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Cristina Tonetti: imparare e crescere il più possibile, il resto verrà da sè

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Questa è la storia di CristinaTonetti, giovane ciclista di 16 anni, figlia d’arte, con la passione per la bicicletta dall’età di 11 anni, che studia con diletto e frequenta il liceo scientifico.
Prima di iniziare con il ciclismo ha praticato diversi sport, tra cui il calcio, ma la bicicletta è stato il mezzo che decisamente l’ha presa totalmente.

“Ciò che mi ha spinta a cominciare è stata la curiosità: mio papà è stato professionista e quando ero piccola mi faceva vedere molte foto di quando correva. Crescendo mi sono incuriosita e, con un po' di insistenza, l’ho convinto a farmi provare e mi ha iscritta con l’UC Costamasnaga.“

Partiamo dall’inizio? Come sono stati i tuoi primi anni in sella alla bici?
“I primi anni ero un pericolo pubblico in bicicletta perché avevo poca tecnica e cadevo di continuo, ma grazie ad Antonio, l’allenatore delle categorie Giovanissima che porterò sempre nel cuore, sono migliorata a vista d’occhio. “

Con quale spirito hai affrontato le categorie giovanili?
"Nelle categorie giovanili penso sia importante divertisti che il resto viene da se andando avanti negli anni."

Il cambio team
“Da esordiente secondo anno ho deciso di passare in una squadra femminile: l’SCV Bike Cadorago. Mi hanno accolta come una famiglia e sono davvero felice di essere entrata anche io a farne parte.
Non avevo mai ottenuto buoni risultati prima di arrivare li, solo qualche piccolo piazzamento, ma loro hanno avuto fiducia in me. “

Campionessa Lombarda cronometro allieve
“Penso che quest’ultima stagione sia stata complessivamente positiva. Mi sono tolta qualche soddisfazione come il quinto posto al campionato italiano a cronometro, il quarto posto alla Coppa Rosa e il podio all’italiano corsa a punti.”

Una gara che non dimenticherai mai?
“Il momento più bello della stagione è stato la Coppa Rosa. Essere premiata con le migliori è stato un grande orgoglio per me, ma soprattutto per il mio allenatore Pino Sala. Spero che quella soddisfazione lo abbia ripagato di tutti i sacrifici che fa per seguirci al meglio.
L’unico rammarico che mi porto dentro è la mancata vittoria, ma in futuro chissà… “

Cosa significa per te il ciclismo?
"Per me il ciclismo è uno stile di vita e una scuola, perché mi ha insegnato molte cose tra cui lavorare sodo per inseguire i propri obbiettivi… come si usa dire “no pain, no gain”!
Uno altro dei tanti motivi per cui adoro questo sport, è che mi ha permesso di conoscere persone fantastiche e stingere amicizie che vano oltre il colore della maglia."

Che differenze hai trovato tra il ciclismo e gli altri sport?
"Richiede molto più sacrificio e meno sgarri, è uno sport che ti porta al limite delle tue possibilità."

Cos’ha di speciale per te il ciclismo, tanto da ritenerlo il più affascinante?
"Grazie alla bicicletta scopri nuovi posti meravigliosi.
A volte diventa una terapia, passare ore in sella senza pensieri mi libera la mente."

Hai seguito le orme del tuo papà, è stato lui il tuo primo allenatore?
"Ho seguito le sue orme, ma non è stato il mio primo allenatore. Lui non mi ha mai messo alcuna pressione, gli piace vedermi felice di fare ciò che amo."

Cosa ti ha insegnato e trasmesso?
"Spesso mi racconta qualche sua esperienza e mi da qualche consiglio. Però una cosa la impari solo se la provi sulla tua pelle."

Ti segue? Che rapporto ha con i tuoi allenatori?
"Il mio rapporto con i miei allenatori attuali è ottimo. Lui fa il papà e tifa per me, gli allenatori mi allenano e mi danno fiducia. Io cerco di fare del mio meglio, corro e mi diverto."

Quali sono le tue caratteristiche di ciclista?
"Mi piace molto la salita e le cronometro. Me la cavo molto bene sul passo, in volata un po' meno."

Cosa ti è mancato per ottenere una vittoria?
"Forse un po' di testa, ma non mi rimprovero nulla."

