Le cicliste

La leggerezza arrivata in cima e ora, dal tetto del Mondo, Elena Pirrone guarda avanti!

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Come fa una salita a farti sentire leggera? Ce lo spiega la Campionessa del Mondo ed Europea Elena Pirrone, raccontando la sua storia sulle due ruote, tra passione, inconvenienti, soddisfazioni e conquiste... Leggete bene che Elena ha dedicato qualche parola anche per voi!
19 dicembre 2017 - Il 2017 - il suo secondo anno da Junior - è stato un anno da incorniciare... non solo per lei, ma per tutto il ciclismo italiano. È iniziato con la conquista del titolo di Campionessa Europea Cronometro ad Herning e del bronzo Mondiale nell’Inseguimento individuale in pista a Montichiari e si è concluso con i due ori mondiali a Bergen, dove si è laureata Campionessa Mondiale cronometro e strada.


Questa non è solo la storia di una Campionessa, è la storia di una ragazza diciottenne, che, ormai prossima al salto nella categoria élite, dalla cima del Mondo ringrazia il Team che l’ha cresciuta - il G.S. Mendelspeck, gli sponsor, le compagne di squadra e il suo allenatore: il suo papà Renato.
Questa è Elena Pirrone, una giovane donna con la capacità di far sognare e con il grande potere di farlo con tutta la sua semplicità.


“Già da appena nata sono cresciuta a “pane e bicicletta” (ma anche un po’ di latte), in quanto nella mia famiglia c’era e c’è tuttora un’importante passione per il ciclismo. Entrambi i miei genitori hanno corso da giovani e mio papà ha continuato poi a fare l’agonista anche per diversi anni, fino a qualche anno fa. Mia mamma, che spesso seguiva mio papà alle gare, mi ha portato sempre con lei e probabilmente per tale motivo, frequentando l’ambiente delle corse, me ne sono innamorata.

Una bimba con le idee chiare
Dopo un paio d’anni di insistenza da parte mia, finalmente i miei genitori mi hanno assecondato, avendo raggiunto l’età minima per poter gareggiare, iscrivendomi ad un gruppo sportivo della zona.
Già dalle prime esperienze mi sono sentita subito a mio agio in sella a quella biciclettina rossa con ancora le leve del cambio sul telaio, vincendo da subito le prime garette.
Ricordo, anche con un po’ di nostalgia, le trasferte e le giornate di divertimento passate con le/i compagne/i del G.S. Mendelspeck (la squadra con la quale ho corso poi sempre fino ad oggi) ed i rispettivi genitori.

Inconvenienti e risultati da Esordiente
Dopo sei anni trascorsi nella categoria giovanissimi, sono passata nella categoria esordienti nella quale ho ottenuto diversi piazzamenti nei primi mesi della stagione. Stagione interrotta e non conclusa a causa di problemi fisici che hanno richiesto approfondimenti ed uno stop forzato per tutto l’anno.
Nel secondo anno di tale categoria, risolti fortunatamente i problemi fisici, con un nulla di fatto, sono tornata alle gare vincendone quattro, sia per distacco che in volata di gruppo. Ricordo anche, tra i risultati più importanti, il quarto posto ai campionati italiani strada ed il campionato provinciale di ciclocross a fine stagione.

Da Allieva qualche bella soddisfazione in più
Passato l’inverno ho incominciato il percorso nella categoria allieve, capendo da subito che mi sarei potuta esprimere molto bene sia per i percorsi più impegnativi che per le distanze maggiori e così è stato: al debutto a Schiavonia D’Este ho ottenuto la prima vittoria per distacco, seguita, durante la prima stagione, dalla vittoria allo “Jugendtour- coppa Hufschmidt” in Turingia, Germania (breve corsa internazionale a tappe), al primo Titolo Italiano a cronometro bissato poi con la prova su strada, raccogliendo a fine stagione complessivamente una decina di vittorie su strada, cronometro e pista, tra i quali il Campionato Provinciale di quest’ultima specialità.
Al secondo anno, dopo aver ottenuto il secondo posto nella classifica finale dello Jugendtour- coppa Hufschmidt, ho conquistato i Campionati Italiani a cronometro, inseguimento a squadre (pista), cronometro a squadre e l’argento nell’inseguimento individuale (pista). Durante lo stesso anno, ho totalizzato una dozzina di vittorie complessive tra pista e strada, tra le quali spiccano per importanza la vittoria a cronometro agli EYOF (Enternational Youth Olimpic Festival), la prestigiosa Coppa Rosa e la Bizzarone - Madonna del Ghisallo.

