Il viaggio nel mondo parallelo di Gloria Manzoni

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Nella vita sfide e sogni sono degli immancabili compagni d’avventura, capaci di alzare l’asticella sempre di più, facendoci affrontare prima di tutto noi stessi. La bicicletta è un mezzo per farlo, il ciclismo un viaggio in un altro mondo... e noi abbiamo seguito Gloria Manzoni nel suo!

21 febbraio 2018 - Le sfide nella vita sono chiavistelli che hanno il grande potere di aprire i nostri cassetti più nascosti, aiutandoci a scoprire noi stessi e accompagnandoci lungo la strada in una continua crescita.



A tirare il guanto a Gloria Manzoni è stato proprio papà Paolo... e lei non si è di certo tirata indietro, anzi! Ha colto al volo l’occasione che, in pochi anni, l’ha lanciata a tutta velocità sulle piste Italiane ed internazionali, che l’hanno vista protagonista dal 2013, della conquista di una serie di titoli Tricolori, portandola a vestire la maglia Azzurra e ad autografare nel 2016 tre brillanti medaglie argento - una Europea e due Mondiali.

Poi il difficile salto di categoria nel 2017, anno che però l’ha vista splendere a scuola con un bel 90 alla maturità, ed ora è pronta ad affrontare il suo secondo anno da élite tra le file dell’Eurotarget Bianchi Vitasana.
Classe 1998, è fermamente convinta che nulla accada per caso. Sarà per questo che lo zio le ha insegnato a suonare il pianoforte?! Un ottimo strumento per rilassarsi... e, con la strada che ha intrapreso, non potrà che esserle d’aiuto!

Sono salita in sella ad una bicicletta per puro caso, quando avevo 2 anni e mezzo.

Il pallone in famiglia
I miei genitori, al tempo, non sapevano nemmeno cosa fosse, dati i loro ruoli di mezz'ala e mediano.
Giocavano entrambi a calcio: mia mamma Simona era in serie D e mio papà Paolo in prima categoria. È stato lui poi, nel 2005 - quando io avevo 7 anni - a iniziare ad andare in mountainbike tra gli amatori.

Galeotta fu la sfida con papà
Nella primavera di cinque anni fa, ho iniziato a correre in bici su strada, per una sfida lanciata per scherzo da mio padre nell’inverno dell’anno precedente - il 2012....
"Scommettiamo che non riesci a battermi?!" - mi ha detto - ed è iniziato tutto da lì.

Dalla provocazione alla conferma
Nel 2013 ho cominciato, così, con la Canavesi-Cicli Fiorin-Despar a disputare le prime gare su strada, poi quelle su pista e ho capito subito che quella era la mia strada.

Dalla conquista inaspettata con Elisa Balsamo...
Ad agosto dello stesso anno, in coppia con Elisa Balsamo, ho ottenuto un inaspettato secondo posto nella velocità a squadre donne Allieve ai Campionati Italiani su pista di Dalmine.

...al Tricolore da Allieva secondo anno
Nel 2014, anno in cui ho corso con il Racconigi cycling Team, io ed Elisa abbiamo vinto il Titolo Tricolore velocità a squadre ai Campionati Italiani che si erano svolti a Luglio a Bassano del Grappa.

Da Junior, Campionessa Italiana Velocità a squadre
Sono stata Campionessa Italiana velocità a squadre anche da Juniores, in coppia con Elena Bissolati nel 2015, quando gareggiavo con il G.S. Cicli Fiorin Cycling Team.

La grande passione per la pista
Negli anni, la passione per la pista ha continuato a crescere e così, nel 2016 - sempre nel G.S. Cicli Fiorin Cycling Team, ho iniziato a partecipare a gare internazionali con la divisa azzurra in coppia con Martina Fidanza.