Quando e come ti sei accorta che il ciclismo per te era diventato più che uno sport?
"Quando i sacrifici son diventati sempre di più e il tempo libero sempre di meno. Ho rinunciato ad altre passioni, come la banda giovanile in cui suonavo il corno, per dedicarmi al meglio a questo sport."

Di cosa ha bisogno il ciclismo femminile per essere maggiormente conosciuto?
"I risultati in campo internazionale ottenuti dalla nazionale femminile stanno aiutando tutto l'ambiente. Vedere l'interesse da parte dei giornalisti, televisione e web è bello, spero si continui su questa strada."

Come prepari una gara?
"L'importante è esser convinti del lavoro che si è fatto, solo così si può esser sicuri di sè e affrontare al meglio una gara."

Qual è la tua settimana tipo, tra studio, vita privata e ciclismo?
"Dopo cinque ore di scuola ho giusto il tempo di arrivare a casa e mangiare, che poi devo ripartire subito per l'allenamento.
La sera finisco di studiare tardi, alle dieci quando sono fortunata."

Cosa pensano i tuoi amici di te e della tua passione per il ciclismo?
""Chi non conosce molto questo sport non comprende tutti i sacrifici che ci sono dietro ad ogni piccolo risultato o cosa ci spinga a continuare nonostante tutto.
Alcuni mi chiedono: "ma chi te lo fa fare?", altri si interessano."

Se ti guardi dall’esterno, come ti vedi?
"Vedo una ragazza determinata e molto vivace, a volte anche troppo."

Quale disciplina preferisci (strada, pista etc) e per quale ti senti più preparata?
"Preferisco la strada, anche se in pista mi diverto di più. Ho iniziato con poca convinzione, durante la stagione invernale, ma piano piano ho scoperto un nuovo amore. Mi sento più preparata su strada, perchè in pista sono poco esperta, ma mi piacerebbe lavorare per migliorare anche li."

Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione?
"Voglio crescere e imparare il più possibile e, come si usa dire, "farmi le ossa".
Ovvio, se arriva qualche piccolo risultato ancora meglio."

Che esperienze vive una ragazza che esce in bici? Cosa ti viene detto?
"Scopre nuovi luoghi e conosce il territorio.
L'unico problema è la sicurezza sulle strade. Ci sono molte campagne di sensibilizzazione riguardo a ciò, ma sono sicura che si possa fare molto di più."

Donne e ciclismo, ti senti rispettata?
"Una donna deve sentirsi rispettata sempre.
Nella mia esperienza di giovane ragazza in una società giovanile mi sento tutelata e rispettata sempre."

Quali sono i problemi da risolvere nel ciclismo femminile?
"Ultimamente, con le nuove riforme UCI riguardanti il ciclismo femminile, è stato fatto un gran balzo in avanti. Non penso ci siamo gravi problemi da risolvere, solo continuare su questa buona strada."

Ti piace ascoltare la musica? Leggere? Come passi le tue ore libere?
"Ascolto la musica in ogni momento in cui mi sia concesso, è una cosa che amo fare.
Nel mio tempo libero, soprattutto d'estate, leggo molto, mi tiene aperta la mente."

Quali sono i tuoi sogni ad occhi aperti?
"Vestile la maglia azzurra. Sarebbe un orgoglio rappresentare la mia nazione."

Il tuo rapporto con lo studio?
"A scuola vado molto bene. Mi piacciono diverse materie e non mi pesa moltissimo studiarle."

Cosa pensi dell’amicizia?
"L'amicizia, quella vera, per me è la cosa più importante nella vita.
Il successo, i soldi e la fama durano poco, un VERO amico è per sempre."

Come vedi il tuo futuro?
"Non ci ho mai pensato veramente e per ora non intendo farlo. Preferisco godermi il presente e vivere giorno dopo giorno."

Auguriamo a Cristina di continuare a divertirsi in bicicletta, studiare, imparare e crescere con lo stesso spirito e umiltà con la quale ha interagito con me per raccontare la sua storia. Ho conoscosciuto una ragazza giovane, educata e matura, consapevole delle sue capacità da migliorare ed esprimere, strada fecendo, lungo il cammino della sua vita di sportiva, professionale e di donna.

Walter Pettinati

 

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