A ruota libera con Marianna Grisotto e il suo amore per il ciclismo

Marianna Grisotto è una vicentina di 15 anni che iniziato la sua carriera ciclistica quando aveva 10 anni nella categoria G4.
"Sono sempre stata appassionata di questo sport - ci confida Marianna - perché mio zio ha corso in bici fino a dilettante e seguendo le sue gare e i suoi racconti che ho scoperto di essere attratta dal ciclismo."


Marianna ha cominciato con il Veloce Club Bassano che tutt’ora ringrazia per l’insegnamento... assieme a Clara Calsamiglia e Beatrice Trento divenute sue grande amiche e che tutt’ora corrono nella sua stessa squadra.

"Le prime gare nella categoria giovanile furono una specie di disastro perché era la prima volta che toccavo una bici da corsa e non ero molto pratica. Con il passare del tempo presi confidenza e mi abituai a quel clima e arrivarono i primi risultati e la prima vittoria."

"Mi piaceva come sport e quindi ho deciso di continuare e provare a fare un anno di esordiente con la squadra Team Wilier Breganze, società molto ambita e una delle migliori... dove incontrai persone nuove e affrontai nuove esperienze come correre con 100 atlete o più..."

Il passaggio tra le esordienti
"la carriera da esordiente non è andata molto bene, ho fatto qualche piazzamento ma non ero per nulla soddisfatta e abbastanza demotivata a continuare questo sport... ma non mi arresi e decisi di continuare!"

Quest'anno è stato un anno di grandi emozioni perché a marzo, con l'inizio delle prime gare, vedevo già i miglioramenti, sapevo orientarmi meglio all’interno del gruppo. A luglio ho fatto il mio primo piazzamento in una notturna e dopo, in Piemonte, mi sono classificata 7ma e domenica sono arrivata 3° nella gara a Tarzo. Un'emozione indescrivibile anche perché non me lo immaginavo di fare un piazzamento nelle prime. Un ringraziamento particolare va alle mie compagne di squadra e al mio Team per il sostegno e per aver creduto in me.

Che spazio occupa il ciclismo nella tua vita ? Che cos'è per te ?
"Il ciclismo per me è uno sfogo dove posso scaricare tutti i miei problemi e tensioni che accumulo con la scuola e con le persone... è una sorta di “rimedio” per affrontare le difficoltà della vita"

Quali le difficoltà che hai scaricato in quest'ultimo periodo ?
"La scuola, che mi impegna tanto tempo... infatti sto frequentando il liceo scientifico e il ciclismo è un momento per staccare da tutto."

Cosa ti ha insegnato questo sport ?
"Il ciclismo è una sorta di “sfida” tra te e la bicicletta e a me piacciono le sfide perchè mi permettono di migliorare le mie prestazioni e conoscere me stessa.
Il ciclismo mi ha insegnato a saper perdere ed accettare le sconfitte... mi ha insegnato che per volere qualcosa, come un risultato, serve molta tenacia e costanza e che i risultati non arrivano senza aver fatto sacrifici o fatica..."

Quali sono le sfide migliori che hai avuto con la bici ?
E quelle peggiori ?
"La peggiore e stata quando in una gara, che mi sentivo in forma, prima di una salita sono caduta e perdendo posizioni non sono riuscita a rimontare sul gruppo e mi sono staccata. Ci sono stata molto male ma dopo, pensandoci con calma, ho capito che avrei avuto altre occasioni per mettere alla prova le mie qualità, grazie all'amore che impiego in questo sport.

La migliore sfida è stata ad esempio quella di domenica che alla partenza mi sentivo stanca e pertanto avevo deciso di aiutare le mie compagne di squadra e di finire la gara... La svolta a metà corsa quando ho sentito più forze e mi sono messa ad aiutare una mia compagna per conquistare la maglia del Campionato Triveneto. All’ultimo giro, nell’affrontare l'ultima salita ho pensato che anche io sono uguale alle altre, non ho nulla di diverso, e come loro faccio fatica e così ho deciso di fare la mia gara ed è arrivato un buon piazzamento che mi ha dato fiducia: ho preso la salita in 20ma posizione ma recuperando sono arrivata ai 150 mt in 4° posizione e ho concluso in 3° posizione."

Che cosa ti raccontava tuo zio del ciclismo ?
"Mi ha sempre detto che è uno sport che ti da un sacco di soddisfazioni ma anche tante amarezze specialmente quando sei ad un certo livello. Che pretendono sempre un risultato anche se non sei in piena forma fisica o quando il fisico non riusciva. Che pretendono di darti qualcosa per aiutarti e dal momento che tu non lo accetti ti consideravano zero..."

Come ha superato queste amarezze e cosa ti hanno insegnato?
Hanno fortificato il mio carattere, amo troppo il ciclismo per farmi abbattere. Mi hanno insegnato che devo essere forte ed avere carattere."

La tua prima vittoria... quale significato ha avuto ?
La prima vittoria l'ho fatta da giovanissima, non ci avevo fatto tanto caso ma sapevo e speravo che magari con quella vittoria il Team Wilier Breganze mi prendesse in squadra perché ci tenevo tanto ad andare in questa squadra."