Il 2016: i brillanti risultati individuali e di coppia con Martina Fidanza
Io e Martina eravamo una cosa sola in corsa, super affiatate.
Nel luglio dello stesso anno abbiamo ottenuto due secondi posti, uno nella velocità olimpica ai Campionati Europei di Montichiari e uno ai Mondiali tenutisi in Svizzera, terminati poi nell'ultima giornata con un fantastico secondo posto nel Keirin nel quale speravo molto, ma che non avrei mai pensato sarebbe potuto arrivare.
Successivamente, a ottobre ho partecipato al Campionato Europeo élite a Parigi, quindi le prime due Coppe del Mondo con la Nazionale, la prima a Glasgow e la seconda ad Apeldoorn.
Infine, il 31 di dicembre, con Martina abbiamo vinto il Titolo Italiano nell'olimpica.

Il 2017: un anno da dimenticare
Il 2017 - primo anno da élite nell’Eurotarget Nalini Still Bike - è stato, invece, un anno da dimenticare. Un anno in cui non sono mai riuscita ad entrare nella condizione che avrei voluto, complici anche gli impegni scolastici con la maturità - che è stata l'unico risultato positivo dell'annata. Ho terminato gli studi con 90/100 al Liceo linguistico internazionale - lingue con opzione LISL 2 cinese.

Le speranze per il 2018
Ora spero soltanto che il 2018 nell’Eurotarget Bianchi Vitasana possa essere un anno migliore.”

Sei stata nominata da Martina Fidanza con la seguente motivazione:
Nomino Gloria Manzoni è stata mia compagna di olimpica e ora è anche mia compagna di squadra, mi sono sempre trovata molto bene con lei sia nel ciclismo che fuori.

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Fa molto piacere ricevere richieste di interviste di questo tipo.
Cicliste.eu è un sito che permette al ciclismo femminile di aver maggiore visibilità, di conseguenza merita a pieno una collaborazione da parte mia e di tutte le cicliste, in modo tale da suscitare nel lettore più passione e più curiosità verso il nostro settore che è poco conosciuto.

"Scommettiamo che non riesci a battermi?!"
Questo guanto di sfida, lanciato da papà Paolo, è stato il fischio d’inizio della tua storia ciclistica. Ci racconti com’è andato il duello?
Mio papà è sempre stato uno sportivo, ha iniziato con il calcio, poi la sua passione si è orientata verso il ciclismo. Mi ha lanciato questa sfida quando ero piccola, ma ricordo le sue parole come se fosse ieri. A dire il vero il nostro è un duello sempre aperto, dove a vincere non siamo mio padre o io, bensì la voglia di crescere e di migliorare per battere se stessi, prima di ogni altro avversario.

Affrontare una sfida è: ....
...affrontare se stessi, ogni giorno ad ogni allenamento e ad ogni ripetuta di lavoro.

Il ciclismo è entrato a far parte della tua vita quando avevi 15 anni, ma, visti i trascorsi calcistici dei tuoi genitori, si può dire che sei praticamente cresciuta immersa nello sport. Che ruolo ha avuto nella tua vita e che importanza ha nella crescita di un bambino secondo te?
Secondo me, nella vita di un qualsiasi bambino o adolescente, lo sport gioca un ruolo fondamentale. Aiuta a crescere sani e forti non solo fisicamente, ma anche eticamente e moralmente; inoltre, tiene lontano da brutti ambienti quali droghe e ogni genere di cattiva abitudine.

Cos’ha rappresentano e cosa rappresenta il ciclismo per te?
Il ciclismo rappresenta molto... mi ha convinta a lasciare da parte la maggior parte del mio tempo libero e dei miei hobby per provare a sognare in sella ad una bicicletta. Non saprei nemmeno come spiegare quello che provo in sella, ma è come vivere in un altro mondo, un mondo parallelo fatto di sogni, perseveranza e libertà.

Ti dedicavi ad altro prima di salire in sella alla bicicletta? Se sì, quest’ultima cosa ti ha dato di più per averti convinto a cambiare strada?
Prima di andare in bicicletta praticavo atletica leggera; era uno sport bellissimo, ma non era quello che mi faceva sentire veramente me stessa. I risultati erano dalla mia parte, ma non mi sentivo ”a mio agio”. Così ho iniziato ad andare in bici e da allora è stato tutto fantastico.

