Le cicliste

Tra le stelle e i sogni di Martina Fidanza

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I sogni hanno il potere di colorare la nostra vita, ci spingono a dare il massimo affinché si possano avverare, trasportandoci in avanti ed eclissando il ticchettio del trascorrere del tempo. I sogni sono il nostro viaggio verso le stelle e Martina Fidanza ci ha fatto pedalare tra le sue!

8 febbraio 2018. Martina Fidanza - classe 1999 - è al suo primo anno nella categoria élite e al suo ultimo anno di Liceo artistico.
Con il suo estro ha tinto l’introduzione del suo racconto ed è così che la classica domanda “qual è il tuo colore preferito?” è sorta spontanea. Immediata e decisa la sua risposta: “Rosso ☺”....



Il colore dell’amore e della passione, delle emozioni forti, del carisma, dell’energia e della forza. Il colore primario che si impara a riconoscere sin da piccoli, quello più esterno dell’arcobaleno, ma anche il colore della seconda fascia dall’iride che indossa...

Nel 2017 ha vinto i titoli di Campionessa del Mondo Scratch e Inseguimento a squadre con Letizia Paternoster, Chiara Consonni e Vittoria Guazzini. Splendidi risultati che hanno coronato i suoi grandi sogni, colorando di orgoglio non solo la sua vita, ma anche l’Italia e l’intero movimento del ciclismo.
Nata e cresciuta respirando l’atmosfera delle due ruote e circondata di stelle, ecco Martina, la sua immensa passione e la sua vita di sogni....

“La mia passione per il ciclismo non è nata sicuramente per caso, seppur sia proseguita per scelta.

Il ciclismo: l’amore di famiglia
Sin da quando ero piccola ho vissuto circondata da tantissime biciclette per casa. Mio papà, infatti, è un ex professionista vincitore della maglia ciclamino e di tappe al Giro d'Italia e al Tour de France, mia mamma ha fatto parte della Nazionale femminile e, successivamente, anche mia sorella all'età di sei anni ha iniziato a praticare questo sport, influenzata più da degli amici che dal papà.

L’esordio
Già all'età di cinque anni mio papà mi ha fatto provare la mia prima bici da corsa che, a parer mio, era resa ancor più bella dalla vernice verde metallizzata del telaio. Infatti, il colore era in tinta con la squadra al quale mi aggregavo per effettuare i primi allenamenti, ovvero la polisportiva Marco Ravasio di Brembate di Sopra.
Proprio l'anno seguente, in quella squadra, ho iniziato le mie prime gare nei giovanissimi ed ho esordito subito vincendo tra le femmine e piazzandomi 5° assoluta.

Gli altri sport e il ritorno al ciclismo
Da lì è iniziato il mio percorso ciclistico, anche se, durante le categorie giovanili, ho scelto di provare a praticare anche altri sport, come ad esempio il pattinaggio artistico, la pallavolo, la ginnastica artistica e quella ritmica. L'unica cosa che riusciva ogni volta a distaccarmi da questi sport affascinanti era la grande passione per la mia bicicletta.

L’Eurotarget: la squadra di famiglia
Mio papà nel frattempo era riuscito a creare l'Eurotarget, una piccola squadra femminile a Bergamo per le categorie più grandi, nella quale anche io ho deciso di passare per continuare il percorso insieme alla mia famiglia.
Sono passata esordiente nel 2012 e ho ottenuto solo una vittoria nell'ultima gara stagionale.
Ho proseguito riuscendo ad ottenere, l'anno seguente, due podi Italiani, rispettivamente un secondo posto su strada e un terzo posto nella velocità in pista.

La notte delle stelle, anzi no, della STELLA
Il 2013 é stato un anno molto particolare perché nell'indimenticabile notte di San Lorenzo sono stata sveglia con mio papà per seguire in diretta la corsa a punti di mia sorella al Mondiale che è riuscita a vincere, facendomi provare emozioni indescrivibili.
Quella vittoria per me è stata di grande motivazione per gli anni successivi, durante i quali sognavo un giorno di poterla indossare.

