Martina Sanfilippo: "il ciclismo? amore a prima vista, non potrei farne a meno"

Martina Sanfilippo: "il ciclismo? amore a prima vista, non potrei farne a meno"

Riprende a pedalare la rubrica dedicata alla presentazione delle giovani cicliste, futuro del nostro movimento. Riparte con la piemontese Martina Sanfilippo, fresca quindicenne, leoncina doc, che pratica ciclismo da 7 anni.
Martina si presenta come una ragazza educata e piacevolmente portata al confronto. La sua giovane età vi sorprenderà strada leggendo, a conferma di quanto il ciclismo sia in grado di formare mentalmente le ragazze che lo praticano. Si definisce una passista veloce ma preferisce terreni vallonati con salite. Una tipa tosta e determinata che farà parlare di se... Andiamo a conoscerla meglio!

"Che dire, il mio è stato un “amore a prima vista” si può dire... ho iniziato a praticare questo sport dopo essere andata a vedere una gara di miei coetanei (mi era stato consigliato dal papà di un mio compagno di classe che praticava anche lui ciclismo). Beh, dopo essere andata a vedere quella gara pregai i miei genitori di iscrivermi in una squadra ciclistica (che fu poi ASC Piossasco). Iniziai nella categoria G3... "

Come è stato l'inizio?
Devo ammettere che all’inizio mi sono trovata un po’ in difficoltà ma a colmare tutto c’era la passione! Da quel momento in poi ho sempre continuato. Devo ammettere che ogni tanto ci sono dei momenti bui, momenti in cui vorresti abbandonare tutto e pensare di passare tutti i tuoi pomeriggi a stare sul divano! ... però quasi subito mi rendo conto che non ce la farei a vivere senza il ciclismo!
Dicono che tutti abbiamo un grande amore che ci sta aspettando, il mio è proprio questo!?

Cosa pensi della tua esperienza da ciclista?
Sono molto contenta dei risultati raggiunti negli ultimi due anni, erano del tutto inaspettati. Mi impegno molto e costantemente per raggiungere tutti i miei obbiettivi e punto sempre a migliorarmi. Questi risultati però li devo anche al mio direttore Sportivo Stefano Peiretti che preparandomi tutti gli allenamenti riesce a farmi arrivare agli appuntamenti più importanti nelle condizioni migliori!

Cosa ti ha colpito in particolare del ciclismo che ti ha fatto innamorare?
Quando ho iniziato a praticare questo sport, è stato come essere catapultata in un mondo completamente diverso da quello di tutti i giorni. Per cui una cosa che mi ha colpita subito è stata sicuramente la novità e il tipo di ambiente in cui mi sono ritrovata.

Come sei stata accolta dal Piossasco?
Nel Piossasco mi sono trovata bene sin da subito, eravamo una grande famiglia! Non ci si annoiava mai, e poi essendo dei bambini filava sempre tutto liscio senza mai litigare. Mi ricordo che dopo ogni allenamento ci mettevamo a giocare e a far merenda e i genitori cercavano di riportarci a casa ma con scarsi risultati direi ahahah.

Ci racconti i ricordi di quella stagione?
Beh non è semplice ricordarsi tutto nei minimi dettagli, mi ricordo settimane di grande attesa per le gare della domenica! E come dimenticare il mio primo meeting nazionale...ero così entusiasta all’idea di partecipare ad una gara che io consideravo così importante! Non fu una delle migliori gare ma non mi importò, in fondo mi ero divertita e a quell’età è l’unica cosa che conta. Gli unici compagni di squadra della mia età, erano maschi e non mi trovavo affatto male, ci facevamo sempre delle gran risate! Da G6 arrivò una ragazzina della mia età che diventò la mia nuova compagna di avventure.

Come ti sei trovata con i maschi?
Mi sono trovata benissimo. Credo che l’allenarsi con sole femmine o con soli maschi quando si è così piccoli non sia così fondamentale, sono andata a documentarmi e fino ai 12 anni maschio e femmina sono in grado di competere tra loro, per cui sono assolutamente pro.

Hai avuto qualcuno che ti ha insegnato a prendere confidenza con la bici?
Sin da piccolissima ho sempre avuto mio papà al mio fianco, è lui che mi ha messa sulla mia primissima bici ed è lui che mi ha insegnato ad andare senza rotelle. Gli sarò sempre grata per tutto quello che fa per me, mi sostiene sempre.
A tutte le gare più importanti viene a vedermi, per me questo conta molto. Non so davvero come farei senza di lui!

