MeTooCycling Italy: la Procura Federale ascolta Martinello, Salvoldi e Chiappa. Le indagini proseguono...

MeTooCycling Italy: la Procura Federale ascolta Martinello, Salvoldi e Chiappa. Le indagini proseguono...

Il fascicolo aperto contro ignoti dalla Federciclismo sui presunti rapporti sessuali tra i tecnici federali e alcune atlete (si vocifera di oltre 10 ragazze) durante le convocazioni in Nazionale, sta portando a galla i primi riscontri, anche se tutti da verificare e approfondire.
Ieri sera, negli uffici dello Stadio Olimpico, la Procura federale ha sentito a lungo Dino Salvoldi che dal 2001 decide le convocazioni, include le atlete nei piani federali, le segnala ai gruppi sportivi militari il cui eventuale ingaggio rappresenta per molte di loro l’unica fonte di sostentamento. Salvoldi è il tecnico più decorato di tutto lo sport italiano (220 tra medaglie olimpiche, mondiali ed europee negli ultimi 18 anni).

 

Secondo quanto riportato dal corriere.it, tutto parte dal 2007 quando Silvio Martinello presenta un esposto all'ufficio di presidenza della Federciclismo e chiede alla federazione di richiamare il tecnico Salvoldi a comportamenti più consoni al ruolo riferendo le testimonianze di alcune atlete che si erano rivolte a lui in lacrime. «Ebbi - spiega Martinello al corriere.it- un confronto duro con l’ufficio di presidenza al completo e con il tecnico stesso che promise un rapido cambio di atteggiamento. Si parlava di violenza psicologica, di episodi di bullismo, di un cameratismo che va ben oltre la ragionevolezza, del potere di un “cerchio magico” che giudicai inaccettabile». (Perchè le testimonianze di Martinello non furono ascoltate? Non fece nomi? ndr)

Di Rocco ha ammesso che il c.t. avrebbe intrattenuto «relazioni sentimentali consensuali» con atlete ma che queste rientravano in una sfera di comportamenti privati. (privati in nazionale? ndr)

Di Rocco adesso precisa: «Se ricordo bene, a me ne risulta una sola. All’epoca gli chiesi chiarimenti per accertarmi che la sua partner non godesse di favoritismi, ma si trattava un’atleta di livello modesto (e che ci faceva in nazionale? ndr) e il problema non si pose». Salvoldi: «Di innamorarsi capita a tutti. Si tratta della mia vita privata, non intendo parlarne»
Il corriere.it riporta anche prassi discutibili durante i ritiri.

La Procura Federale ha previsto audizioni la prossima settimana, anche se sui nomi c’è assoluto riserbo. Però qualche testimonianza comincia ad emergere. In attesa di novità, provo a darvi la mia opinione.

Fermo restando che, a mio avviso, in Nazionale i comportamenti dovrebbero essere sempre professionali e in rispetto ai ruoli, secondo me bisogna dividerei le cose tra i rapporti consensuali (tra maggiorenni) e le accuse poste da Martinello alle quali si sono aggiunte le accuse di un papà di un'anonima ciclista azzurra, la quale mi ha confidato: "fosse stato per me sarei sparita da quel "mondo", mi fa schifo".

In un ambiente sportivo, così come nel lavoro, ci può stare di innamorarsi di una persona. Bisogna però vedere se questi amori sono a rotazione e quindi di circostanza, suscitati dalla sudditanza. Un pò come succede nelle scuole tra il prof e le alunne. Sta al prof tenerle a distanza.
Quando diventano rapporti consenzienti con maggiorenni, il discorso cambia leggermente, sempre se ci atteniamo al rispetto dei ruoli e dell'etica professionale.

Un caso non fa un sistema. Più casi portano a pensare che si tratti di una consuetudine sfruttata da ambedue le parti e per i propri interessi. Se cosi fosse, io non mi sento di incolpare solo il tecnico ma anche le atlete consenzienti. In Nazionale si va per gareggiare e onorare la maglia e non per soddisfare le proprie irresistibili passioni sessuali.
Se invece, la denuncia di Martinello fosse comprovata, allora il caso diventerebbe di ordine penale e andrebbe ben oltre all'etica sportiva.