Una Juniores che domina il mondo!
Nella categoria internazionale donne junior, sono entrata a far parte della nazionale strada e pista incominciando un percorso che mi ha portato poi alla partecipazione di Campionati Europei e Mondiali sia su pista come riserva del quartetto ed inseguimento individuale, sia su strada in cui ricordo il decimo posto mondiale a cronometro a Doha (Qatar), con il rammarico di non essermi mai potuta esprimere al massimo a causa di problemi fisici di inizio stagione. Nonostante ciò ho conquistato comunque due vittorie su strada in Toscana e nel Lazio.
L’anno successivo, quello appena trascorso, ho vinto la prima gara a cui ho partecipato, la Coppa Sanremo, alla quale si sono aggiunte altre sei vittorie complessive, in aggiunta ai due bronzi ai Campionati Italiani strada e cronometro.

pirrone italia

Ho partecipato inoltre ai Campionati Europei su pista ad Anadia (Portogallo) come riserva del quartetto e ottenendo il sesto posto nell’inseguimento individuale. A quello su strada ad Herning (Danimarca), invece, mi sono laureata Campionessa Europea nella cronometro, che per me è stata una prima grande gioia.
Nello stesso mese di agosto, ai Campionati Mondiali su pista a Montichiari (Brescia), oltre a partecipare come riserva del quartetto, mi sono tolta la soddisfazione di conquistare un’importante medaglia di bronzo nell’inseguimento individuale, abbattendo unitamente alle due atlete con me sul podio, il precedente record mondiale di specialità.
Entusiasta di questi ambiziosi risultati ottenuti, ho partecipato ai Mondiali di Bergen (Norvegia), con la consapevolezza di poter far bene, e così è stato. Mi sono imposta prima nella prova a cronometro e tre giorni dopo anche nella prova su strada. Un bis storico per l’Italia, poiché sono stata la prima italiana a vincere nella stessa edizione dei mondiali due medaglie d’oro, grazie anche al lavoro combinato con i tecnici della nazionale che hanno creduto in me. Esperienza e gioia che mi porterò per sempre nel cuore e che mi farà ricordare le emozioni ed i bei momenti vissuti in terra norvegese e condivisi con il Team Italia e la mia famiglia presente a supportarmi e a darmi forza.

Il passaggio a Élite
Il prossimo anno passerò nella massima categoria con il team Astana, con la quale intraprenderò nuove esperienze ed un altro percorso.

I ringraziamenti
Con questo “salto” volevo ringraziare in modo doveroso il G.S. Mendelspeck (e tutti gli sponsor che negli anni l’hanno sostenuto), che mi ha permesso di crescere in serenità e con i giusti tempi, senza alcun tipo di pressione. Dodici anni di passione che mi hanno fatto concludere le categorie giovanili nel migliore dei modi e che saranno il trampolino di lancio per la mia carriera futura.
Oltre alla squadra e alle mie compagne, che hanno vissuto con me questi anni, ci tenevo in modo particolare a ringraziare con la massima riconoscenza il nostro allenatore/direttore sportivo Renato Pirrone che ha sempre saputo scindere la figura di allenatore da quella di papà e che mi ha “costruito” fino a farmi arrivare a questa svolta.”


Sei stata nominata da Francesca Selva con la seguente motivazione:
“Nomino Elena Pirrone perché provo profonda ammirazione per la strada che ha fatto!”

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Ho pensato fosse una bella cosa… ho letto l’intervista di Francesca e mi è piaciuta molto. È un nuovo modo per conoscere il ciclismo femminile sotto un’altra prospettiva.

