Giovani cicliste crescono: ecco Gaia Masetti

5 gennaio 2018 - Gaia Masetti ha accettato la nomination di Nicole D’Agostin per ripercorrere con noi la sua storia sulle due ruote, nata da una vittoria e dalla grande passione di papà, Lorenzo, e condivisa con il fratello maggiore, Simone.
Vive a Fiorano Modenese e ha compiuto 16 anni il 26 ottobre scorso.
Nonostante la sua giovane età, determinazione e idee chiare certo non le mancano! Sarà per questo che quando corre preferisce la salita e che se la cava bene anche a scuola (topografia compresa)?!



“Ho iniziato ad andare in bicicletta all'età di 6 anni.

La passione trasmessa da papà
Mi ha trasmesso questa passione mio papà che ha sempre corso in bici sin da piccolo. Ha corso agonisticamente fino ai dilettanti, poi ha preso la strada del ciclismo amatoriale che ha abbandonato da quando ha avuto me e mio fratello.

Un amore a prima vittoria
Inizialmente non avevo la minima intenzione di salire in sella a una bicicletta e gareggiare. Reputavo il ciclismo come uno sport maschile (dato che qui da me ci sono come sport ideali femminili solo danza e pallavolo) e avevo tanta paura di cadere.
Poi però, ben presto mi sono ricreduta e appena terminata la prima gara da vincitrice, posso dire di essermi completamente innamorata di questo sport.

Il ciclismo: un gioco diventato un piccolo lavoro
Ho sempre praticato questo sport come gioco, come penso debba essere, anche se, più si va avanti e più i sacrifici da fare sono davvero tanti... ora sta diventando come un piccolo lavoro, da far combaciare nel massimo dei modi con la scuola, che - anche se sono al terzo anno di superiori - è davvero tanto difficile e impegnativa.

La conferma di una donna
Più vanno avanti gli anni e più penso di aver fatto la scelta giusta, nell'aver deciso di praticare questo bellissimo sport.
Il ciclismo è reputato da molti solo come sport maschile, ma alla fine, noi donne, dure e forti come siamo, riusciamo a farci valere anche qui.

Le squadre
Da G1 fino a G4 ho corso per una squadra vicino a casa, si chiama Ciclistica Maranello.
Poi da G5, G6 e da Esordiente primo anno sono stata nella squadra di mio papà, la Bikedynamics, che ha fondato con l’aiuto di Paolo Slongo (il personal trainer di Vincenzo Nibali). Era una squadra molto piccola, formata solo da me e mio fratello Simone e papà ci portava già a correre in giro per l'Italia.
Il mio passaggio da esordiente secondo anno in una squadra femminile - un team bresciano dove ho passato un'annata stupenda, il "Team Nuvolento" - ha fatto prendere a papà la decisione di chiudere la squadra.
Nel passaggio di categoria allieva ho cambiato squadra e sono passata al Team bergamasco "Valcar".
Da allieva secondo anno, cioè il 2017, sono invece andata in una squadra toscana, "Inpa San Vincenzo", dove ho passato un'annata stupenda sia a livello sportivo che a livello personale. Ho conosciuto grandi persone e grandi compagne di squadra.

Il ciclismo tra soddisfazioni e delusioni
Non saprei dire precisamente quali e quante sono state le soddisfazioni che mi ha dato fino ad ora questo sport... sono davvero tantissime.
In compenso, ci sono state anche tante delusioni che mi hanno tanto rafforzata nel carattere e mi hanno permesso, piano piano, di superare ostacoli sempre più alti.

La soddisfazione più grande
La soddisfazione più grande che ho avuto nella mia piccola carriera ciclistica non me l’ha data il ciclismo, ma mio padre, trasmettendomi la voglia di correre.

La stagione 2018
Nel 2018 farò un bel salto nella categoria junior e andrò a correre per il Team Wilier Breganze, una squadra vicentina che mi è sempre piaciuta sin da piccola.”