Quali furono le tue prime difficoltà?
Una delle prime difficoltà fu sicuramente l’abituarsi alla fatica ma non ebbi problemi a sconfiggerla. Un altro mio grande problema era quello dell’avere terrore della discesa, questa mia paura mi portò ad una brutta caduta nella categoria G6. Ebbi un trauma cranico e una frattura al polso sinistro, ma come si suol dire le “ferite” guarirono in fretta e tornai più forte di prima e forse con meno paura e più sicurezza per la discesa.
Successivamente mi dedicai a cercare di abbattere questa mia paura esercitandomi. Mi facevo portare in macchina fino in cima alla salita vicina a casa mia per poi fare la discesa dalla parte più pendente. Arrivai a farlo tre o quattro volte a settimana (a volte anche nell’arco di un solo giorno).

Ci sveli i momenti difficili che hai vissuto?
Il passaggio da giovanissima ad esordiente non fu facile ma non fu questo a darmi problemi quanto la stagione da esordiente secondo anno o anche quella di quest’anno (inizialmente), perché dopo le prime vittorie, ovviamente, sono arrivate anche le giornate/gare no e ci sono stati dei momenti (magari dopo tre o quattro gare che non andavano bene) in cui mi domandavo “tutto questo serve a qualcosa? Tutti i sacrifici e le fatiche servono a qualcosa?”, a queste domande mi sono sempre data la solita: senza ciclismo non so stare. Pensare a come sarebbe stata la mia vita senza il ciclismo mi faceva venire i brividi.

L'amore per il ciclismo ti completa? hai praticato altre discipline sportive?
Prima di arrivare al ciclismo ho praticato tantissimi altri sport (sci, tennis, pallavolo, danza, pattinaggio etc...) per cui non credo che il ciclismo abbia mai fatto da “limite” nella mia vita.

Ci fai un riepilogo delle esperienze e dei risultati ottenuti nelle varie categorie?
Da esordiente primo anno correvo nella “Nonese Cycling Team” conquistai un secondo posto, un sesto posto all’italiano e un quarto posto alla Coppa di Sera.
Da esordiente secondo anno corsi sempre nella stessa squadra che però cambiò il nome in “Rodman Pink Power by Nonese”, questa fu una stagione decisamente con più risultati: conquistai 4 vittorie, 7 secondi posti e altri piazzamenti tra cui l’ottavo posto all’italiano e un terzo posto alla Coppa di Sera.

Quest’anno invece, con il passaggio di categoria, c’è stato pure il passaggio alla squadra “VO2 team pink”. Sono molto orgogliosa di questa stagione, ho raccolto una vittoria, 2 secondi posti (con uno dei quali ho conquistato il campionato regionale Emilia-Romagna), un secondo posto al campionato italiano cronometro, un settimo posto al campionato italiano strada, una vittoria al campionato italiano inseguimento a squadre in pista, un quarto posto al campionato italiano inseguimento individuale in pista e un quarto posto alla Coppa Rosa.
In tutti questi anni il mio allenatore è sempre stato Stefano Peiretti (quando ero esordiente era aiutato anche da Ivan Burrello) mi fido ciecamente di lui e gli sarò sempre grata per tutto quello che ha fatto, fa e farà per me. Riesce sempre a farmi arrivare preparata a tutti gli appuntamenti importanti.

Cosa si prova a vincere una gara?
Sensazioni indescrivibili. Con la vittoria di Sabbio Chiese ho toccato il settimo cielo". La gara si sviluppava su di un terreno vallonato. A metà gara siamo uscite in 9 ragazze, sull'ultimo strappo siamo rimaste in tre e mentre le mie due compagne di fuga si studiavano io sono partita in discesa e sono arrivata da sola con un breve vantaggio!

sanfilippo martina vitt

Quanti e quali sono i tuoi allenamenti?
Io mi alleno 3 volte a settimana, ogni allenamento è diverso dagli altri ed è mirato alle gare che devo fare.

Quali sono le tue caratteristiche?
Direi una passista veloce che ama i percorsi vallonati con le salite, sono più divertenti. Le gare tutte piatte mi annoiano e difficilmente permettono di andare in fuga.

Curi più lo stile o l'allenamento agonistico?
Curo molto entrambe le cose, cerco di attenermi per filo e per segno alle schede di allenamento e cerco di condurre uno stile di vita sano, cerco di non andare a dormire troppo tardi e di non mangiare troppi cibi spazzatura. Credo che oltre l’allenamento il condurre uno stile di vita sano sia fondamentale, anche perché, si sa, che alla fine la differenza la fanno anche i minimi dettagli alla quale non penseresti nemmeno.