I due anni da Allieva
Nei due anni da allieva ho conquistato altri podi agli Italiani e, soprattutto, ho iniziato anche ad effettuare i primi allenamenti con la Nazionale.
Proprio nel secondo anno da allieva ho ottenuto finalmente il gradino più alto all'Italiano in due specialità differenti: la velocità a squadre e la velocità.

Il salto e l’atterraggio tra le grandi e la sorella
L'anno seguente ho dovuto affrontare un passaggio difficile... mi aspettavano le prime vere difficoltà. Da lì a poco mi sono trovata trovata a correre per quasi la maggior parte delle volte, affianco a mia sorella Arianna e ad altre grandi cicliste italiane.

I grandi risultati da Junior primo anno
Nel primo anno da junior ho deciso di continuare ad assecondare le mie caratteristiche, continuando a svolgere in pista l'attività da velocista.
Grazie alla Nazionale, nel corso di tutto l'anno, ho svolto moltissime gare a livello Europeo e Mondiale e sono riuscita ad ottenere due argenti nella velocità olimpica, sia al Campionato del Mondo, che a quello Europeo. Oltre a questi bellissimi risultati ho vinto anche cinque titoli Italiani in tutte le quattro specialità veloci, ovvero velocità, velocità olimpica, 500m e keirin e anche nell'omnium e ho terminato la stagione con tre vittorie e la convocazione al Campionato del Mondo su strada a Doha.

Il 2017: l’anno dei sogni avverati
L'anno seguente, ovvero il 2017 da poco terminato, è stato senza dubbio superiore a tutte le aspettative, sono riuscita a coronare i sogni che tanto desideravo tempo prima.

Le specialità veloci
All'inizio ho proseguito con le specialità veloci, riuscendo ad ottenere la convocazione nella velocità olimpica ad una Coppa del Mondo élite a Los Angeles e anche al Campionato del Mondo a Hong Kong. Queste due esperienze, seppur le ricordi a quasi un anno di distanza, scatenano in me gli stessi brividi provati per essere stata presente a ciò che anni prima seguivo solo dal televisore.

Dalla velocità all’endurance
Appena terminato il Mondiale élite, tramite una decisione presa con il Tecnico della Nazionale Edoardo Salvoldi, sono passata ad aprile nel settore endurance della pista, ovvero nel quartetto.
Il primo mese è stato difficoltoso più degli altri perché mi sono dovuta inserire in un gruppo che in parte si era già aggregato e, soprattutto, perché le differenze che dividono la velocità dal quartetto sono moltissime.
Per fortuna questo passaggio è maturato nel migliore dei modi, infatti, nei Campionati Europei e del Mondo su pista ho vinto sia lo scratch che l'inseguimento a squadre, nel quale, io e le mie compagne, abbiamo ottenuto il record del mondo.
Ai Campionati Europei ad Anadia ho partecipato anche al keirin, ottenendo un secondo posto, seppure la mia preparazione in quel periodo era più improntata per il quartetto.
Nel corso dell'anno ho partecipato anche agli Europei su strada in Danimarca dove ho raccolto un quarto posto e nel mese di settembre ai Mondiali su strada in Norvegia.

Gli importanti step del 2018
Dal 2018 si aprirà un nuovo capitolo della mia carriera, infatti dovrò affrontare un passaggio difficile nella categoria élite, accompagnato anche dal quinto anno di Liceo artistico.
Cercherò di dare il massimo per la mia squadra Eurotarget Bianchi Vitasana che, come me, svolgerà anch'essa il passaggio nella categoria élite diventando UCI.”

Sei stata nominata da Gaia Masetti con la seguente motivazione:
“Nomino Martina Fidanza perché mi è sempre piaciuta come ragazza caratterialmente, fisicamente e ciclisticamente. L'ho sempre presa come punto di riferimento da quando ero piccola e spero tanto in un futuro per lei.”