Come mai?
"Perché è una squadra molto ambita e volevo essere in squadra con le mie amiche.. per fortuna ho fatto proprio la vittoria quando il presidente del Team Wilier Breganze era venuto a vederci."

Sembra che se non ottieni risultati in qualche modo ti preoccupi o meglio ti deprimi, se fosse cosi, perché ??
Mi impegno molto e faccio tanti sacrifici e vedere alla domenica, dopo tutta la settimana passata ad allenarmi e rinunciando alle uscite con le mie amiche, che non riesco a fare un risultato mi fa stare un po’ male perché mi chiedo: cosa ho sbagliato? perche non riesco a far vedere il meglio di me?"

Il ciclismo ti ha deluso in qualcosa ?
"mi delude il fatto che non si parli praticamente niente del ciclismo femminile ma solo di quello maschile... secondo me noi abbiamo il diritto di essere seguite come il ciclismo maschile, perché impieghiamo la stessa fatica e facciamo molti sacrifici come loro.
Quindi non vedo il senso di seguire solo il ciclismo maschile e non quello femminile."

Differenze tra ciclismo femminile e maschile ?
"Il ciclismo maschile e molto più seguito e ci sono gare molto importanti come il Tour De France e il Giro d’Italia... sono gare molto seguite. Anche le donne fanno il Giro Rosa ma non è trasmesso in TV e ci viene dato anche meno importanza perchè siamo femmine."

Cosa si potrebbe fare per far crescere il ciclismo femminile ??
"Parlarne di più sui giornali, sulla tv e come fate voi."

Come ti alleni durante la settimana ?
Al lunedì vado a fare un’oretta di scarico per rilassare le gambe...
al martedì di solito si fa allenamento impegnativo e il percorso varia in base alla tipologia di percorso della gara di domenica..
al mercoledi c’è uscita libera e quindi un po’ di scarico mentre al giovedì si fa allenamento: a volte lo facevamo con le juniores, a volte partecipiamo alle notturne...
al venerdì facevamo pista ma ora ci stiamo concentrando più su strada e quindi si fa un'uscita libera o assieme.
Il Sabato si fa scarico e alla domenica si gareggia.
Ogni settimana varia in base alla gara che c’è alla domenica e in base alla stanchezza delle atlete."

Entrare nella categoria esordienti non è stato facile, cosa ti ha spinto a dare il meglio di te e soddisfare le tue ambizioni ?
"Sempre e solo l’amore è la passione per la bicicletta.
Mettermi in gioco e vedere i miei limiti perché con la bicicletta si arriva sempre al limite quando si gareggia e ogni volta mi stupisco di me stessa perché riesco ad arrivare oltre al limite che penso sia il mio."

Questa stagione è stata per te, forse una delle migliori, con ottimi piazzamenti... cosa hai provato ottenendo questi, chiamiamoli così, “successi” ?
"Si, è stata una delle migliori se non la migliore... ho provato una soddisfazione immensa e ho cominciato a credere un po’ più in me stessa e questi “successi” li devo soprattutto alle mie compagne di squadra che hanno sempre creduto in me anche quando io ero demoralizzata. Mi hanno sempre supportato anche i miei allenatori e aiutanti e il presidente del Team, oltre naturalmente ai miei genitori e a tutti gli amici che mi sono sempre stati accanto..."

Cosa ti aspetti dal ciclismo ?
"Sincerante niente... io mi aspetto di più da me stessa perché dipende tutto da me."

Cosa ti piace del ciclismo ?
"Mi piace il fatto che non è uno sport come gli altri...mi piacciono le cose difficili e il ciclismo è proprio uno sport difficile che non vinci solo per avere la forza ma devi avere anche la testa se no non vai da nessuna parte e poi è bello perché è uno sport di squadra che quando vince una vincono tutte nello stesso modo."

I pericoli in strada... Cosa si potrebbe fare per salvaguardare di più i ciclisti e le cicliste ?
"Fare regole più severe e rispettarle... ci sono persone in giro che odiano proprio i ciclisti in strada, infatti si avvicinano troppo con le macchine e rischiano di farci cadere."

Hai nuovi obiettivi per la prossima stagione ? Se si, quali ?
Intanto penso a terminare questa stagione con una vittoria e per l’anno prossimo mi piacerebbe tanto andare in Germania con la Nazionale e quindi mi impegnerò molto per raggiungere questo obiettivo ed essere convocata agli italiani... poi si vedrà!"

Cosa studi ?
"Frequento il liceo Brocchi Scientifico a Bassano del Grappa"

Quali sono i tuoi sogni ?
"Il mio sogno è quello di vincere una gara e di diventare famosa...sogno in grande per non perdermi niente:
quello più grande sarebbe vincere l’italiano."

Come vedi il tuo futuro tra ciclismo e vita in generale?
"Sicuramente dovrò rinunciare a tante feste e a tante uscite con gli amici ma l'amore del ciclismo è troppo grande..."

Chiara Rinaldi

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