Giovani cicliste crescono: ecco Arianna Corino

15 gennaio 2018 - Nel 2017 di Arianna Corino gli obiettivi raggiunti hanno fatto a pugni con un sogno infranto, ma la sua ricetta fatta di determinazione, sacrificio e impegno, l’ha fatta risalire presto in sella, aiutandola a superare le conseguenze di un brutto infortunio.
Ora la aspetta la sua nuova avventura da Junior primo anno... l’occasione per rimettersi in gioco, tornando a divertirsi inseguendo la sua grande passione.


Arianna ha sedici anni (ne compirà 17 il prossimo 23 aprile) ed è il suo amore per la competizione che l’ha fatta avvicinare ed innamorare della bicicletta.

Il suo primo “sfidante”?!
Un campione, con cui divide la sua vita, il ciclismo e anche lo sci e la cucina...: papà Mauro!

“La mia passione per il ciclismo è iniziata all’età di 5 anni perché sentivo spesso parlare dei numerosi titoli ottenuti da mio padre in bici.

Un campione per papà
Mio papà Mauro è un ex ciclista. Ha vinto 2 titoli italiani, il primo da Juniores secondo anno nel quartetto nel 1991, il secondo al suo primo anno da dilettante al Campionato italiano militare nel 1992. Nello stesso anno ha sfiorato il podio nell’inseguimento individuale e nel quartetto ai Campionati del mondo militari e, nel 1993, ha partecipato ai Campionati del mondo, arrivando secondo nella prova scratch race (purtroppo era una nuova specialità e la prova era dimostrativa, è stata riconosciuta come titolo mondiale solo l’anno successivo).
A me piace la competizione ed è proprio perché volevo provare a diventare più forte di quello che era lui che ho deciso di iniziare con il ciclismo... ahahah

La prima squadra e la prima gara
Appena mi è stato possibile ho incominciato a gareggiare nell’Alba-Bra-Langhe-Roero. La prima gara ce l’ho ancora impressa: sono stati i due giri più lunghi della mia vita, durante i quali mi è caduta la catena. Per fortuna è successo davanti al mio direttore sportivo che me l’ha tirata su in modo che potessi tagliare il traguardo anche se in lacrime.

Da Giovanissima
Nelle categorie giovanili ho ottenuto molteplici vittorie, ma a soddisfarmi di più è stato sicuramente il secondo posto su strada al meeting giovanile da G6, anno in cui ho cambiato squadra passando al Melograno.

Il tricolore e i due anni da Esordiente
Nella categoria esordiente ho gareggiato per il Racconigi Cycling Team.
Al primo anno, dopo alcuni buoni piazzamenti, sono riuscita a centrare il risultato più grande: il campionato italiano su strada.... È stata un’emozione indescrivibile e mi ci è voluto diverso tempo per realizzare.
Il secondo anno tra le esordienti è stato un po’ deludente con pochi piazzamenti, ma passando allieva, mi sono riscossa.

Da Allieva, la riscossa...
Durante tutto il primo anno sono quasi sempre rimasta tra le prime 10 classificate, senza però riuscire a centrare la vittoria.
La categoria allieva secondo anno è iniziata nel migliore dei modi e sembrava procedere davvero bene, avendo ottenuto 4 vittorie su strada e la convocazione per partecipare agli Eyof, per i quali mi ero impegnata duramente tutto l’inverno e tutto l’anno.

Interrotta...
Purtroppo, il 16 luglio - 5 giorni prima della partenza per Gyor con la Nazionale - durante il Campionato Regionale di strada a Pinerolo, sono stata vittima di una caduta che mi ha procurato la rottura di tre dita, tra cui una scomposta ed una esposta, la rottura dello zigomo sinistro, la lussazione di entrambe le spalle, una lesione al ginocchio sinistro, trauma cranico e facciale e slogatura della cervicale.
Questa brutta caduta mi ha impedito di continuare la stagione e, a settembre, nonostante io fossi pronta al rientro, non mi è stata data l’occasione.

Il passaggio a Junior
La prossima stagione correrò per la società Vo2 Team Pink, che nel corso degli anni precedenti mi ha sempre dato sensazioni positive e, dai primi contatti, si conferma anche meglio.”

Sei stata nominata da Eleonora Camilla Gasparrini:
“Nomino Arianna Corino perché è stata una delle avversarie più temibili che purtroppo ha dovuto interrompere la stagione a causa di un brutto incidente in gara che non le ha permesso di essere presente con la Nazionale agli Eyof di Gyor.”

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Ringrazio Eleonora, stimatissima avversaria e amica, per la nomina.
Appena mi avete contattata ero molto contenta per la nomination e sinceramente non me l’aspettavo.
Ho accettato perché ho sempre letto le altre interviste e mi piaceva l’idea di essere tra quelle.

Oltre alla competizione che caratterialmente ti ha spinta e ti spinge al confronto con tuo papà Mauro e con le sue conquiste, cos’ha contributo a farti scegliere questo sport? Cosa rappresenta il ciclismo per te e cosa ti piace?
A darmi l’input per iniziare a gareggiare è stato mio cugino, iscrivendosi alla sua prima squadra.
Poi, col passare del tempo, il ciclismo per me è diventato un modo per non pensare ai problemi e sfogarmi.

Qual è il ricordo più bello con il tuo papà?
Il ricordo più bello con mio padre è quando mi hanno dato i fogli che attestavano la mia partenza per Gyor... il suo sorriso pieno di orgoglio me lo ricorderò per sempre.

In cosa lo batti e in cosa lui, invece, batte te?
Beh, ora lui non riesce più a venire in bici con me perché lavora tutto il giorno, ma ci sfidiamo sugli sci e siamo in continua lotta... ahahaha.

