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Le cicliste.eu sono sollecitate a prendere atto di questa decisione per collaborare nei loro Comuni di residenza affinché si possa coinvolgere le amministrazioni a installare i cartelli "SalvaCiclisti".
A seguito del piacevole colloquio telefonico di questa mattina, intercorso con il Sig. Marco Cavorso, delegato ACCPI alla Sicurezza Stradale, la nostra associazione sportiva e sociale PROMOITALIA ha deliberato all'unanimità di aderire alla campagna di sensibilizzazione e informazione per la sicurezza stradale "IO RISPETTO IL CICLISTA", ideata dallo stesso Marco Cavorso, Maurizio Fondriest e Paola Gianotti fondatori dell'omonima associazione sita in Firenze, che prevede il posizionamento dei cartelli "salvaciclisti" nelle strade dei comuni italiani.

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Domenica 12 gennaio la FIAB di Pescara ha organizzato un evento denominato "Rendi la tua bici riconoscibile". La nostra Maura Di Giacomandrea ha presenziato cicliste.eu ostiliomobili alla presentazione del progetto che propone la punzonatura del telaio della bicicletta con il proprio codice fiscale. "Un deterrente per allontanare eventuali malintenzionati dalle nostre bici - dichiara Maura - l’iscrizione viene trascritta in un registro comunale disponibile alle forze dell’ordine."

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Inesorabilmente, ogni anno, sempre più team di ciclismo femminile sono costretti a chiudere i battenti oppure, nel migliore dei casi, a ridurre, a malincuore, le loro attività.
La crisi economica, che sta attanagliando il nostro paese, integrata da una discutibile gestione manageriale della nostra Federciclismo e dei suoi fidi Comitati, sta mettendo a dura prova tutto il ciclismo. I team sono poco supportati anche dalle Istituzioni regionali e locali: mancano le piste all’aperto e al coperto, strade sicure per gli allenamenti e i ciclodromi. Le nostre migliori interpreti, dipendenti dei Corpi di Stato, sono costrette a gareggiare con i team stranieri.

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Il “caso Bertizzolo”, pur sapendo da mesi che sarebbe potuto accadere, mi ha portato ad aprire un’indagine giornalistica per fare chiarezza sulla normativa istituita dalla UCI con la riforma, studiata per professionalizzare il ciclismo femminile, tenuta nascosta dalle nostre Istituzioni, per poi amaramente esplodere con l’esclusione della stessa Bertizzolo dal Team Movistar, le cui motivazione le troveremo nella risposta Uni.
A seguito della vicenda Bertizzolo, visto che la Spagna ha attuato le disposizioni di legge, attive anche in Italia, che vietano il doppio contratto dipendente per gli Statali, mi sono chiesto che fine avrebbero fatto il resto delle nostre cicliste appartenenti ai Corpi di Stato, considerato che la riforma UCI, dal 1 gennaio 2020, escluda i doppi tesseramenti. Per capire meglio e dare la giusta informazione ho preferito contattare direttamente l’UCI, chiedendo loro spiegazioni.

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La Federciclismo evidenzia il lavoro svolto, l’ACCPI scrive al presidente della Repubblica: tutto molto bello ma quanto utile?
Con un articolo pubblicato sul proprio sito web (clicca qui), la Federciclismo mette in evidenza il lavoro svolto in favore della sicurezza dei ciclisti. Un articolo che sa di giustificazione per tutto quello che accade ogni giorno sulle strade italiane che vedono crescere gli incidenti anche mortali di ciclisti.

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Le cicliste Italiane sono chiamate ad una amara scelta: rimanere dilettanti nei Corpi di Stato e non partecipare al Women's World Tour oppure licenziarsi dai Corpi di Stato per rimanere dilettanti e partecipare alle prestigiose gare WWT?
Alessandra Cappellotto e Renato Di Rocco sapevano a cosa sarebbero andate incontro le nostre atlete ma nulla hanno fatto contro la giusta (a mio avviso) riforma dell’UCI.

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