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The Cyclists’ Alliance, associazione che rappresenta le cicliste straniere, denuncia un grave fatto che riportiamo in originale. In breve, il sindacato si dice deluso per la decisione dell'organizzazione per aver escluso alcune importanti cicliste/Team solo perchè, nell'edizione 2013 della stessa manifestazione, protestarono, anche a noi di tutte le colleghe, per i problemi di sicurezza riscontrati durante le tappe.

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Intervistata da tuttobiciweb.it la numero 2 dell’ACCPI e del CPA, responsabile delle cicliste, sembrerebbe, a leggere l’intervista, che abbia puntato drasticamente il dito contro il movimento Juniores delle ragazze italiane. Secondo quanto riportato dal noto sito web di ciclismo, la Cappelletto sembra che abbia dichiarato: “a quanto mi risulta problemi in azzurro non ci sono, anche se secondo me con la categoria juniores (ragazze di 17/18 anni) si esagera. Chi vince è anoressica, e questa categoria è veramente esasperata.”

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Il caso "MeToo" del ciclismo femminile internazionale non trova riscontro in Italia. Le accuse delle 14 atlete a un team manager belga hanno aperto l'ennesima scandalosa vicenda oppure si tratta di un caso isolato?
Intanto i tedeschi della Sunweb hanno preparato il primo decalogo anti-abusi. I team italiani, per fortuna, sembrano esenti dal problema.
La polemica era già uscita nei mesi precedenti tanto che mi preoccupai di fare un sondaggio, su un certo numero di cicliste scelte a caso di categoria e luoghi diversi, per capire se anche in Italia si fossero verificati casi analoghi.

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Il progetto etico sociale di cicliste.eu ostiliomobili continua a trovare consensi e nuove testimonial su tutto il territorio nazionale, isole comprese. Le nostre testimonial indossano con soddisfazione i completini bianco-magenta e sfrecciano in lungo e in largo facendoci conoscere posti incantevoli e percorsi coinvolgenti per chi ama il turismo in libertà e spensieratezza sulle due ruote, facendo un buon allenamento e assaporando il buon cibo nostrano. Dal centro al Sud, pedalando lungo le costiere delle nostre isole, per risalire fino al Nord est-ovest le cicliste.eu portano in giro, con eleganza e stile, i nostri valori e ci deliziano con foto e video sulle loro uscite.

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Un altro incidente stradale coinvolge purtroppo una giovane ciclista. Questa mattina, la sfortuna, tanto per non dire la sbadataggine di un automobilista che ha tagliato la strada alla ciclista, ha investito Anastasia Carbonari, ciclista 21enne della Born to Win causandole la rottura di una vertebra. La ragazza marchigiana dovrà portare il busto per almeno 40 giorni, prima di ricominciare la riabilitazione.

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Caro Ray Banhoff, “giornalista” della testata RollingStone, ci tengo a controbattere in merito al Suo articolo “Cadono come mosche e non sanno stare in fila, chi sono?!”.
Innanzitutto, metterei in evidenza il fatto che Lei non è riuscito a cogliere il problema principale alla base dei 250 (circa) ciclisti morti, ogni anno, sulle strade italiane, ma ha fatto fuoco per un intero articolo sulla colpevolezza dei ciclisti: la cui unica “colpa” è quella di non avere una protezione pari a chi circola su un’auto.

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