Secondo te come dovrebbe essere allenata una ciclista?
Allora credo che nella categoria dei giovanissimi gli allenamenti debbano essere improntati più sul gioco e sul divertimento.
Per quanto riguarda invece le categorie delle esordienti e delle allieve, dal mio punto di vista non si può fare un discorso parlando di “categorie” perché credo (così come mi hanno insegnato) che ogni singola atleta abbia bisogno di allenamenti diversi da un’altra, abbiamo tutte caratteristiche e punti su cui migliorare differenti.

Sono più importanti i risultati subito oppure ottenuti dopo una lenta maturazione? tu come la vedi? e cosa cambia nella vita di una ciclista?
Penso che un po’ tutti siamo alla ricerca del risultato ma ahimè non è così facile ottenerlo, anzi dietro c’è del lungo e duro lavoro e dopo questo non è detto che arrivi... il mio consiglio è di non demordere mai e crederci sempre!
Una cosa che cambia nella vita di una ciclista sono senz’altro il numero di sacrifici, per esperienza so quanto sia difficile dire di no all’uscita tra amici del Sabato sera perché alla domenica c’è la gara, così come il rinunciare ad una semplice fetta di torta quando si è ad un compleanno. Però a essere sincera a me, così come alle altre ragazze che praticano questo sport, tutto questo non mi pesa perché questo sport mi da più di quello che mi potrebbero dare le uscite con amici.

Si dice che intorno alle giovani ci sia troppa pressione, tu come lo vedi e come lo vivi l'ambiente intorno a te?
Per quanto mi riguarda non sono succube di alcun tipo di pressioni ne da parte della squadra ne tanto meno dalla famiglia. Penso che una cosa essenziale per dare il meglio di se sia proprio un ambiente sereno ed è anche quello in cui mi ritrovo.

Il tuo allenatore è stato un ciclista? Cosa apprezzi di più di lui?
Si il mio allenatore è stato un ciclista, ha dovuto interrompere la sua carriera a causa di un brutto incidente in discesa. Ci sono molte cose che apprezzo di lui, c’è sempre nel momento del bisogno, mi da sempre ottimi consigli e ha sempre una buona parola per darmi conforto in momenti di “crisi”. Abbiamo un ottimo rapporto ed è davvero il miglior allenatore che si possa desiderare.

L'anno prossimo?
L’anno prossimo rimarrò qui al VO2 team pink, mi trovo molto bene sia con le compagne che con i tecnici, fanno il loro meglio per non farci mancare nulla e direi che ci stanno riuscendo a pieno!
Per quanto riguarda invece gli obbiettivi, punto sicuramente a migliorarmi e perché no? Anche a conquistare qualche vittoria e piazzamento alle gare più importanti.

Quali sacrifici deve fare una ragazza per fare la ciclista?
Come ho detto i sacrifici da fare sono molti e nel periodo scolastico aumentano perché ovviamente oltre al ciclismo bisogna pensare anche ad andare bene a scuola. Spesso non è semplice riuscire ad organizzarsi, ma dopo un po’ di tempo ci si abitua e si riesce a fare tutto completamente senza problemi.

Che studi stai facendo?
Sono al secondo anno del liceo Scientifico applicato alla scuola Blaise Pascal di Giaveno.

Dopo la maturità, hai intenzione di continuare con l'Università? se si, con quale indirizzo?
Si dopo la maturità ho intenzione di andare all’Università, sono ancora indecisa su quale indirizzo scegliere. Comunque mi piacerebbe fare medicina o scienze motorie e sportive.

Riesci a coniugare lo studio con il ciclismo e la tua vita privata?
Si non è semplice ma riuscendo a combinare bene la scuola e gli allenamenti riesco a ricavarmi anche del tempo per me stessa.

A proposito di vita privata... che tipa è Martina quando scende di bici?
Sono una ragazza che ama stare in compagnia e divertirsi. Cerco di prendere ogni nuova esperienza con il sorriso e di non farmi abbattere dalle cose negative, perché insomma a tutti capitano i momenti no e secondo me il modo migliore di sconfiggerli è quello di sorridere sempre!

Quali sono le tue passioni/hobby?
Ho una passione per lo stile (ne ho uno tutto mio, non mi piace seguire le “mode”) e amo molto fare shopping! Un’altra delle mie passioni è quella per la cucina, adoro cucinare e sperimentare nuove ricette che magari vedo in televisione o su giornalini di cucina. Mi piace molto cucinare, ormai sono anni che mi cimento in questo mio piccolo hobby e mi reputo abbastanza brava, a casa cucino spesso. Ovviamente cerco di cucinare sempre ricette molto “healthy”!

