Le cicliste

Serena Calvetti e la sua professione chiusa dal dilettantismo

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Una scelta improvvisa si è trasformata nella grande passione che in una decina d’anni ha portato Serena Calvetti sui più importanti palchi nazionali ed internazionali, al punto di offrirle l’opportunità di un lavoro. Lavoro che, però, mette i freni del dilettantismo alla sua vita e a quella di chi, come lei, ha deciso di fare dello sport una professione. Sport che tra difficoltà e continui apprendimenti conta un numero sempre maggiore di atleti.

1 maggio 2018 - Quante volte capita di prendere una decisione così, su due piedi, che inaspettatamente si rivela non solo la migliore, ma quella giusta?!
È quanto successo a Serena Calvetti che non ha semplicemente scelto di dedicarsi improvvisamente al ciclismo, ma ha trasformato la nuova avventura di una diciottenne in una vera e propria impresa, scandita da sfide ed occasioni, da difficoltà ed impegno, da una grande passione e dai suoi continui insegnamenti. Una passione inconsciamente tramandata da papà Fabio e divisa da qualche anno con il fidanzato Michele Casagrande, che si è rivelata la strada più appropriata, tanto da darle l’opportunità di fare di questo sport un lavoro, seppur rilegandola al dilettantismo. Ed è di pro e contro di un lavoro incerto, del traguardo raggiunto da un amore, di viaggi e di libri e di questo decennio passato in sella alla sua mountainbike che ci ha raccontato la ventottenne piemontese che, oltre ad aver vestito una sfilza di maglie Azzurre ed essere stata tre volte tricolore da Under 23, ha vinto nel 2017 il titolo di Campionessa Italiana XCO per la categoria élite, facendo il bis con il Team Relay.

“Allora..vado un po' in disordine 😊 il ciclismo è sempre stato parte integrante della mia vita...

Un campione per papà
Mio papà è stato campione italiano nelle categorie amatoriali quindi io, già da piccolina, lo seguivo in giro per l'Italia!

L’esordio in mtb
Ho iniziato la mia "carriera" ciclistica piuttosto tardi…. Ho praticato atletica leggera fino ai diciotto anni, poi ho deciso di cambiare; grazie al team Gebi Sistemi, che mi ha offerto l'opportunità di gareggiare a livello agonistico!

L’ultimo approdo
Sono rimasta tre anni nel team Gebi, poi ho cambiato vari team fino al mio attuale team KTM Protek DAMA!

La scelta giusta ...
Ho deciso così su due piedi... con un po' di incoscienza da diciottenne forse..., ma alla fine è stata la scelta giusta!

... nonostante le difficoltà
Non è stato semplice all'inizio, ho cercato di migliorare e imparare da tutte le situazioni e tutte le persone che incontravo sulla mia strada... e devo dire che faccio ancora così perché la mountainbike è uno sport difficile, non si smette mai di imparare!”

Sei stata nominata da Marika Tovo con la seguente motivazione:
“Avversaria è una grossa parola, prima di tutto è una mia grandissima amica e ci vogliamo un mondo di bene. Nomino Serena Calvetti, perché sono convinta che sia una persona con esperienza, una fortissima ciclista e una grande persona, merita di essere ascoltata.”

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Allora beh, quando ho letto il tuo messaggio ero molto contenta, mi piace raccontare qualcosa di me… solo che l'ho letto poco prima di iniziare il riscaldamento per una gara… quindi poi mi è passato di mente e Marika ha dovuto ricordarmelo!!😬

Hai un ricordo particolare di quando eri bambina e seguivi le imprese del tuo papà?
Ho molti ricordi bellissimi di quando, da bambina, seguivo le gare di mio papà… la tensione, l'emozione per le sue vittorie, i viaggi in tantissimi posti nuovi… da lì è nata la mia passione, sia per lo sport agonistico che per il girare il mondo!!

Per viaggiare intorno al mondo, cosa porti con te?
Oltre alle cose indispensabili per il mio lavoro (bici, casco, occhiali, scarpe e divise), non dimentico mai qualche libro!

Che genere di libri ti piace leggere?
Dipende un po' dai periodi… in genere leggo di tutto, ultimamente sono nel periodo dei gialli 😬.