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Sono stata molto contenta di essere contattata e di poter parlare un po’ di me e del ciclismo in generale, per me è sempre un grande piacere.

Gaia nella motivazione della tua nomination ti ha definita come un suo punto di riferimento, un po’ come è stata tua sorella Arianna per te. Come ti senti a vestire questo ruolo?
Essere nominata da Gaia, che conosco bene, ed essere un esempio ciclistico per lei mi onora molto e sono veramente felice di questo.

Cosa vuoi dire e quali consigli ti senti di dare a tutte quelle ragazze che ti vedono come esempio da seguire?
I consigli che posso dare è di continuare a dare il massimo per questo sport che, nonostante sia molto duro, è capace di regalare emozioni uniche e soddisfacenti.

L’amore per il ciclismo è un valore aggiunto della tua famiglia. A proposito di valori, cosa ti ha insegnato e trasmesso e come ha condizionato la tua crescita?
I valori che il ciclismo mi ha donato credo siano moltissimi, infatti, si può definire il ciclismo stesso una scuola di vita. Impari a capire cosa voglia dire passare dei momenti difficili e quanto sia importante superarli. I valori che il ciclismo implicitamente insegna riguardano anche valori umani come il rispetto e la solidarietà per la squadra, nonostante sia uno sport individuale.

Atleticamente, quali sono i pro e i contro (se ce ne sono) di poter fare affidamento sul supporto di una squadra di famiglia?
Sicuramente avere il supporto della squadra di famiglia per me è stato rilevante. Avere i miei genitori che entrambi in passato hanno provato cosa voglia dire salire su una bicicletta e gareggiare ad un certo livello permettono loro di fornirmi una crescita più tranquilla e calibrata nel tempo senza “bruciare tappe”. Inoltre, credo che loro e tutta la mia famiglia in generale sappia darmi tranquillità, infatti, nulla è preteso per loro e questo è l’errore in cui cadono molti altri genitori che non hanno praticato ciclismo.

E quelli di gareggiare fianco a fianco con una sorella?
Gareggiare con mia sorella mi porta ad avere ancora più grinta perché si va in gara con lo stesso obiettivo. Averla lì vuol dire anche cercarsi sempre in gara e preoccuparsi forse più per la sua condizione/risultato del mio stesso, ma credo sia soltanto un bene per me!

A proposito di Arianna... in cosa vi assomigliate di più e in cosa, invece, siete assolutamente diverse?
Siamo molto orgogliose, testarde e vendicative non lo nego, ma sappiamo difenderci al meglio se c’è bisogno.
Arianna è molto più istintiva rispetto a me, anche se lei riesce molto di più a soffrire. Lei è anche molto più affettuosa e riesce anche a manifestare di più i sentimenti rispetto a me, che, invece, sono leggermente più chiusa.

fidanza arianna martina


Qual è stata la tua vittoria più inaspettata? Ci racconti com’è andata?

Forse la mia vittoria più inaspettata è stata la prima tappa al Giro di Campania..., infatti, nonostante avessi vinto il prologo il giorno prima, sapevo che il percorso non sarebbe stato facile.
Durante la gara ho cercato di tenere duro finché sono riuscita a rimanere nel primo gruppo e nel momento della volata una ragazza era in fuga, ma negli ultimi metri l’ho raggiunta coronando una bella volata!
Quel giorno non pensavo di essere così in forma e di poter raggiungere quel risultato, ne rimasi molto contenta.

L’anno appena trascorso ha incoronato i tuoi sogni ciclistici. Gli altri a che punto sono?
Gli altri per ora sono in un cassetto, quest’anno credo sia un po’ di passaggio. Sarà il primo anno nella nuova categoria ed, avendo l’ultimo anno di liceo, sono un po’ condizionata dalle priorità! Spero già dall’anno prossimo di impegnarmi per poterli realizzare e farli uscire dal cassetto.