Quali ritieni i pro e i contro di aver iniziato a competere appena 5 anni fa?
Parto dai pro: sicuramente ho avuto modo di compere con persone già in partenza più preparate di me, il che mi ha spinta a combattere e a non sentirmi mai arrivata. Poi è stato come iniziare una nuova vita ed è stata un’ottima valvola di sfogo per gli impegni scolastici.
Per quanto riguarda i contro, invece, penso di essere partita con un grosso handicap: quello dell’agilità. Si sa che nelle categorie giovanili i rapporti sono obbligatori e sempre agili e, avendo saltato tutte quelle categorie e i primi anni da esordiente, è stato difficile recuperare questo aspetto... e, a dir la verità, ne risento ancora ora.

Sei riuscita a specializzarti in fretta nelle discipline in pista, conquistando anche importanti risultati, individuali e di coppia.
Perché la pista è diventata il tuo habitat?
Beh, la pista mi ha affascinata fin dal primo momento in cui ho provato a girarci.... Il ciclocross è sempre stato la mia disciplina preferita, ma il mio fisico e le mie caratteristiche non mi permettevano di eccellere a pieno in questo campo.
Grazie alla famiglia Fiorin ho avuto la possibilità di praticare la multidisciplina, quindi sia il cross che la strada e la pista. Ed è stato proprio in quest’ultima che mi sono specializzata perché più vicina alle mie caratteristiche fisiche.

A proposito di conquiste, qual è stata quella che non dimenticherai mai e per quale motivo? Ce la racconti?
Sicuramente il secondo posto ai Mondiali in coppia con Martina, il più inaspettato.
Siamo rimaste molto deluse per non aver vinto l’Europeo... era in casa, ci avevamo lavorato molto e sembrava potesse essere alla nostra portata.
Ma al Mondiale non pensavamo nemmeno di salire sul podio.... Poi, al momento delle qualifiche, siamo entrate in pista forse un po’ più tranquille pensando di dare il meglio senza rimpianti... e, quando abbiamo finito, abbiamo guardato il tabellone e abbiamo letto che il nostro era il miglior tempo. Da allora ci abbiamo creduto fino in fondo... anche se la seconda frazionista neozelandese in finale è stata implacabile e così abbiamo finito seconde.

A quali altre discipline ti dedichi?
Essendomi specializzata nel settore veloce della pista, ho dovuto abbandonare il cross e anche la strada svolge per il momento solamente una funzione secondaria al fine della pista.

Come ti alleni e quanto tempo dedichi settimanalmente alle due ruote?
Gli allenamenti sono all’incirca dai 9 agli 11 settimanali, se si contano le doppie sedute. Genericamente ho un allenamento composto da 4 sedute di palestra seguite da rulli, alcuni allenamenti su strada e su ciclomulino e altri in pista con la Nazionale.
Ovviamente, il tempo dedicato agli allenamenti è molto e va dall’ora e mezza a seduta alle tre ore.

Quello appena trascorso è stato il tuo primo anno da élite, un salto di categoria reso ancor più difficoltoso dagli impegni scolastici della maturità. Quali altre problematiche esistono durante questo passaggio? In che modo ci si dovrebbe muovere per migliorare e facilitare il superamento di questi scogli?
La maturità ha giocato un ruolo importante nel 2017 appena trascorso, ma il salto di categoria si è sentito molto.... Per quanto riguarda la pista, più che a livello italiano, lo step si è sentito a livello internazionale. Il settore veloce degli altri Paesi è molto avanti e questo si nota soprattutto nelle categorie maggiori....

All’anno ciclisticamente da dimenticare ha corrisposto il bel diploma da 90/100 che ha coronato il tuo percorso scolastico. Che valore hanno avuto per te la strada fatta e il traguardo raggiunto?
Sicuramente è stato più che positivo ricevere un voto così alto, ma, non vorrei sembrare inopportuna, avrei voluto qualcosa in più. È stato un anno molto impegnativo e il sacrificio, anche a livello di studio, è stato molto e per questo avrei preferito concludere meglio l’anno. Non mi posso comunque lamentare... è pur sempre un 90.

