Le cicliste

Giulia Luciani: "Il ciclismo è bellissimo ma a volte un po' crudele"

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Oggi vi presento Giulia Luciani, ciclista diciassettenne di Ameno (Novara) al suo secondo anno da Juniores con il Team Gauss. Giulia ha iniziato a fare ciclismo all'età di 6 anni, seguendo la scia dei suoi genitori, entrambi ciclisti.
Nata sotto il segno del Capricorno, la bella piemontese (lei dici di non esserlo), è una ragazza molto riservata e con poche parole riesce ad esprimere al meglio i suoi punti di vista.


C'è chi mi ha chiesto come scelgo le cicliste da intervistare. Non ho un protocollo prestabilito, contatto le ragazze sui social e, a chi si rende disponibile, propongo di raccontare la loro storia. E' quindi una casualità, se anche Giulia è stata vittima di un brutto incidente e una rovinosa caduta che, per adesso, le ha lasciato dei segni indelebili.
Andiamo a conoscerla...

Cosa ti è piaciuto del ciclismo per decidere di continuare a praticarlo?
"L'adrenalina prima di una competizione, l'agonismo, l'amore per la velocità e il senso di libertà mi hanno spinto a praticare il ciclismo e continuano a darmi la motivazione per andare avanti."

In quale squadra hai iniziato a gareggiare?
"Ho iniziato a gareggiare per la Nuovi Orizzonti, una piccola squadra vicino a casa mia, e vi sono rimasta fino ad allieva secondo anno."

Dove ti allenavi da giovanissima?
"Da giovanissima mi allenavo in un circuito cittadino o in una pista asfaltata chiusa al traffico."

Quali ricordi hai dell'esperienza maturata nelle G?
"Nelle categorie giovanili mi sono divertita molto e ho ottenuto parecchi risultati." 

Con il passaggio nelle esordienti hai cambiato team?
"Da esordiente non ho cambiato squadra, sono rimasta alla Nuovi Orizzonti, con mia mamma direttore sportivo.  
Purtroppo ho avuto un brutto infortunio: durante una gara sono caduta in discesa a 80km/h sbattendo la faccia sull'asfalto. Le cicatrici me le porto ancora addosso da quel giorno." 

Quella brutta caduta ti ha fatto conoscere i pericoli della bicicletta, come è avvenuta? Quali danni fisici hai riportato?
"Non mi ricordo nulla dell'accaduto, mi sono risvegliata in ambulanza con traumi multipli. Ho perso 6 denti e ho tutt'ora diverse cicatrici sul viso e un'inversione di curva del tratto cervicale, che tutt'ora mi arreca problemi. Ho cercato di tornare in sella prima possibile. Di certo non mi sarei fatta fermare da un brutto incidente. Il ciclismo è così. Bellissimo ma a volte un po' crudele."

L'anno successivo, dopo un periodo di riabilitazione psico fisica sei riuscita a salire di nuovo in bici?
"Si, e sono riuscita a classificarmi seconda al campionato italiano esordienti secondo anno su strada a Boario Terme."

Quali risultati hai ottenuto da esordiente 2 anno?
"Ho ottenuto diversi podi e numerosi piazzamenti sia su pista sia su strada ma con mio grande rammarico non è mai arrivata una vittoria."

Vice campionessa d'Italia esordiente, ci racconti quella gara? Rammarichi?... potevi vincerla quella maglia?
"È stata una gara relativamente tranquilla. Solo sullo strappo ai -2 km dall'arrivo siamo riuscite a fare la differenza in quattro. Ai 200 metri ho lanciato la volata. Non ero la più veloce e ho provato a partire per prima. Mi è andata male ma non ho nessuno rammarico: ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità. Nonostante non sia arrivata la maglia tricolore, quel piazzamento è stato il riscatto per tutte le difficoltà affrontate e i sacrifici fatti.

Chi ti ha preparata ad affrontare una gara così importante?
"Mia mamma, la mia allenatrice, mi ha seguito passo dopo passo, dandomi la forza di superare ogni ostacolo."

Ci parli del passaggio nella categoria Allieve?
"Da allieva primo anno ho corso da sola e ho avuto diverse difficoltà. L'assenza di un Team alle spalle mi faceva sprecare numerose energie e per questo, a volte, non riuscivo a concretizzare nel finale. 

La sfortuna ha continuato a perseguitarla
"Da allieva, durante il riscaldamento pche precedeva una gara sono stata investita da una macchina che usciva da un cancello: non mi ha vista e mi ha centrato in pieno. L'automobilista è sceso per soccorrermi e si è scusato. La gara stava per prendere il via e così mi sono recata alla partenza. Solo dopo la gara, da un controllo medico, mi è stato detto che avevo una spalla lussata."

"Da allieva secondo anno ho gareggiato per la G.S. Fiorin. È stato molto strano per me entrare a far parte di un gruppo e ho avuto diverse difficoltà nel cambiare mentalità: pensare e correre da singolo è totalmente diverso rispetto all'agire in un team. È stato bello vedere le gare con un ottica diversa, non pensando solo al risultato personale ma ambendo ad un obiettivo di squadra."

