Cicliste.eu: amiamo quel ciclismo dove il vinto stringe la mano al vincitore

Cicliste.eu: amiamo quel ciclismo dove il vinto stringe la mano al vincitore

Quanto è bello il ciclismo senza scorrettezze. Sport di fatica e sacrificio che guarda dritto negli occhi i protagonisti senza concedere sconti e mezze parole. Parlo di quel ciclismo che nessuno mai potrà violare nei valori umani e di lealtà sportiva che alla fine contraddistinguono tutti i campioni e le campionesse e tutto il mondo che vi gira intorno con un'eccellenza di pubblico da ammirare ed esportare negli altri sport.

 

Quello che è accaduto sabato alla Milano - San Remo, dopo il traguardo mi ha emozionato e inorgoglito di aver fatto parte di questo movimento e di farne tutt'ora parte come giornalista e presidente di società.
Il gesto di Alaphilippe, secondo arrivato, che va a a complimentarsi con il vincitore Van Aert non è una novità ma lo voglio riportare, qui su cicliste.eu, per far capire ancora una volta quanto la lealtà appartenga ai campioni e quanto lo le poche scorrettezze che si vedono appartengano solo ai perdenti.

Noi di cicliste.eu ci battiamo affinchè le scorrettezze, nel ciclismo femminile, non entrino a far parte del movimento. E come il ciclismo guarda impassibile negli occhi i ciclisti, noi saremo duri e insensibili verso tutti i gesti scorretti e antisportivi senza distinzione per nessuna ciclista.
Non abbiamo timore delle ritorsioni dei team, come è avvenuto con la Vo2, delle cicliste, giornalisti e federazione. Portiamo avanti i valori in cui crediamo, da controbattere e opinare, anche duramente, ma sempre con educazione. Siamo inflessibili e intransigenti. Siamo fatti cosi.

Siamo nel finale della SanRemo, sul Poggio parte Nibali, Alaphilippe controattacca, Van Aert lo marca stretto ma non regge al forcing dell'avversario. Il francese transita per primo in vetta, si catapulta in discesa ma sbaglia un paio di curve, il belga lo raggiunge e insieme proseguono. Gli inseguitori sono vicini, ci sono i velocisti pronti a mordere negli ultimi 100 metri.
All'ultimo km Alaphilippe smette di collaborare, vuol vincere a rischio di essere ripreso dagli inseguitori. Van Aert mantiene alta la velocità fino a quando il francese lancia, inutilmente, lo sprint. Wout non si passa, dopo 305 km è lui il più forte, come lo è stato inesorabilmente alle "Strade Bianche". I due tagliano il traguardo quasi appaiati, uno con gioia, l'altro con l'amarezza di non essere riuscito a bissare il successo dello scorso anno.

Il tempo di fermarsi e Julian Alaphilippe va da Wout Van Aert per un abbraccio che rende il ciclismo unico e inimitabile.

Care ragazze, di ogni categoria, Annemiek van Vleuten, Marianne Vos, Lorena Wiebes, Elisa Longo Borghini, Marta Bastianelli e tutte le altre campionesse non hanno bisogno di furbizie e scorrettezze per vincere. Non si diventa campionesse buttando per terre le avversarie oppure ostacolando loro la strada.
Campionesse lo si diventa, senza fare uso di doping, con tanto allenamento, sacrifici, lealtà e rispetto, sapendo anche chiedere scusa quando si sbaglia.

Walter Pettinati

Autore
Walter Pettinati
Author: Walter PettinatiWebsite: www.pettinati.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Giornalista, editore, Ex ciclista professionista, appassionato di sport, presidente del team etico virtuale cicliste.eu.


Stampa   Email