Uno sguardo nell’armadio dei ricordi di Martina Stefani, scrutando il presente e sbirciando nel futuro

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Ricordi passati, presente e speranze di una donna che, spinta dalla passione e dalle conquiste, ha deciso di dedicarsi al ciclismo. Non è una sognatrice, né una ragazza tranquilla da tacchi e minigonna, è semplicemente lei: Martina Stefani!
16 novembre 2017 - Il divertimento si è fatto serio e le soddisfazioni son diventate più grandi. La passione, l’impegno e le rinunce si sono trasformate in conquiste, maglie e medaglie d’oro.



Sacrifici e risultati che presi singolarmente hanno l’enorme potere di spingere una ciclista a dare il meglio, ma che oggi non sembrano abbastanza per far equivalere diritti e doveri di donne e uomini e di far salvaguardare il ciclismo....
Ad aprire il suo armadio dei ricordi, accompagnandoci in un interessante tour tra passato, presente e futuro (giusto un po’), è la diciannovenne veronese Martina Stefani!

La mia storia non è lunga....
Ho iniziato a pedalare a 8 anni spinta dai miei amichetti delle scuole elementari.
Prima di iniziare con il ciclismo, oltre a giocare a pallavolo perché mia sorella maggiore già praticava questo sport, seguivo anche mio papà che gestiva una pista di motocross (a dire la verità ero molto affascinata dalle due ruote “a motore”).

Nelle categorie giovanili il ciclismo è sempre stato un divertimento... adoravo andare alle gare soprattutto per il succo e la merendina che ci davano dopo la gara, anche se, ammetto, che salire sul gradino più alto del podio e ricevere la coppa ad ogni gara era una piccola grande soddisfazione per una bambina di 8-10 anni.

Quando sono passata nella categoria esordiente/allieva la cosa si è fatta un po’ più seria. Ho iniziato a vincere i primi Titoli Provinciali e Regionali e le soddisfazioni sono diventate più grandi quando ho vinto il Titolo Italiano. È a questo punto che ho pensato di poter continuare davvero a correre a livelli più alti.

Così, nella categoria junior mi sono davvero impegnata a fondo. Sono cresciuta a livello ciclistico e con grande onore sono riuscita a vestire la maglia azzurra.
Ammetto che ancora ora mi emoziono a riguardare le maglie Europea e Mondiale appese nell’armadio, penso che siano ricordi che rimarranno per sempre incisi sul mio cuore!

Da un anno faccio parte della Alè Cipollini Galassia, una delle squadre professioniste più forti del mondo e direi la squadra più forte d’Italia.
Nel 2018 sarò ancora presente nella rosa giallo-fluo e sono convinta che senza la scuola (ho finito a luglio con la maturità al Liceo Artistico) posso impegnarmi maggiormente e aiutare al meglio le mie compagne, magari togliendomi anche io qualche piccola soddisfazione.”

Ma... sei ancora affascinata dalle due ruote a motore?
Beh, certo.
Gli sport "estremi" mi hanno sempre affascinato e diciamo che non sono proprio una ragazza tranquilla, da tacchi e minigonna.

Ripercorrendo e ripensando alla tua storia, credi che questo sport sia utile e adatto ai bambini in generale e alle bambine in particolare? Quali sono i suoi insegnamenti ed aspetti positivi?
Il ciclismo mi ha fatta crescere molto a livello umano e caratteriale.
Penso che correre in bicicletta possa far capire ai bimbi cosa vuol dire sacrificarsi, cosa vuol dire sudare e fare fatica. Insegna a rispettare l'avversario e ad essergli amico fuori dalle transenne della gara.
I bimbi hanno bisogno di divertimento e credo che la bicicletta sia un buon modo per farli divertire.

I risultati concretizzati da esordiente e da allieva ti hanno proiettata nel futuro, spingendoti ad impegnarti di più... oltre alle conquiste, ai sogni e alle speranze, quali altre cose ritieni siano necessarie per poter proseguire ed intraprendere una carriera ciclistica?
Correre in bicicletta è uno degli sport più duri, a mio parere.
L'impegno è la prima cosa che serve per andare avanti nelle maggiori categorie e il sacrificio viene subito dopo. Non uscire al sabato sera con gli amici, non poter mangiare quello che si vuole, andare a letto presto alla sera, sono tutti piccoli sacrifici che noi ciclisti facciamo e abbiamo voglia di fare per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi.
La mia risposta quindi è: passione, sacrifici, allenamenti, testa e cuore. Sono questi gli ingredienti per diventare un ciclista.

Pratichi strada e pista, senza prediligere l’una all’altra. Pensando però ai tuoi obiettivi, in questo momento, quale delle due ti stimola maggiormente ad impegnarti e per quale motivo?
Sì, ho sempre svolto le due attività senza prediligere l'una o l'altra.
Penso che, soprattutto nelle categorie giovanili, la pista sia importantissima perché aiuta ad avere quel colpo d'occhio e quei riflessi pronti che poi sulla strada possono fare la differenza.
Per quanto riguarda me, quest'anno mi sono posta, insieme al mio preparatore, obiettivi maggiori per quanto riguarda le corse su strada e ho intenzione di concentrarmi più su questa via, anche se qualche corsa su pista me la concederò volentieri.