Come hai vissuto il post incidente?
"Ho sofferto molto fino a fine stagione e anche per tutta la stagione seguente perchè ho trascurato un pò il problema ma non ho mai pensato di smettere di gareggiare.
Ho passato tutto l'anno scorso anno (juniores) con problemi fisici legati al trauma e non ho potuto esprimere al meglio le mie capacità. In compenso, ho aiutato tanto le mie compagne di squadra più grandi ed è stato emozionante contribuire nel raggiungimento di un risultato finale positivo."

Cosa ti aspetti da questa seconda stagione nelle Juniores con il Team Gauss?
"Questa è una stagione importante per me. L'anno scorso i problemi fisici pregressi non mi hanno consentito di esprimere al meglio le mie capacità. Sono pronta a rimettermi in gioco e lottare per ottenere le soddisfazioni che vorrei, per me, per la mia squadra e per la mia allenatrice, che nonostante tutto ha sempre avuto fiducia in me."

Devi però fare i conti con lo studio?
"La scuola purtroppo non mi aiuterà. Quest'anno dovrò affrontare l'esame di maturità del liceo scientifico e il mondo junior-elite di certo non ti aspetta. Farò comunque del mio meglio."

Che rapporto hai con la tua allenatrice Julia Martisova?
"La mia allenatrice e io abbiamo un buon rapporto, non sono una ragazza molto espansiva ma le sono affezionata, mi fido dei suoi insegnamenti e della sua esperienza."

Fai allenamenti personalizzati o ancora a ruota libera?
"Mi alleno con le tabelle personalizzate che mi manda settimanalmente la mia allenatrice. "

Fai uso del cardio frequenzimetro o di altri sistemi di rilevamento dati atletici?
"Faccio uso del cardio e del conta pedalate."

Hai fatto esperienze in pista?
"Ho disputato gare su pista e di ciclocross già da quando ero giovanissima. Ho sempre creduto molto nell'importanza della multidisciplina per imparare a perfezionare la tecnica e il controllo del mezzo oltre che a gestire situazioni di difficoltà."

Che caratteristiche hai?
"Sono cambiata molto in questi anni ma me la cavo abbastanza bene in qualsiasi terreno. Prediligo le gare impegnative, magari con strappi brevi ma duri."

Dopo la maturità continuerai a studiare? Quale professione ti piacerebbe fare?
"Dopo la maturità vorrei iscrivermi alla facoltà di scienze motorie per poter magari diventare un direttore sportivo di una squadra o un preparatore atletico."

Ci racconti chi è Giulia?
Sono una ragazza piuttosto determinata e orgogliosa che lotta per quello che vuole e difende ciò in cui crede. Passo le mie giornate tra studio e allenamenti e nel tempo libero amo leggere libri Fantasy, disegnare e ascoltare musica metal."

Fare la ciclista implica molti sacrifici e rinunce?
"Rinunciare a feste in discoteca e rientri a casa tardi non è per me un grande sacrificio.
Sto molto attenta all'alimentazione, infatti noi siamo quello che mangiamo. Il cibo è il nostro carburante e una dieta sana non può che favorire la prestazione."

Sono cambiati i tuoi sogni di bambina?
"Da bambina sognavo di diventare una campionessa olimpica e oggi sono ancora qua, a inseguire quel sogno..."

Ciclismo e sicurezza stradale, quali i tuoi suggerimenti?
"Purtroppo noi ciclisti siamo spesso vittime di incidenti stradali. Ci alleniamo sulle strade, spesso trafficate e piene di pericoli. Bisognerebbe sensibilizzare gli automobilisti ad un maggiore rispetto nei confronti dei ciclisti."

La tua ricetta per promuovere maggiormente il ciclismo femminile?
"Il ciclismo per le ragazze è uno sport particolare. Secondo me andrebbe fatto conoscere nelle scuole, partendo dalle elementari, magari sfruttando l'immagine di atlete élite della zona."

Ti senti una ciclista e una ragazza compresa e rispettata?
"Purtroppo essere una giovane atleta non è facile. Spesso mi trovo di fronte a persone che non sono in grado di comprendere cosa significhi praticare uno sport a livello agonistico. I professori a scuola, ad esempio, vedono l'attività fisica come un'ostacolo agli studi e spesso non agevolano e rispettano le mie esigenze."

Se tu avessi per un attimo la bacchetta magica, quale desiderio vorresti realizzare?
"Se avessi una bacchetta magica avvererei il sogno di partecipare al giro rosa e vincere una tappa."

Hai una ciclista o un ciclista prof che ammiri e dal quale prendi esempio?
"Non ho uno specifico ciclista professionista che prendo come esempio. Penso che ognuno di loro possa insegnarci qualcosa di importante e fondamentale per il proseguimento della nostra carriera ciclistica."

Il tuo augurio al ciclismo femminile?
"Spero che il ciclismo femminile resti sempre lo sport meraviglioso di cui mi sono innamorata. E auguro alle ragazze di trovare in esso uno scopo per il loro futuro."

Ringrazio Giulia per essersi aperta con noi raccontando la sua storia, fatta di gioie e di dolori che le saranno utili per affrontare con più esperienza il suo futuro di donna e di sportiva.
Le auguro di realizzare tutti i suoi sogni, magari sorretta dalla fortuna e dalla forza infinita dell'amore che la lega al ciclismo e al suo mondo meraviglioso.

Walter Pettinati

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