Quale meta ti è rimasta nel cuore e quale vorresti raggiungere?
Amo viaggiare e vedere posti nuovi quindi ogni posto mi rimane nel cuore… l'Australia però mi è piaciuta particolarmente e mi affascina molto il sud America, non ci sono mai stata, ma prima o poi arriverò anche lì!

Nonostante il ciclismo abbia praticamente sempre fatto parte della tua vita, ti sei dedicata a un altro sport. Perché proprio l’atletica leggera?
Ho iniziato da piccolina a praticare l'atletica leggera, in particolare la corsa in montagna… ho sempre avuto una particolare attrazione per la natura, e la corsa in montagna è uno degli sport in cui ci sei più a contatto! Anche adesso, quando posso, amo correre (durante la stagione agonistica passeggiare) nei boschi!

Quali effetti ha il rapporto e il contatto con la natura nella tua vita?
Fin da piccola sono stata abituata a stare a contatto con la natura… mi ritengo una persona molto fortunata ad avere un lavoro che mi permetta di stare all'aria aperta…. Anche quando non correrò più in bici avrò sicuramente bisogno di "ritagliarmi" qualche ora nei boschi.

C’è qualcosa dell’atletica ti ha aiutata (se lo ha fatto) nel ciclismo?
Sia la corsa in montagna che la mountain bike sono due sport di "fatica"... di sicuro l'atletica ha sviluppato il mio spirito di sacrificio!

Il tuo esordio con la mountainbike non è stato semplice. Qual è stata la maggiore difficoltà che hai dovuto superare e come ci sei riuscita?
La maggiore difficoltà per me è stata la tecnica…. Ho iniziato a gareggiare in mountainbike relativamente tardi, quindi ci ho messo un po' di tempo a prendere confidenza con la bici e soprattutto con le discese...😬

A proposito di discese, quelle della vita come le affronti?
Questa domanda è difficile 🤔 di solito c'è subito un'altra salita da affrontare 😂. No, a parte gli scherzi…, la discesa probabilmente la vedo come una serata tranquilla a casa con Michele dopo una giornata faticosa o un weekend via a correre…. Nelle discese mi assaporo la soddisfazione di essere riuscita ad arrivare in cima alla salita… e mi preparo ad affrontarne un'altra.

Hai iniziato a competere a 18 anni, ma in pochi anni sei cresciuta atleticamente e hai ottenuto degli ottimi risultati. Quale ti ha stupita di più e quale ti ha fatto più “sudare”? Ci racconti come sono andate?
Il risultato che più mi ha stupita è stato il mio primo titolo italiano da under23…. Non ero la favorita, quindi è stata una sorpresa per tutti, soprattutto per me! Quello più "sudato" è stato il titolo italiano da elite! Dopo due secondi posti e un terzo negli anni precedenti, ho lavorato tantissimo per arrivare a quell'appuntamento al massimo della forma!
In tutte e due le gare non partivo da favorita...😂. Nel 2010 a Torre Canavese c'era una ragazza più accreditata di me alla vittoria…, ma complice qualche problema meccanico suo e una buonissima condizione mia sono riuscita a spuntarla…. Per fortuna mi sono confermata anche nei due anni successivi! L'anno scorso invece sono partita per vincere…. Sapevo che Eva Lechner (la favorita numero uno) era in un periodo un po' "NO" e quindi sarebbe stata una delle poche occasioni per vincere un campionato italiano…. Mi sono preparata benissimo e per mesi nella mia testa c'era solo quell'obiettivo!

Meglio un risultato “sudato” o uno inaspettato?
Non saprei dire quale sia meglio… in ogni caso un risultato è sempre importante! Quindi vanno bene entrambi!! 😂
Il 2017 ti ha “regalato” il primo titolo tricolore XCO da élite, ma, lo ricordiamo, hai indossato la maglia tricolore da Under 23 per tre volte consecutive dal 2010 al 2012. Sempre lo scorso anno hai vinto il titolo di Campionessa Italiana Team Relay (con Michele Casagrande, Nicola Taffarel, Domenico Valerio e Maria Zarantonello). Come ci si sente sul tetto d’Italia?
Mi hanno fatto tante volte questa domanda…. In realtà non cambia quasi niente dal solito…, certo è un onore e un grande stimolo vestire la maglia tricolore per un anno!