Seguire le orme di un campione, quanto e come ti è stato utile per crescere come atleta?
È stato utile perché mi capisce molto nei miei momenti critici e riesce a spronarmi nel modo giusto.

E come piccola donna quasi diciassettenne?
Mi ha aiutata molto più che altro per i sani principi che ha un atleta.
Mi ha sempre cresciuta facendo attenzione agli aspetti comportamentali corretti che lui aveva nei confronti della Nazionale.

Com’è stato riuscire a vestire il tricolore da Esordiente? Che cosa ti rimarrà per sempre impresso di quell’esperienza?
Riuscire a vincere il tricolore è stato magnifico, un sogno che si è avverato.
All’inizio non ci credevo e la cosa che mi è rimasta più impressa è stata la reazione di mia sorella durante le premiazioni... vederla in lacrime per l’emozione.

Quali sono gli ingredienti che metti tu per arrivare al risultato sportivo finale?
Sicuramente il sacrificio e l’impegno.
Per me è sempre un po’ difficile dire di no ai miei amici per le uscite o vederli andare a ballare mentre io devo rimanere a casa perché il giorno dopo ho una gara, ma penso a dove voglio arrivare ed è ciò che mi dà la forza.

Quelli che utilizzi, invece, nella vita quotidiana?
Penso che rimanere a casa a guardare la tv o a riposarsi sia uno spreco di tempo, quindi, nella vita quotidiana cerco di impegnarmi sempre tra scuola, allenamento, amici, compiti e qualche lavoretto.

E a proposito di ingredienti, ti piace la cucina?
Sì, mi piace molto la cucina anche perché mio padre è proprietario di una gastronomia, quindi, quando vado ad aiutarlo cucino sempre molto.

Il tuo piatto preferito?
Il mio piatto preferito è sicuramente il pollo alle mandorle.

La rovinosa caduta durante il Campionato Regionale, ha impedito la tua partecipazione in azzurro alla 14esima edizione del Festival Olimpico della Gioventù Europea.
Durante il periodo di stop, cosa ti è mancato di più?
Il periodo di stop è stato davvero demoralizzante e mi sono mancate in particolare la compagnia dei miei amici ciclisti e la competizione della gara.
Infatti, appena potevo andavo a vedere le gare.

A distanza di un semestre, cos’hanno lasciato in te e come vedi quel fattaccio e la conseguente assenza a quell’evento?
La caduta è successa e l’unica conseguenza è stata un po’ di paura nella guida della bici, ma accorgendomene mi sono impegnata a combatterla ed ora sono pronta a gareggiare.
Ancora adesso a pensarci rimpiango tantissimo di non essere stata ferma quel giorno. Ho dedicato tutto l’inverno ad una dura preparazione per poter partecipare a quell’evento ed è stata una vera delusione non riuscirci.

Da tutto ciò che è stato, ti senti cambiata? Se sì, in cosa?
No, in verità non mi sento cambiata, continuerò ad impegnarmi in egual modo. Una caduta non mi ferma.

Quali sono gli aspetti della vita che per te contano di più?
In quest’ultimo periodo sono in ordine: famiglia, ciclismo, amici e scuola.

Che scuola frequenti e qual è la tua materia preferita?
Frequento il Liceo delle Scienze applicate.
In genere mi piace molto matematica, principalmente algebra, e fisica, ma dipende sempre dagli argomenti.

Un compagno di squadra e un compagno di classe che cosa sono per te e quali caratteristiche sono fondamentali in ciascuno dei due?
Le compagne di squadra devono essere una seconda famiglia (con loro ci devo stare tutta l’estate) e se non ci si trova bene non ci si può aiutare neanche in gara.
Invece, un compagno di classe per me è un amico, ma in genere non l’amico con cui uscire a prendere un caffè... ovviamente dipende poi da chi è.

Ci racconti una tua giornata tipo?
La mia giornata inizia con la sveglia alle 7.10. Dopo cinque ore di scuola, pranzo o da mamma o da papà e subito dopo allenamento (che occupa gran parte del pomeriggio). Finito l’allenamento, in genere, vado a prendere un caffè coi miei amici, ceno o da mamma o da papà ed infine mi dedico ai compiti alla sera.

Ti accontenti facilmente o non ti accontenti mai?
Dipende dal contesto, in ambito ciclistico non mi accontento facilmente, invece a scuola sì.

A quali discipline del ciclismo ti dedichi e cosa ti piace di ciascuna?
Mi dedico principalmente a strada e pista.
La strada mi piace perché ho iniziato da lì, invece la pista per le specialità che si possono fare.

La tua indole ti ha portata ad inseguire i tuoi sogni in sella alla bicicletta. Quali sono le tue speranze per questa nuova avventura da Junior?
Sicuramente divertirmi, poi quello che arriva arriva.
Da junior primo anno è sempre molto difficile ottenere grandi risultati.

E le tue speranze per l’intero movimento del ciclismo femminile italiano?
Io spero che col passare degli anni diventi sempre più seguito, in modo da riuscire ad organizzare più gare durante l’anno ed arrivare al punto che grandi eventi come il Giro d’Italia femminile sia seguito come quello maschile.

Cosa speri per te e per il tuo futuro?
Beh, ovviamente spero di riuscire ad andare avanti con la mia passione e ad arrivare ad alti livelli.

La tua nomination e la motivazione…
Nomino Matilde Vitillo perché siamo state compagne di squadra per 3 anni e con il suo entusiasmo e la sua forza mi ha sempre spronata a far meglio.

Potete seguire Arianna sul suo profilo Instagram: ari_cori
Il sito del suo team: www.vo2teampink.it

Ilenia Milanese
cicliste.eu

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