Vincent Van Gogh disse: “Io sogno la mia pittura. Poi dipingo il mio sogno.”
Sono i tuoi sogni ad influenzare la tua vita o è la tua vita ad influenzare i tuoi sogni?
Credo siano più i sogni ad influenzare la mia vita, ho sempre la speranza un giorno di poterli raggiungere.

Chi è il tuo artista preferito e quale sua opera ti piace di più?
Penso non si possa porre domanda più difficile!
Per chi ama l’arte non è facile riuscire a trovare un’opera preferita o un artista preferito... se dovessi scegliere un’opera sceglierei il ratto di Proserpina di Bernini e se dovessi scegliere un artista, invece, Caravaggio.

Come ci hai accennato, frequenti l’ultimo anno di liceo artistico. Cosa ti ha dato, cosa ti sta dando e cosa speri che ti darà la tua scuola?
Devo dire che non è stata per niente facile arrivare fino al quinto anno, sebbene io vada bene a scuola.
Mi ha insegnato cosa significano i sacrifici non solo per la sport, ma anche per la scuola, che ho sempre reputato un elemento importante per la vita di ognuno.
Seppur possa sembrare che il Liceo artistico sia di bassa qualità, penso, al contrario, che richieda molto più tempo e dedizione di qualsiasi altro liceo perché oltre alle materie di studio bisogna integrare anche lo svolgimento delle tavole a casa e oltretutto tener conto che a settimana si svolgono 35 ore a scuola.

Come si svolge la tua giornata tipo? Quanto tempo dedichi allo studio e all’allenamento e quale dei due ha la priorità?
Per ora senza dubbio posso dire che la priorità la riservo per la scuola, finché l’avrò terminata. Seppur questa sia la mia prerogativa, ho sempre cercato di non trascurare nemmeno la bici.
La giornata tipo è difficile da stabilire, però, mediamente dedico dalle 6 alle 8 ore (il giorno con il pomeriggio) a scuola e poi torno a casa e mangio di fretta oppure mangio in macchina e mi alleno circa due ore se è inverno che viene buio presto e poi appena torno faccio una doccia e poi mi metto subito a studiare fino alle 20.30 di sera e se necessario proseguo anche dopo cena.

Cos’è il ciclismo per te?
Il ciclismo per me è una grande passione che mi lega non solo a questo mondo, ma soprattutto alla mia famiglia.

In base alla tua esperienza e avendo avuto la fortuna di poterti confrontare con quelle passate dei tuoi genitori, in quale direzione dovrebbe pedalare la grande macchina del ciclismo? Quali principali obiettivi dovrebbe prefissarsi e con quali scopi?
Indubbiamente bisognerebbe riuscire a raggiungere l’obiettivo di un ciclismo più pulito, nonostante già negli ultimi anni si stia raggiungendo.
Credo che siano inevitabili il rispetto e l’equità, le basi indiscutibile per qualsiasi sport. Probabilmente negli ultimi anni si tende, inoltre, a rendere sempre più dure le gare sia femminili che maschili e, secondo il mio punto di vista, bisognerebbe cercare di renderle più spettacolari e meno dispersive per poter recuperare il grande pubblico di un tempo.
Inevitabile poi rimarcare che bisognerebbe colmare il divario che divide il ciclismo femminile da quello maschile.

Il 2018 sarà un anno di cambiamenti per il tuo ingresso tra le élite e per quello tra le big della squadra di famiglia, l’Eurotarget Bianchi Vitasana. Come stai vivendo quest’aria di novità?
Nonostante si siano svolti parecchi cambiamenti, devo ammettere che sono in totale tranquillità e non mi sono posta grandi aspettative per quest’anno, perciò la sto vivendo serenamente.

Spesso il cambiamento è un salto nel vuoto. Tu ti ci butti ad occhi aperti o chiusi?
Sempre ad occhi aperti.

La tua nomination e la motivazione…
Nomino Gloria Manzoni è stata mia compagna di olimpica e ora è anche mia compagna di squadra, mi sono sempre trovata molto bene con lei sia nel ciclismo che fuori.

Ilenia Milanese
cicliste.eu

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