Ci racconti le tue vittorie Mondiali a Bergen (come sono andate le gare, quando ti sei resa conto che ce l’avresti fatta, cos’hai provato, ecc...)
Sono felice e soddisfatta di aver centrato l’obiettivo ed ancor di più per essere la prima italiana a conquistare due Campionati del Mondo in due discipline come la cronometro e la strada.
I giorni antecedenti alla cronometro ero molto tranquilla. Ho vissuto quei giorni con serenità, nessuna pressione e piena consapevolezza delle mie possibilità.
Diverso è stato invece l’approccio alla gara su strada, in quanto l’interpretazione del percorso e le dinamiche tattiche lasciano sempre l’incognita sul raggiungimento pieno del risultato di squadra. Poi sapere che eravamo la squadra più temuta, da una parte ci ha dato sicurezza e convinzione e nello stesso tempo anche un pizzico di timore perché le aspettative di vittoria erano alte, ma anche le preoccupazioni affinché tutto andasse nel verso giusto.
Quando sono partita ero molto determinata ad arrivare fino all’arrivo, non pensavo al fatto che potessero riprendermi, pensavo solo a come affrontare i vari tratti di percorso. Solo gli ultimi 5 km ho iniziato a realizzare.
Ciò che ho fatto sarà difficile da ripetere, ma spero che con il tempo e con la pazienza io possa essere nuovamente protagonista in competizioni importanti, anche nella categoria élite.

Di chi sono stati i primi abbracci e le prime parole?
I primi abbracci e parole sono state della mia famiglia che era lì a supportarmi.

Questo bis dorato conquistato sul palco mondiale, in cosa (se lo ha fatto) ha cambiato la tua vita quotidiana?
Non ha cambiato la mia vita, mi ha solo dato più consapevolezza dei miei mezzi e sicurezza per quanto riguarda il salto di categoria.

Lo consideri una conferma, un arrivo o un punto di partenza?
Una conferma per quanto riguarda il lavoro svolto fino adesso ed un punto di partenza per i prossimi anni.

Come hai festeggiato?
Il primo festeggiamento lo abbiamo fatto alla sera in hotel con tutto il Team Italy. Successivamente, una volta tornata a casa, il comune di Laives (la mia cittadina) ha organizzato una festa per festeggiare me e le mie due medaglie d’oro, ma anche la medaglia d’oro vinta ai campionati europei a cronometro ed il bronzo mondiale dell’inseguimento individuale ottenuto ad agosto in pista.

Hai parlato di consapevolezza di poter fare bene, ma le tue aspettative hanno combaciato realmente con i due meravigliosi risultati ottenuti?
Sì. Sono partita dall’Italia con la voglia di salire sul podio.
Sapevo che per la cronometro ne avevo le possibilità. Per la gara in linea ero preparata e determinata a fare bene, ma si sa che in una gara di gruppo tutto può succedere….

Nel ciclismo e, in generale, nella vita, qual è il tuo modo di superare le delusioni e inconvenienti?
Guardo sempre avanti.
Ogni ostacolo e delusione si può superare, bisogna solo avere la pazienza e la grinta giusta per affrontare il tutto ed il coraggio di “rimettersi in sella”.

Il tuo 2017 da ciclista è sicuramente un anno da incorniciare... e quello di Elena, una semplice ragazza di diciotto anni?
Anche.
Ho fatto nuove conoscenze, ho visto posti nuovi e fatto soprattutto esperienze nuove che mi hanno arricchito molto.
Ovviamente qualche rinuncia ho dovuto farla nella mia vita privata, ma questo non mi è pesato perché è un qualcosa che faccio molto volentieri.

pirrone campionessamondo

Tante sono state le conquiste in questi 12 anni in sella. Quali sono gli aspetti più importanti necessari affinché un’atleta trovi il giusto equilibrio per poter dare il meglio di sé?
Penso che il giusto equilibrio sia dato da una giusta programmazione, una buona organizzazione, tanto impegno e costanza. E soprattutto in assenza di pressioni.

Qual è il ricordo più bello con il tuo papà nelle vesti di allenatore?
Le emozioni dopo la prima vittoria da esordiente. Aveva un significato particolare… poi ovviamente la Coppa Rosa ed i due Mondiali.

E quello di papà Renato?
È difficile scegliere un solo ricordo, ce ne sono stati tanti e uno più bello dell’altro. Ricordo con molto piacere tutti i titoli conquistati che hanno dato un’emozione particolare e tra loro diversa.

pirrone papa

L’essere seguita da lui, passo dopo passo nella vita e pedalata dopo pedalata nel ciclismo, è sempre stato facile?