Sei stata nominata da Nicole D’Agostin con la seguente motivazione:
“Nomino Gaia Masetti, una ragazza molto forte che il prossimo anno correrà con la mia ex squadra. Penso che lei debba dimostrare ancora molto quanto vale e sono sicura che con il carattere e la forza che ha raggiungerà dei risultati molto importanti.”

Cos’hai pensato appena ti abbiamo contattata e cosa ti ha portato ad accettare la nomination?
Sono stata davvero felice di essere stata nominata da Nicole e ho deciso di accettare la nomination perché mi fa piacere fare parte di questo piccolo, ma grande progetto che cicliste.eu sta facendo.

Quali sono i lati del tuo carattere che ti hanno aiutata in questi anni di dedizione alle due ruote?
Penso che la mia determinazione e il mio essere testarda mi abbiano aiutata e fatta innamorare del ciclismo.
Nella vita normale non sono due cose sempre positive, ma penso che in uno sport così servano tanto.

Quale ritieni il tuo aspetto caratteriale più positivo e in che modo ti aiuta ad affrontare la vita di tutti i giorni?
Penso che il mio aspetto caratteriale più positivo sia la tenacia con cui affronto la vita, sia dal punto di vista ciclistico che sociale.

Esiste, invece, un tuo aspetto fisico che ritieni ciclisticamente fondamentale? Se sì, qual è?
Beh, penso che sia la mia esilità. A me piace tanto la salita e per andare forte in salita, bisogna essere molto leggeri altrimenti non si sarebbe in grado di fare differenza.

Quali sono le discipline del ciclismo che preferisci, a quali ti dedichi e cosa ti piace di ciascuna?
Preferisco tra tutte la strada e di questa amo la salita da quando ero piccola... mi mette tanto in "relazione" con l'ambiente.
Ho fatto anche ciclocross da esordiente secondo anno e da allieva primo anno. Mi piaceva e piace ancora tanto tutt'ora, però per mia scelta ho deciso di soffermarmi sulla strada e di migliorare le mie caratteristiche su questa disciplina.
Da esordiente secondo anno ho fatto anche pista. La mia paura iniziale, nata vedendo gli Junior cadere varie volte, ora l’ho superata, ma comunque la pista non mi piace.
Ho partecipato alle Tre Sere del Garda in febbraio e l'estate scorsa ho fatto i Regionali Toscani. Dovevo fare anche gli Italiani, ma ho deciso di non partecipare proprio perché la pista non la posso proprio vedere.

Tuo fratello Simone, come te, ha continuato a seguire la sua passione?
Sì, mio fratello corre ancora. Il 13 marzo compie 19 anni e quest'anno passa dilettante e va a correre alla Mastromarco, una squadra toscana.

Cosa significa poter condividere questo sport con il papà e con il fratello maggiore? In che modo ritieni sia stato utile, esaminando la strada che hai fatto fin’ora?
Penso di essere stata fortunata perché, se non ci fossero stati i miei due maschi di casa, questo sport non lo avrei mai potuto conoscere così bene.

Papà Lorenzo ha deciso di abbandonare il mondo delle due ruote amatoriali per dedicarsi a te e tuo fratello... il cuore di un grande papà ha preso il sopravvento su quello di un grande appassionato.
Quali persone, cose e/o eventi avrebbero il potere di farti decidere un giorno di smettere con il ciclismo?
Beh, sì, come ha sempre fatto lui fino alle ultime pedalate da amatore e allenando poi me e mio fratello, io metto la bicicletta prima di tutto.
Ora come ora non mi vedo in un futuro senza ciclismo perché ogni anno che passa mi piace sempre di più.
A fine anno 2016 ero giù di morale per vari motivi e mi era passata per la testa l'idea di smettere. Poi, dopo lunghe riflessioni, ho deciso di non farlo e ho capito che momenti così succedono nel mondo del ciclismo e nella vita normale. Sono proprio problemi, incomprensioni e malintesi a rafforzare nel carattere le atlete e le persone.