In questi giorni ho ascoltato altre testimonianze che parlano di lamentele di altre ragazze. Ma senza testimonianze rimangono solo confidenze non confermate.

In Italia funziona così
Nella mia lunga esperienza nel calcio femminile ho vissuto in terza persona fatti analoghi tra donne, ma nessuno ne ha mai parlato. CT che se la facevano con le calciatrici, induzione ai rapporti omosessuali, atti sessuali tra calciatrici nelle camere alla presenza di una terza. Sul mio sito calciodonne.it denunciai un fatto accaduto ad una calciatrice ricattata dalle insistenti richieste sessuali della sua allenatrice che non ha mai soddisfatto.

Fatti accaduti anche nelle società tra dirigenti e ragazze minorenni. Oppure tra calciatrici maggiorenni che plasmavano le minori. In un caso mi presentai come testimone. Poi la denuncia fu ritirata per colpe di una psicologa.
Sempre in ambito FIGC un presidente federale ha dichiarato "il mio ufficio è la mia alcòva". C'è stata una denuncia ma non si è più saputo nulla. Nelle registrazioni è emerso: "io le filmo le autorizzazioni per gli eventi" e vi lascio immaginare cosa le filmava. Però ella aveva ciò che voleva e si presentava pronta per girare la scena. Amori e tradimenti tra dirigenti donne e presidenti sembra che siano consueti. "tutti i presidenti hanno sc....o e adesso che sono presidente non lo possa fare?" questa e tante altre chicche sono agli atti. Ma chi se ne frega dai, cosi fan tutti!

Tutti sanno e nessuno parla
Sembra che sia un sistema usuale in tutti gli sport, maschili e femminili. Chi sfrutta queste situazioni sa bene come muoversi, tende la rete nel tempo, aspetta il momento giusto. Le ragazze e i ragazzi ci possono cadere. Le stesse se ne potrebbero approfittare e mettere in seria difficoltà anche le migliori persone.

L'occasione fa l'uomo ladro? Basta non dare l'occasione.
Professionalità, riservatezza e distanze. Chi sgarra deve stare fuori dalla nazionale e dalle società. La mia linea è troppo dura lo so, non si può fare!

Adesso usciranno fuori nomi e cognomi di ragazze e di tecnici. Dalla procura federale si passerà alla Procura della Repubblica. Potrebbero cadere miti e potrebbero essere svelate situazioni scandalose. Famiglie rovinate e sgretolate.

Basterebbe che il CONI imponesse un protocollo a tutte le Federazioni da far rispettare alla lettera. Ma il CONI non ha nessun potere sulle Federazioni (parole di Malagò al sottoscritto), esse sono indipendenti e con pieni poteri.

Il fatto, tutto da dimostrare, che un tecnico possa aver avuto rapporti sessuali con più atlete, porterebbe alla luce un sistema consolidato in ogni ufficio e ambiente sportivo della nostra penisola, dove, le uniche che possono ribellarsi sono le singole persone (se così fan tutti c'è reato?). Ma se queste non denunciano e le altre che vedono se ne stanno zitte, diventa un mondo omertoso, come quello che scopriamo ogni giorno che passa, dove tutti questi protagonisti diventano colpevoli alla stessa maniera.

Io spero che l'inchiesta vada avanti (in tutto lo sport) che si faccia chiarezza e che si possa cambiare queste brutte abitudini. L'ambienti sportivo non deve diventare una discoteca.
Martedì è stato ascoltato Martinello, ieri Salvoldi e l'ex ciclista e Carabiniere Chiappa. Dovrebbero convocare le cicliste (le nazionali sono in gran parte appartenenti alle forze dell'Ordine) e i tecnici che vivono il ciclismo da vicino. Io non me la sento di puntare il dito avverso nessuno. Non ho le testimonianze certe per farlo, ma se le avessi non avrei dubbi sul dar farsi. E Voi?

Vedo molto più importante l'apertura di un'indigine sulla induzione all'anoressia, argomento al quale sto lavorando da diversi giorni.

Walter Pettinati

Autore
Walter Pettinati
Author: Walter PettinatiWebsite: www.pettinati.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Giornalista, editore, Ex ciclista professionista, appassionato di sport, presidente del team etico virtuale cicliste.eu.


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