Già che abbiamo nominato Michele... siete considerati i fidanzati vincenti del fuoristrada. Cosa significa vivere in due una passione come quella per il ciclismo?
Il ciclismo, oltre che il nostro lavoro, è anche la nostra più grande passione…. È fondamentale per tutti e due avere un compagno che non solo comprende, ma anche condivide tutti i sacrifici, le delusioni e le gioie!

Le vostre 4 ruote grasse uniscono Domodossola, la tua città di origine, a Vittorio Veneto, la sua. C’è un luogo che in qualche modo vi rappresenta?
Il luogo che ora ci rappresenta è Marano Vicentino… viviamo qui da qualche mese e ormai è diventata casa nostra😊.

Casa nuova, vita nuova e… (scrivi quel che vuoi tu)
Ci siamo trasferiti da poco in un posto nuovo e ci siamo subito trovati bene… è bello avere un punto di riferimento dove trovarci tra un viaggio e l'altro! L'unico inconveniente e che sia io che Michele siamo lontani dalle nostre città di origine 😅, però Marano ci piace e penso che sia un buon punto di partenza!

Quanto, dove e come ti alleni?
Mi alleno tutti i giorni in bici (strada e mountainbike) dalle 2 alle 4 ore circa. Abito da poco nell'alto vicentino, quindi ogni uscita è buona per esplorare posti nuovi e cercare sentieri tecnici! Oltre alla bici, una volta alla settimana, faccio qualche lavoro in palestra e tutti i giorni, alla sera, una seduta di stretching!
v Il ciclismo - e lo sport in generale - è certo un contesto di apprendimento e di sviluppo continuo. Ad un’atleta cosa non deve assolutamente mancare per vivere serenamente questa evoluzione?
Ad un biker non deve mai mancare la voglia di imparare e soprattutto la consapevolezza che ci sia sempre qualcosa da imparare per migliorarsi!

Quali sono i pro e i contro per una donna di scegliere di fare dello sport la propria professione?
Di sicuro i contratti dilettantistici non aiutano le donne… sei pagato quando corri, non esiste mutua o maternità… quindi per una donna che vorrebbe avere una famiglia la carriera sportiva può durare solo fino ad un certo punto.
Nella Mountain bike, a differenza del ciclismo su strada (in cui per gli uomini è previsto il professionismo), non esistono i contratti professionistici né per le donne né per gli uomini, ci sono solo contratti dilettantistici che hanno poco valore…. Ad esempio, se cadi e ti rompi una gamba, perdi gran parte della stagione, e purtroppo non tutte le squadre ti pagano. Sta un po' nel buonsenso del team manager, ma, ripeto, non esiste la mutua.
Il bello, invece, è quello di poter fare della propria passione un lavoro!

Quali sono, secondo te, le potenzialità e i limiti del movimento italiano del fuoristrada oggi?
Il movimento del fuoristrada è in grande crescita in Italia, ci sono tantissimi giovani che si avvicinano a questo sport e il numero dei tesserati sta crescendo in maniera esponenziale. Purtroppo in Italia gli sport "minori", come la mtb, sono molto limitati a causa del monopolio di sport "maggiori"....
La mtb è ancora poco visibile…. Sono da premiare eventi come gli Internazionali di Italia Series che investono per garantire dirette streaming delle prove. L’unico modo per far crescere la mountainbike è farla conoscere al pubblico!

Vivere è: non avere limiti o accettarli?
Per me vivere è accettare i propri limiti e lavorare sodo per superarli!

Cos’hai studiato?
Ho un diploma di liceo linguistico poi ho iniziato a studiare economia, ma (ahimè) l'ho abbandonata!😬

La tua nomination (possibilmente avversaria) e la motivazione…
La mia nomination va al più grande talento della mtb italiana… Martina Berta, campionessa mondiale junior nel 2015! Mia avversaria, ma anche grande amica!

Ilenia Milanese
cicliste.eu

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