Downhill, emozione ed energia. Immersi nella natura con Eleonora Farina, biker del team GB Rifar Mondraker.
12 ottobre 2017 - È Eleonora Farina - trentina, classe 1990, dominatrice del Circuito Nazionale Gravitalia DH 2017, terza classificata nella Coppa del Mondo DH Vallnord 2017 e Campionessa Europea Downhill Donne Élite 2017 a Sestola - a raccontarci e farci conoscere qualche aspetto della sua vita e della sua disciplina.

Dopo Andorra 2015 e Val Di Sole 2016, hai partecipato al tuo terzo Mondiale: Cairns 2017 in Australia e, nella finale dello scorso 10 settembre, per dei problemi sul cronometraggio dei tempi della francese Miriam Nicol, ti sei vista assegnare e togliere la medaglia di bronzo. Una spiacevole esperienza condivisa con l’australiana Tracey Hannah, che, pur rimanendo sul podio, ha visto sfumare l’argento iridato per il terzo posto. Inconvenienti tecnici che, soprattutto in un mondiale, non dovrebbero succedere…

Come hai vissuto quei momenti?
È stata una spiacevole avventura, ma allo stesso tempo, concludere al quarto posto - il miglior risultato della stagione - è stato ragione d’orgoglio.
Avere la possibilità di vivere quell’insieme di emozioni che si provano quando ti dicono che hai concluso terza al mondiale, vedere gli amici che esultano con te… tutto questo, ed altro, è stato un grandissimo privilegio.
Sogno di arrivarci ancora e quest’idea sarà d’aiuto come stimolo durante il prossimo inverno.

In questa esperienza mondiale, come ti sei trovata con le tue compagne di Nazionale?
Il rapporto con le mie compagne è sempre stato molto buono, ci siamo aiutate e supportate a vicenda, durante tutta la lunga ed emozionante trasferta australiana.
Inoltre, abbiamo alloggiato insieme ai ragazzi della nazione cross country e si è formato un gruppo molto bello! Con loro, essendo molto più numerosi, ci si sostiene con più vigore.

Allenamenti e gare occupano sicuramente gran parte del tuo tempo. Cosa ti spinge a farlo e, passione per le due ruote a parte, quali sono le tue priorità?
Negli ultimi anni dedico la mia vita alle due ruote perché mi rende felice, adoro viaggiare e vedere posti nuovi, provare il brivido della gara, sentirmi viva durante la discesa.
Dedico la mia vita a sentirmi bene, a prendermi cura di me stessa il più possibile in mezzo alla natura, stare con gli amici, la famiglia e lo sport in generale.

Da quanto tempo pratichi e in che modo ti sei appassionata a questo sport?
Ho sempre fatto tantissimi sport differenti, senza mai smettere di praticarli, e ho gareggiato fin da quando ero bambina.
Pratico questa disciplina da cinque anni - non molto - e la passione è nata grazie al gruppo di amici che, al tempo, si era formato. Giravamo sempre insieme nei vari Bike Park e, in autunno, sui sentieri di casa, passavamo in compagnia dei weekend divertenti. Ben presto, io e un amico abbiamo cominciato a gareggiare in categoria amatoriale nel circuito italiano.
Non avrei mai neanche immaginato allora di arrivare a raggiungere risultati di così alto livello.

Qual è il tuo team e il tuo Direttore Sportivo?
Corro da due stagioni per il GB Rifar Mondraker, team bresciano. Il mio direttore sportivo è Giorgio Lancini.

L’essere una donna, è mai stato un ostacolo o un limite per seguire questa specialità?
Assolutamente no.
Non è mai stato un problema essere una donna, anzi i ragazzi ti sostengono e aiutano.
C’è chi all’inizio, per esempio, era disposto ad aiutarmi a mettere la bici sulla seggiovia… e io - con orgoglio - dimostravo di essere forte abbastanza per sollevarla da sola. Era divertente.
Mi piace l’idea di gareggiare sulla stessa pista maschile e poter confrontarne i tempi.

Definisciti con qualche aggettivo.
Sono tranquilla, ma allo stesso tempo energica, coraggiosa e determinata.

Trovi sempre il coraggio di lanciarti giù da una collina in sella alla bicicletta?
Mi piace l’emozione che provo mentre scendo nel bosco sulla bici e sì, a volte il coraggio viene meno, ma cerco sempre di affrontare ogni passaggio con la giusta energia.
Arrendermi sarebbe come buttare all’aria tutto. No, la resa è da vigliacchi.
Non nego, però, che in certe gare andate male è stata dura cercare il lato positivo, apprendere dall’errore e voltare pagina.

Che rapporto hai con la natura e cosa ti intimorisce di più di essa?
Ho un rapporto bellissimo con la natura, amo starne immersa. Mi ritrovo più in sintonia con gli elementi naturali che con le persone. 
Quello che mi intimorisce di più non sta nella natura, ma nel grigiore del cemento.

Quale esperienza inerente a questo sport porti nel cuore?
Porto nel cuore tutte le esperienze e le avventure, tutto il percorso fatto fino adesso, i luoghi magici che ho visto, le persone che ho avuto il piacere di conoscere, le grandi vittorie e le brutte sconfitte.

E la vita?! La affronti come una discesa?
Cerco di affrontare la vita nel modo più sereno possibile, cercando di ottenere i miei obiettivi, divertendomi lungo il percorso.
La vita sarà anche in salita, ma se mentre sali non canticchi e sorridi che gusto c’è?!?

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi da donna e da donna sportiva?
Da donna punto a crescere interiormente e arrivare a concepire una consapevolezza di me, tale da rendermi forte mentalmente e pronta ad affrontare le gare al meglio.
Da donna sportiva il mio prossimo obiettivo è quello di allenarmi il più possibile durante l’inverno per arrivare in alto nella prossima stagione di Coppa del Mondo.

Ilenia Milanese
cicliste.eu

@RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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