Che scuola frequenti?
Cosa ti piace e cosa ti aspetti dalla tua scuola?
Frequento il terzo anno e studio per diventare geometra.
Diciamo che inizialmente la scelta di questa scuola è stata adattata allo sport. Seppur non mi piacesse l'indirizzo, era quella più vicina a casa... (appena esco da scuola vado subito in bici). Con il passare degli anni però, mi sto appassionando e se riuscirò a tenere bene il buon andamento e i buoni risultati che ho ora, farò architettura all'università.

Cosa fai nel tempo libero?
Tempo libero non ne ho quasi mai, il mio tempo libero è dedicato al ciclismo e ai tanti compiti se non sono in bici.

E quali sono le tue aspettative e i tuoi timori (se ne hai) di questo primo anno da Junior? Cosa ti elettrizza di più?
Sarà sicuramente un anno che utilizzerò per fare sopratutto esperienza e aiutare le mie compagne, ma anche per fare bene a livello di risultati.

Hai definito il ciclismo come una sorta di gioco che si è trasformato in un lavoretto. Vedi in questo sport un potenziale lavoro per il tuo futuro di donna? Per quale/i motivo/i?
Come ho già detto in precedenza, io in questo momento metto il ciclismo come prima cosa e ora come ora spero che in un futuro possa diventare il mio lavoro.

La parità del mondo femminile e di quello maschile, ciclistico e sportivo in generale, la consideri un’utopia o una futura realtà?
Anche se le donne praticato il ciclismo da tanti anni, c'è ancora una grande differenza tra il mondo maschile e femminile. Spero che in un futuro donne e uomini vengano considerati dalle persone equamente.

Al momento, cosa unisce i due mondi e cosa li divide secondo te?
La cosa che li unisce è sicuramente la fatica che sia donne che uomini devono sopportare per fare questo sport.
La cosa che li divide è la differenza tra maschi e femmine e, come sempre (anche nella vita normale), le femmine vengono sottovalutate e non vengono viste le loro grandi potenzialità.

Hai scritto che il ciclismo è uno sport maschile in cui il lato femminile riesce a farsi valere... escludendo lo sport, credi che questa “regola” valga anche in altri settori? Se sì, quali e perché?
Sì, nella vita in generale secondo me le femmine riescono a prevalere sui maschi, a parere mio, perché ragioniamo in modo più maturo rispetto al loro.

La prima vittoria ha avuto il potere di farti iniziare a pedalare, ma la soddisfazione più grande fino a questo momento è aver ereditato da tuo papà la voglia di correre.
Quanto conta semplicemente correre e quanto contano i risultati?
Penso sia più importante semplicemente correre perché è la cosa che più mi piace di questo sport.
Poi, beh, ovviamene contano anche i risultati ad un certo punto, perché comunque una soddisfazione ogni tanto non fa mai male.

Qual è il risultato a cui aspiri di più come ciclista?
Il mio sogno è quello, un giorno, di entrare in Nazionale.
L’ho sempre vista come un varco per il ciclismo femminile e, sì, spero un giorno di entrarci.

E come donna?
Il risultato a cui aspiro di più come donna è generale.
Mi auguro che un giorno le donne vengano considerate di più, sia nello sport, che nella vita di tutti i giorni. Che vengano ritenute alla pari degli uomini e non persone inferiori.
Anche noi facciamo tanta fatica e tanti sacrifici come loro e non penso sia giusto essere sottovalutate.

La tua nomination e la motivazione…
Nomino Martina Fidanza perché mi è sempre piaciuta come ragazza caratterialmente, fisicamente e ciclisticamente. L'ho sempre presa come punto di riferimento da quando ero piccola e spero tanto in un futuro per lei.

Potete seguire Gaia sul suo profilo Instagram: gaiamasetti
La pagina Facebook del suo team: Breganze Millennium

Ilenia Milanese
cicliste.eu

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore
Author: Ilenia MilaneseEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Stampa   Email