Cosa non ti piace?
Le cose che non mi piacciono sono molte... non amo le giornate piovose/nuvolose, odio la falsità, sono dell’idea che se si ha qualcosa da dire lo si dice in faccia perché alle spalle o via chat è troppo semplice. Non amo gareggiare quando c’è troppo vento o quando c’è tanto caldo. E se c’è una cosa che odio, come non mai, è il fatto di non riuscire ad avere tutto sotto controllo, devo essere sempre al corrente di cosa succede in torno a me (che mi riguardi o meno, e in parte credo che questo sia anche un difetto).

La tua prima cotta?
Devo dire che questa domanda non me l’aspettavo! Beh se devo essere sincera non ricordo molto, ma una cosa che so è che era un bambino che faceva anche lui ciclismo e aveva un anno in meno di me.

Innamorata?
No, diciamo che non ho ancora trovato la persona giusta e ad essere sincera non ho abbastanza tempo per andare alla sua ricerca.

Cosa ne pensano i tuoi amici del tuo amore per il ciclismo?
Non si capacitano di come possa piacermi uno sport del genere! Dov’è tutto un sacrificio, fatica e dedizione. Quelli che comprendono il fatto che io sia sempre così impegnata e che allo stesso tempo mi appoggiano sono pochi ma come si suol dire “pochi ma buoni”

Sei una leoncina tipica o atipica?
Direi tipica, ho sempre avuto un carattere molto “tosto”, non ho peli sulla lingua e lotto per ottenere ciò che voglio. Sono molto ribelle infatti sono spesso in lite con i miei genitori, diciamo che amo “farmi rispettare”.

Superstiziosa?
Quanto basta. Sono fissata col numero “7”, ogni gara spero che sul mio dorsale ci sia questo numero perché risale al mio primo piazzamento da esordiente, se parto con un numero che lo comprende sono più “sicura”. Inoltre ho il mio portafortuna personale, mia Zia, tutte le volte che viene a vedermi a qualche gara ottengo sempre ottimi risultati!

Che ruolo hanno i tuoi genitori nella tua vita di ciclista?
Cercano di seguirmi il più possibile e si tengono informati, sono i miei primi tifosi, i miei primi aiutanti e i primi che mi spronano a migliorare. A volte mi accompagnano in allenamento per evitare di lasciarmi andare da sola e ammetto che la cosa non mi dispiace.

Sono tifosi o sono sportivi?
Entrambe le cose, anche loro amano il ciclismo e spesso vanno a fare gite in bici con dei loro amici e una cosa che non si fanno mai mancare è ovviamente la sosta nelle trattorie nei dintorni dei posti in cui vanno!

Cambieresti qualcosa del ciclismo femminile per migliorarlo?
Il ciclismo in generale in Italia purtroppo è uno sport poco seguito e ancor peggio quello femminile, abbiamo poca visibilità e a mio avviso questo è il problema principale, in quanto poca visibilità vuol dire poco interesse degli sponsor, tradotto meno fondi, e il risultato finale ahimè, è che ci sono sempre meno squadre.

Allenamenti e sicurezza stradale, la tua esperienza e le tue riflessioni?
Negli ultimi anni si è cercato di migliorare la nostra sicurezza, magari costruendo piste ciclabili o facendo le strade leggermente più larghe, ma una cosa a cui bisognerebbe fare attenzione sono anche le buche che si possono incontrare lungo il percorso... io stessa 3 anni fa mi ruppi il polso per colpa di una buca in una strada in discesa. Certamente è anche molto importante che il ciclista si renda visibile il più possibile e per questo motivo io ho sempre sulla mia bici una lucina da accendere quando il sole inizia a calare. Sono anche dell’idea però che gli autisti debbano portare più rispetto per coloro che trovano lungo la strada, e dovrebbero anche riflettere sul “e se fosse mio figlio? O un mio parente?”.

Ringraziamo Martina per il tempo che mi ha concesso con disponibilità e professionalità e le auguro di continuare a divertirsi in bicicletta con la solita passione che mi ha trasmesso con questa intervista. La strada da percorrere è ancora lunga e difficile però mi sembra che la stia percorrendo con lo spirito giusto. Avanti così, senza troppe aspettative in attesa dei tempi giusti per iniziare a fare sul serio... se son rose fiorinanno!

Walter Pettinati 

Foto: Fabiano Ghilardi

Autore
Walter Pettinati
Author: Walter PettinatiWebsite: www.pettinati.comEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Giornalista, editore, Ex ciclista professionista, appassionato di sport, presidente del team etico virtuale cicliste.eu.


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