Ci racconti qualche aneddoto delle tue esperienze internazionali? Cosa ti ha emozionato di più e cosa, ricordando quei momenti, ti emoziona maggiormente oggi?
Le mie esperienze Internazionali sono state una più bella dell'altra e mi porto dentro ricordi bellissimi. Gli aneddoti da raccontare sarebbero talmente tanti che ci vorrebbe una giornata intera per leggerli tutti.
Il gruppo di ragazze che si era creato era bellissimo... oltre che compagne di Nazionale eravamo, e siamo tutt'ora, amiche. Penso che questo sia stato il nostro punto di forza all'interno anche delle competizioni.
Le emozioni sono state tantissime, dall'inno cantato a squarciagola sul podio del Mondiale (che sicuramente tutti ricorderanno per la nostra intonazione da 10 e lode), all'oro dell'Europeo vinto in casa con il record del mondo.
Sono tutte emozioni impossibili da dimenticare, che mi porto nel cuore e mi spingono ogni giorno a fare meglio.

È notizia di circa un anno fa (fine novembre 2016), il furto delle tue maglie e delle due medaglie d’oro, conquistate nello stesso anno nell’Inseguimento a squadre ai Campionati Mondiali in Svizzera ad Aigle e agli Europei in Italia a Montichiari. Come ti sei sentita? Che sviluppi ci sono stati poi?
Aspettavo proprio questa domanda... le famose maglie rubate (ahahahah).
Ho archiviato questa parte del 2016 perché penso che sia una cosa che solo una persona senza cuore possa fare.
Mi sono state rubate durante una festa in cui si celebrava il ciclismo giovanile, in cui dei bambini stavano festeggiando le loro imprese fatte nella stagione appena trascorsa e un gesto simile è stato fuori luogo ed è andato contro il significato di quello che si stava festeggiando.
Ovviamente le medaglie e le maglie non sono state più ritrovate, ma per fortuna l'UEC e l’UCI hanno provveduto ad inviarmene delle altre originali che ora sono al sicuro nell'armadio dei ricordi insieme a tutte le altre.

Europei che nel 2016 si sono svolti a Montichiari, nell’unico velodromo coperto in Italia che ora rischia la chiusura a causa di infiltrazioni d’acqua dalla copertura... il tuo pensiero al riguardo? Quanto ritieni importante questa struttura e, in generale, le strutture per il ciclismo sulle quali sempre più spesso non si investe più?
La pista di Montichiari penso sia il luogo più importante per quanto riguarda il movimento pista del ciclismo italiano. È il punto di riferimento della Nazionale italiana e penso che sia davvero un peccato che ora sia in queste condizioni.
Mi permetto di dire, che è l'ennesima dimostrazione che i risultati avuti in questi anni dagli atleti italiani non siano serviti da input per continuare a salvaguardare il velodromo e il ciclismo in generale.

Hai terminato il Liceo artistico. Hai già tirato anche le somme? Cosa ti ha dato questa scuola?
Sì, ho appena concluso questo percorso. A mio parere, il più importante nella vita di un ragazzo perché è ciò che ti farà avere un futuro.
Sono contenta di come è andata la mia vita da studente e sono contenta di aver scelto 5 anni fa questa scuola.

Cosa fai quando non sei in sella alla tua bicicletta?
La fotografia, materia principale della mia scuola, mi ha sempre appassionato e quando non sono in sella a pedalare mi diverto a scattare foto, a modificarle e a creare video/piccoli film di qualsiasi genere.

A fronte di quanto trapelato dalla bozza della Legge Finanziaria 2018 riguardante il finanziamento triennale di 6 milioni di euro al Giro d’Italia, cicliste.eu ha lanciato una petizione diretta al Ministro dello Sport per chiedere un contributo economico anche all’equivalente femminile - il Giro Rosa.
Petizione che, in 2 settimane, è stata sottoscritta da circa 900 persone.
A fronte dell’ennesima disparità di trattamento tra donne e uomini, perché il movimento del ciclismo femminile non riesce ad unirsi per chiedere il rispetto di quelli che, nel 2017, dovrebbero essere i propri diritti? Perché secondo te è così difficile, nel nostro Paese, far equivalere i due sessi?
Tasto dolente questo, la parità dei diritti è e lo è sempre stato in qualsiasi ambito. Ho firmato la petizione e sono orgogliosa di averlo fatto perché come gli uomini si sacrificano, anche noi donne lo facciamo e abbiamo il diritto e il dovere di ricevere ciò che anche agli uomini viene dato.

Cosa vedi nel futuro di questo sport?
Nel futuro di questo sport spero di vedere più convinzione da parte di tutti. Spero di vedere che la macchina del ciclismo funzioni meglio di come sta funzionando ora e spero di vedere sempre più squadre femminili e squadre giovanili che, per colpa della crisi economica, si stanno dimezzando a vista d'occhio.

E nel tuo futuro di donna?
Non amo molto pensare al mio futuro, non sono una sognatrice.
Tengo i piedi ben saldati a terra e cerco di dare il meglio vivendo ogni giorno come fosse l'ultimo.
La mia carriera ciclistica spero sia più lunga possibile, ricca di soddisfazioni ed emozioni. Fuori dalla bici, come ogni donna, anche io sogno una famiglia.

La tua nomination e la motivazione…
Greta Marturano. Mi piacerebbe che anche altre atlete che ancora non hanno avuto l’onore e la possibilità di vincere titoli importanti possano raccontare la propria storia e il loro ciclismo, grazie mille!!

Ilenia Milanese
cicliste.eu

©RIPRODUZIONE RISERVATA


Petizione "Sosteniamo il Giro Rosa": https://www.change.org/p/ministro-dello-sport-luca-lotti-finanziaria-2018-sostegno-al-giro-rosa 

Velodromo Montichiari: https://www.cicliste.eu/redazione/comunicati/287-un-velodromo-all-italiana-mette-in-ginocchio-il-ciclismo-su-pista.html

 

Author: Ilenia MilaneseEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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