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Il caso "MeToo" del ciclismo femminile internazionale non trova riscontro in Italia. Le accuse delle 14 atlete a un team manager belga hanno aperto l'ennesima scandalosa vicenda oppure si tratta di un caso isolato?
Intanto i tedeschi della Sunweb hanno preparato il primo decalogo anti-abusi. I team italiani, per fortuna, sembrano esenti dal problema.
La polemica era già uscita nei mesi precedenti tanto che mi preoccupai di fare un sondaggio, su un certo numero di cicliste scelte a caso di categoria e luoghi diversi, per capire se anche in Italia si fossero verificati casi analoghi.

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Il progetto etico sociale di cicliste.eu ostiliomobili continua a trovare consensi e nuove testimonial su tutto il territorio nazionale, isole comprese. Le nostre testimonial indossano con soddisfazione i completini bianco-magenta e sfrecciano in lungo e in largo facendoci conoscere posti incantevoli e percorsi coinvolgenti per chi ama il turismo in libertà e spensieratezza sulle due ruote, facendo un buon allenamento e assaporando il buon cibo nostrano. Dal centro al Sud, pedalando lungo le costiere delle nostre isole, per risalire fino al Nord est-ovest le cicliste.eu portano in giro, con eleganza e stile, i nostri valori e ci deliziano con foto e video sulle loro uscite.

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Un altro incidente stradale coinvolge purtroppo una giovane ciclista. Questa mattina, la sfortuna, tanto per non dire la sbadataggine di un automobilista che ha tagliato la strada alla ciclista, ha investito Anastasia Carbonari, ciclista 21enne della Born to Win causandole la rottura di una vertebra. La ragazza marchigiana dovrà portare il busto per almeno 40 giorni, prima di ricominciare la riabilitazione.

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Caro Ray Banhoff, “giornalista” della testata RollingStone, ci tengo a controbattere in merito al Suo articolo “Cadono come mosche e non sanno stare in fila, chi sono?!”.
Innanzitutto, metterei in evidenza il fatto che Lei non è riuscito a cogliere il problema principale alla base dei 250 (circa) ciclisti morti, ogni anno, sulle strade italiane, ma ha fatto fuoco per un intero articolo sulla colpevolezza dei ciclisti: la cui unica “colpa” è quella di non avere una protezione pari a chi circola su un’auto.

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In sintonia con i valori etici sociali che portiamo avanti con le nostre testimonial, la redazione di cicliste.eu, sollecitata dall’editore del nostro sito web e presidente del Team Cicliste.eu – Ostiliomobili – Un team x tutte - Walter Pettinati, si schiera in favore della verità e della Giustizia e chiede ai media nazionali, TV e quotidiani, di tenere alta l’attenzione sui cosi detti "fatti di Bibbiano", che, sembra, purtroppo, si estendano in altre zone della nostra bella Italia.

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Lo storico sindacato dei ciclisti professionisti, fondato nel 1946, sembra che trattenga il 3% dei premi spettanti alle cicliste e ai ciclisti Elite oltre al tesseramento.
La curiosità di aprire un’indagine giornalistica sull’attività dell’ACCPI della vice presidente Cappellotto, è state suscitata dalla mancata posizione della stessa in occasione della 4° tappa del Giro Rosa, gara influenzata da una serie di irregolarità organizzative che hanno portato all’esclusione ingiusta di alcune cicliste senza alcun intervento del sindacato.

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