrifici da sempre.
Il Mondo del ciclismo è un valore aggiunto per tutta la società, il Governo, qualunque esso sia, deve prenderne atto e investire tanti soldi insieme a persone competenti e oneste.

Walter Pettinati

The Cyclists' Alliance: https://cyclistsalliance.org/

Autore
Walter Pettinati
Author: Walter PettinatiWebsite: www.pettinati.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Giornalista, editore, Ex ciclista professionista, appassionato di sport, presidente del team etico virtuale cicliste.eu.


Stampa   Email

Related Articles