A proposito di lingue, quale prediligi?
Lo spagnolo è la lingua che mi piace di più e che mi sforzo di parlare il più possibile anche nelle competizioni all’estero.

Dedicarsi al ciclismo permette di viaggiare per l’Italia e per il mondo.
Qual è o quali sono state le trasferte ciclistiche che ti ha fatto raggiungere una meta tanto desiderata?
Questo è uno degli aspetti positivi del ciclismo.
Prima di rispondere alla domanda, però, devo ringraziare la Federazione Italiana, i miei genitori e tutte le squadre che mi hanno aiutata in queste trasferte e che mi hanno messo nelle condizioni migliori possibili per poter correre.
Sicuramente Barcellona e Atene sono state due belle trasferte.

Qual è, invece, il viaggio che sogni adesso?
Non sono mai stata in Paesi extraeuropei, ma spero che presto ci possa essere una prima volta. Non ne ho uno in particolare che vorrei visitare, ma mi piacerebbe sicuramente moltissimo, soprattutto se fosse tra le fila della Nazionale ?!

Meglio una valigia piena di sogni o di vestiti?
Sicuramente una valigia piena di sogni, penso sia fondamentale avere un sogno, o più di uno, e combattere e forgiare la propria persona per poterlo raggiungere.

Nella tua, cosa non deve assolutamente mancare?
Nella mia non dovrà mai mancare il sogno di poter crescere ancora, così da poter dare sempre di più e, chissà, partecipare a gare importanti, quelle a cui aspira ogni sportivo e che per scaramanzia non elenco....

Ah, quindi sei superstiziosa?
Sì, sono parecchio superstiziosa e credo che nulla accada per puro caso.

Ora, con il diploma di Liceo linguistico in tasca, a cosa ti dedichi e quali sono i tuoi prossimi obiettivi come donna?
Grazie al mio diploma mi piacerebbe andare a vivere e a lavorare all’estero. Magari proprio in Spagna o in un Paese hispanico. Vedremo....

Il ciclismo è diventato un lavoro per te?
Sì, praticamente sì, anche se si sa che in Italia il ciclismo non è considerato come il calcio, quindi non si tratta di ricevere uno stipendio vero e proprio, soprattutto per noi donne.
Al giorno d’oggi trovare uno sponsor che aiuti la squadra è già molto, calcolando la crisi cha sta colpendo un po’ tutti gli ambienti....
Vorrei approfittarne per ringraziare tutti gli sponsor che appoggeranno la mia squadra e la Federazione.

Cosa c'è nella tua vita oltre al ciclismo? Quali sono i tuoi hobby?
Non avendo molto tempo libero non ho hobby particolari, ma leggere e suonare il piano sono sicuramente i miei preferiti.

Wow... il pianoforte! Cosa suoni?
Suono musica composta per piano più che altro, un po’ di tutto, dipende da quello che mi passa sottomano e dagli spartiti che trovo su internet.

È nata prima la passione per il piano o per la bici?
Quella della bici. Ho iniziato con il piano alle medie dopo che mio zio mi ha insegnato a suonare la fisarmonica, ma dato che questa era troppo grande e pesante era meglio un piano ?.

Il tuo attuale team, l’Eurotarget Bianchi Vitasana, debutterà quest’anno tra le big con il suo ingresso nelle UCI. Dopo il 2017 trascorso sempre nell’Eurotarget, cos’è questa importante metamorfosi per te?
È stato un passo importante per la nostra squadra e sicuramente è un onore far parte di questa formazione. Il primo anno ci permetterà di fare esperienza e di crescere senza bruciare le nostre tappe... è una grandissima opportunità e per questo vorrei approfittarne per ringraziare Giovanni e Nadia, tutti gli sponsor e i genitori che ci permettono di realizzare i nostri sogni.

La tua nomination (possibilmente avversaria) e la motivazione…
Nomino Anna Ceoloni perché è un’ottima persona e anche lei ha iniziato a pedalare tardi in FCI.

Ilenia Milanese
cicliste.eu

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Author: Ilenia MilaneseEmail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

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