Ciclismo giovanile e discriminazioni di genere: CR Veneto e Settore Giovanile Nazionale FCI sul banco degli imputati

Ciclismo giovanile e discriminazioni di genere: CR Veneto e Settore Giovanile Nazionale FCI sul banco degli imputati

E’ veramente destabilizzante che nel 2021 si torni a parlare di discriminazioni di genere nello sport. Diventa grottesco quando si fanno differenze nell’attività giovanile del ciclismo dove bambine e bambini gareggiano insieme.
Trovo invece ridicolo che la responsabile ACCPI Sig.ra Alessandra Cappellotto utilizzi Facebook per lamentarsi della vicenda. Una sindacalista, a mio avviso, dovrebbe prevenire, controllare e agire ufficialmente in ogni situazione, figuriamoci quando a farne le spese sono delle ragazzine delle categorie giovanissime.

La Federazione Francese rilascia le licenze professionistiche alle cicliste, e l'Italia?

La Federazione Francese rilascia le licenze professionistiche alle cicliste, e l'Italia?

Soddisfatta la vice presidente dell'Association Française des Coureures Cyclistes (AFCC) Audrey Cordon-Ragot: "[.....] è un grande passo per il ciclismo femminile francese".
AFCC è il sindacato nazionale francese femminile fondato nel 2019 per il riconoscimento professionale delle cicliste. Dopo 2 anni di vita raggiungono un risultato storico che in Italia sembra pura utopia anche per colpa del sistema utilizzato che prevede l'assunzione delle cicliste più promettenti e forti nei Corpi di Stato.

Federciclismo, calano i costi e aumentano le franchigie Unipol! Ciclisti professionisti Italiani in squadre straniere senza coperture...!?

Si parla tanto di sicurezza e di sostegno alle vittime, si decanta tanto la riduzione dei costi dei tesseramenti e di attività etc etc e poi, andando a leggere i nuovi accordi pattuiti tra Federciclismo & Unipol (art.2), mi ritrovo a prendere nota che le franchigie sono lievitate nel silenzio più assordante. Scorrendo le pagine (11-12) cado sull'Art.4 - Esclusioni e con mera sorpresa leggo, sotto il punto "J) - disturbi mentali o psichici in genere, ivi compresi i comportamenti nevrotici" che i ciclisti professionisti non sono coperti salvo le convocazioni con le rappresentative Nazionali.

La sindacalista Cappellotto attacca il movimento femminile assente della sua progettualità

Dopo un lungo letargo, lontana dai problemi che attanagliano le cicliste e il ciclismo in generale, ecco che ritorna a parlare la vice presidente ACCPI Alessandra Cappellotto. E lo fa rilasciando un’intervista al prestigioso BiciSport.
L’ex campionessa del Mondo, che tutti noi abbiamo ammirato e applaudito da ciclista, si è lanciata nell’attività sindacale con ACCPI e CPA sperando di apportare la sua esperienza sportiva senza rendersi conto, nemmeno strada facendo, di non avere le capacità manageriali per rappresentare un movimento moderno, vincente e con la voglia di conquistarsi i palcoscenici che ha dimostrato di meritare.

La deludente situazione delle Nazionali di ciclismo fuoristrada

Il vergognoso fatto delle biciclette di Eva Lechner dimenticata in Italia in occasione del recente Europeo di ciclocross olandese, mi ha portato a fare un approfondimento sull’organizzazione della Nazionale azzurra del fuoristrada.
E’ bastata una semplice indagine giornalistica per far emergere alcune presunte verità allarmanti e destabilizzanti che vanno oltre all’immaginazione più pessimistica. Ovviamente non riporto le fonti e ci tengo a specificare che da questa indagine ho volutamente escluso le cicliste.
Userò, come da prassi, il condizionale anche per dare modo ai diretti interessati di rispondere e/o di contattarmi per i loro chiarimenti.
Ma cosa è avvenuto alla stella del ciclocross Italiano? Riporto le parole del suo DS Luca Bramati pubblicate da "tuttobiciweb":