Fortunatamente sì.
Nel ciclismo ha sempre saputo scindere la figura di papà da quella di allenatore, senza mai pretendere nessun risultato o senza mai sottopormi a pressioni.
Certamente ci sono state alcune discussioni, ma mai in ambito ciclistico, come è normale ci siano tra un’adolescente ed una figura genitoriale.
È stato molto presente ed è la persona che meglio mi conosce nel dettaglio come atleta.

Cosa ti piaceva del ciclismo da bambina? Crescendo, gli aspetti che ti piacevano, sono rimasti sempre gli stessi o cos’è cambiato?
In bici mi sono sempre divertita.
Mi sono avvicinata a questo sport perché, oltre che a seguire mio papà alle gare, mi piaceva (e piace tuttora) la dinamica del ciclismo, la forma della bicicletta con quel manubrio strano e le ruote fine, il movimento della pedalata ed il fatto che per restare in equilibro si debba continuamente pedalare.
Oggi, dopo aver “scalato” alcune salite, posso dire anche che i panorami e le emozioni, una volta arrivati in cima, che regala il ciclismo sono incredibili, ti fanno sentire leggera….

Oltre alle persone, ognuno di noi porta con se e dentro di se i luoghi in cui è cresciuto. Quali sono i tuoi più cari?
I luoghi dove ho trascorso la mia infanzia vicino a casa, ma anche le strade che percorro in allenamento.

E i posti migliori dell’Alto Adige per allenarsi?
L’Alto Adige è molto bello in tutto il suo territorio.
Per quanto riguarda le salite c’è l’imbarazzo della scelta: ci sono salite brevi, ma anche lunghe, pedalabili e anche molto impegnative, con panorami spesso mozzafiato come le Dolomiti.
Però se si vuole si può pedalare anche molto in pianura lungo la Valle dell’Adige e bassa atesina.

“Tutto e subito” o “meglio tardi che mai”?
Meglio tardi che mai.
Preferisco fare le cose con calma piuttosto che in fretta e fatte male.

Coltivi altre passioni oltre al ciclismo?
Lo sci di fondo in particolare, ma anche il pattinaggio. Infatti in inverno, quando posso, mi piace andarci con gli amici.

Che scuola frequenti?
Frequento l’ultimo anno al liceo scientifico sportivo “G.Toniolo” di Bolzano. Scuola che mi permette di conciliare al meglio sport e studio, senza trascurare o mettere in secondo piano nessuno dei due. Cosa molto importante!

Cosa ti piacerebbe fare terminati gli studi?
L’intenzione è quella di iscrivermi all’università, ma quale facoltà è ancora da decidere… anche se una mezza idea già ce l’ho.

Quali sono i lati migliori del tuo carattere?
Un mio pregio (ma a volte anche un difetto) è quello di essere molto testarda. Quando mi impunto con un’idea o un obiettivo dev’essere quello, altrimenti niente.

Ti ritieni più tradizionalista o rivoluzionaria?
Tradizionalista.

A proposito di rivoluzioni... come dovrebbe migliorare il ciclismo femminile Italiano e perché?
A mio giudizio bisognerebbe offrire alle atlete maggiori garanzie, soprattutto sotto l’aspetto economico. L’abbinamento sia delle gare che delle squadre femminili a quelle maschili, come si sta avviando e come è in previsione per il prossimo futuro, la ritengo la strada giusta da percorrere per ottenere maggiore seguito al settore femminile.

E a proposito di tradizioni... chi si occupa degli addobbi natalizi a casa?
Di questo si è sempre occupata mia mamma, aiutata dalla mia sorellina che è sempre molto entusiasta, che con la sua creatività è “l’artista” di casa.

La tua nomination e la motivazione…
Nomino Elisa Ronchetti perché è una ragazza molto semplice, simpatica e con tanta grinta.

“Auguro a tutti un felice Natale ed un 2018 ricco di gioia, emozioni e soddisfazioni come lo è stato per me il 2017. Continuate a seguirmi. - Elena Pirrone”

Ilenia Milanese
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Author: Ilenia MilaneseEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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